
Si è svolto oggi a Gemona del Friuli l’incontro promosso da Ance Friuli Venezia Giulia dedicato al tema della prevenzione e della manutenzione del territorio, con uno sguardo alle prospettive economiche e territoriali della regione a cinquant’anni dal Terremoto del Friuli del 1976.
L’iniziativa, realizzata con il patrocinio del Comune di Gemona del Friuli, ha rappresentato anche un momento di approfondimento sui contenuti dello speciale AnceMag Friuli Venezia Giulia, dedicato ai temi della prevenzione, della manutenzione e dello sviluppo del territorio regionale.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Ance Friuli Venezia Giulia, Marco Bertuzzo, che ha sottolineato come la cura del territorio e la prevenzione rappresentino oggi una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e comunità locali. Il presidente di Ance FVG ha sottolineato anche l’importanza di fare rete per dare risposte concrete, anche attraverso il social housing
Al centro dell’incontro la tavola rotonda “Dopo il terremoto, oltre la ricostruzione. A cinquant’anni dal sisma, quale visione economica e territoriale per il Friuli Venezia Giulia?”, moderata dal giornalista Maurizio Cescon del Messaggero Veneto. Al confronto hanno partecipato l’economista territoriale Federico Della Puppa, il ricercatore Alberto Cervesato dell’Università degli Studi di Udine e l’assessore alle Infrastrutture e Territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, Cristina Amirante.
I relatori hanno affrontato il tema della resilienza dei territori, della pianificazione urbanistica e della necessità di investire nella manutenzione e nella sicurezza delle infrastrutture come leve strategiche per lo sviluppo regionale.
L’evento si è concluso con un dialogo tra Paolo Mosanghini, condirettore del gruppo NEM, e la presidente nazionale di Ance, Federica Brancaccio, che ha evidenziato l’importanza di una visione di lungo periodo per mettere in sicurezza il futuro, a partire dalle scelte che riguardano oggi il territorio e le infrastrutture, e messo l’accento sull’importanza di un piano per la prevenzione e del modello Friuli come emblema del fare sistema tra istituzioni e attori del settore.
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