
Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole, seppur condizionato al recepimento di alcune osservazioni, sul nuovo schema di regolamento per la gestione semplificata delle terre e rocce da scavo, trasmesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 30 marzo 2026. Il provvedimento, riformulato alla luce dei rilievi emersi nel precedente parere interlocutorio (n. 327/2025), è destinato a sostituire l’attuale disciplina prevista dal Dpr 120/2017.
Il parere n. 710 del 20 aprile 2026 apre così la strada al superamento della fase di stallo che aveva finora impedito l’adozione del provvedimento.
Nel dettaglio, il Consiglio di Stato rileva come molte delle criticità precedentemente segnalate – in particolare quelle relative alla struttura del regolamento, alla disciplina dei controlli e ad alcune definizioni chiave – risultino oggi superate anche grazie all’evoluzione del quadro normativo. Tra gli elementi più significativi si segnala l’estensione dell’ambito di applicazione della disciplina ai sedimenti e alle terre e rocce da scavo contenenti amianto, in coerenza con le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2025 (Legge 199/2025).
Permangono tuttavia alcune perplessità che, secondo il Consiglio di Stato, possono essere superate, in taluni casi, mediante l’integrazione della documentazione istruttoria.
Va ricordato che il parere espresso è obbligatorio ma non vincolante. In questo contesto, il superamento di numerosi rilievi, soprattutto di natura normativa, rappresenta comunque un segnale positivo. Si riapre infatti la possibilità di riattivare il procedimento, fermo dal 2025 anche a seguito della fase di standstill europea, e di procedere verso l’adozione definitiva del regolamento. Un passaggio atteso dal settore delle costruzioni per una disciplina più semplice ed efficiente nella gestione delle terre e rocce da scavo, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di economia circolare e sostenibilità.
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