
Graziano Delrio, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dal 2015 al 2018
Il dialogo con le associazioni rappresentative è uno degli elementi fondamentali di una democrazia matura e di una buona amministrazione pubblica, perché chi ha responsabilità istituzionali deve saper ascoltare – pur nel rispetto del proprio ruolo decisionale – e riconoscere che nessuna decisione pubblica può essere efficace se non tiene conto dell’esperienza concreta di chi opera quotidianamente nei territori, nei cantieri, nelle imprese e nelle comunità locali.
È necessario che le istituzioni abbiano un confronto continuo con i soggetti che rappresentano il mondo del lavoro, delle imprese, delle professioni e della società civile.
Questo vale in generale, ma assume un valore ancora più importante quando si parla di infrastrutture, edilizia, sostenibilità e sviluppo del territorio, cioè di temi che incidono in maniera fondamentale sulla qualità della vita delle persone.
L’ANCE, in questi suoi primi ottant’anni di storia, ha rappresentato molto più di una semplice associazione di categoria: ha accompagnato la crescita dell’Italia, partecipando alla ricostruzione, allo sviluppo economico e alla realizzazione di infrastrutture strategiche e alle recenti transizioni ambientali e tecnologiche, fasi che hanno richiesto capacità di adattamento, visione ed un forte senso di responsabilità.
I sindacati, le associazioni e le organizzazioni professionali e imprenditoriali svolgono una funzione fondamentale: costruiscono relazioni, raccolgono bisogni ed elaborano proposte che spesso la politica, da sola, fatica a cogliere pienamente.
Durante la mia esperienza come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (2015-2018) ho avuto modo di confrontarmi quotidianamente con il mondo delle costruzioni e con l’ANCE in particolare, con un rapporto sempre costante e costruttivo, su diversi temi e questioni, come ad esempio i tempi delle opere, la semplificazione normativa, la sicurezza del lavoro.
Sono stati anni complessi, caratterizzati dalla necessità di rilanciare gli investimenti pubblici, affrontando il tema della sicurezza delle infrastrutture e promuovendo una nuova cultura della mobilità sostenibile.
Ricordo nel 2016, con l’allora presidente De Albertis, l’apertura di un tavolo di confronto rispetto alla fase transitoria del Nuovo Codice degli Appalti. Lavoro poi proseguito – nel 2017 – con il Presidente Buia. In un incontro a gennaio abbiamo avuto un cordiale colloquio sui temi centrali per il mondo dell’edilizia. Tra le questioni discusse, c’erano le proposte di modifica sul Nuovo Codice degli Appalti per consentire alle amministrazioni di aggiudicarsi i lavori in tempi certi e con modalità più snelle. Altri temi di confronto sono stati il sismabonus e la classificazione sismica degli edifici: argomenti sui quali era naturale che non sempre vi fosse una piena condivisione di vedute, ma proprio in quelle occasioni è emerso il valore autentico del confronto istituzionale, con successiva emanazione del mio decreto che introdusse le linee guida per la classificazione del rischio con conseguente accesso alle detrazioni potenziate fino all’85%. Discussioni franche ma sempre portate avanti con rispetto e che mi hanno consentito di diventare amico del Presidente Buia. Spero di non danneggiarlo dicendo questo!
La politica deve avere la capacità di ascoltare le critiche per correggere gli errori e migliorare le decisioni; le associazioni devono saper interpretare il proprio ruolo guardando, non soltanto agli interessi immediati del settore che rappresentano, ma anche l’interesse generale del Paese.
Oggi siamo in una stagione di grandi transizioni: ecologica, digitale, energetica e demografica e il settore delle costruzioni è al centro di tutte queste trasformazioni.
Le città dovranno diventare più sostenibili, più sicure, più inclusive e più resilienti; sarà importante investire nella qualità dell’abitare, nell’efficienza energetica degli edifici, nella tutela del territorio e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
Il settore delle costruzioni ha sempre avuto un ruolo decisivo, non solo in ambito di realizzazione di edifici e strade, ma anche in merito a lavoro e prospettive di crescita, ma servono politiche pubbliche coerenti con investimenti stabili e regole chiare.
Una strada, una ferrovia, una scuola, un ospedale, una rete di trasporto pubblico non sono semplicemente opere materiali, ma strumenti che determinano opportunità, diritti, qualità della vita, accesso ai servizi e possibilità di sviluppo per intere comunità.
Le decisioni che prendiamo oggi potranno avere effetti profondi sul futuro del Paese; è una responsabilità che deve essere affrontata attraverso il dialogo, il confronto e lavorando insieme, anche soprattutto quando le posizioni iniziali possono apparire distanti.
Auguri ad ANCE per i suoi 80 anni di storia e di impegno costante per il futuro dell’edilizia e del Paese.
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