
“Il Piano Casa del Governo e’ un passo avanti importante sull’emergenza abitativa. Si valutano positivamente le misure previste nei primi due pilastri per consentire l’aumento del numero di abitazioni pubbliche e sociali”. Lo ha detto il vicepresidente Ance Stefano Betti in audizione in Parlamento sulle Condizioni di sicurezza e stato di degrado delle citta’ e delle loro periferie. “Sul terzo pilastro, quello dell’edilizia integrata, il giudizio – ha aggiunto – e’ necessariamente piu’ articolato. Se, infatti, per gli interventi di grandi dimensioni, il decreto garantisce un sistema di semplificazioni e agevolazioni apparentemente adeguate alla sostenibilita’ economica degli investimenti, per gli interventi minori non sono previste analoghe attenzioni”. Per Ance nell’ambito del terzo pilastro, “e’ quindi auspicabile un intervento volto ad integrare le misure gia’ previste nel decreto, rivolta prevalentemente a grandi interventi in pochi centri urbani, con una serie di ulteriori strumenti -normativi, economici e fiscali- che possano assicurare una dimensione piu’ diffusa, sotto il profilo territoriale e dimensionale, dell’attuazione del Piano casa”. “Non va peraltro trascurato – l’utilizzo della leva fiscale, per ora assente nel Piano, come strumento necessario in tutte le fasi di realizzazione dei programmi, per garantirne l’equilibrio economico/finanziario, dall’acquisto degli immobili da riqualificare per destinarli all’housing accessibile, alla gestione delle abitazioni in locazione, fino alla loro cessione”.
Fonte Agi
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