
Presentati oggi a Parma nella seconda tappa 2026 del Festival diffuso della rigenerazione urbana 11 interventi pubblici e privati nella Regione che ridanno vita alle città, dai centri storici alle periferie trasformando edifici pubblici, privati ed ex aree industriali dismesse
Dalle periferie fino ai centri storici, piccoli e grandi interventi, da 1 fino a 150 milioni, che puntano a trasformare edifici e quartieri in nuove funzioni per adattarsi ai bisogni dei cittadini.
Turismo, servizi assistenziali, scuole e studentati, incubatori di impresa e progetti di adattamento climatico sono il nuovo volto delle città dell’Emilia-Romagna raccontate negli 11 progetti, tra pubblici e privati, presentati oggi nella tappa di Parma di “Città in scena”, il Festival diffuso della rigenerazione urbana promosso da Ance, Associazione Mecenate 90 e CIDAC con il patrocinio di In/Arch.
Dove c’era degrado ora ci sono nuove opportunità che testimoniano quanto l’Emilia-Romagna sia all’avanguardia in Italia sul fronte della rigenerazione urbana, riconoscendo nella trasformazione delle città un driver di sviluppo e crescita del territorio.
Valore ancora più importante in questa delicata fase di passaggio, in cui le prospettive future per città e territori si giocheranno anche sull’arrivo dei nuovi strumenti del Piano casa, alla fine di un Pnrr che ha visto una grande dinamicità degli enti locali.
Gli interventi presentati oggi presso l’Auditorium Carlo Mattioli del Palazzo del Governatore di Parma, sono conclusi di recente o in corso d’opera e diffusi su tutto il territorio regionale: la riqualificazione di Corso Roma di Carpi, il Casaralta District di Bologna, l’Ex-Arrigoni e l’Ex Roverella di Cesena, il Parco Creatività di Modena, Palazzo Parma, la Cittadella del benessere e il recupero delle Officine ex-Manzini di Parma, l’Ex Manifattura Tabacchi di Piacenza, la Città prossima di Sassuolo e la rigenerazione del quadrante nord-est di piazza del Popol Giost e della ferrovia storica Milano-Bologna di Reggio-Emilia.
Ad arricchire la giornata, grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il racconto della rinascita della città francese di Metz, trasformata dopo la crisi degli anni Cinquanta con la costruzione di nuove strutture strategiche come il Technopôle e il Centre Pompidou, illustrata da Philippe Brunella, Assessore alla Cultura e al Patrimonio ed ex Soprintendente al Patrimonio del Comune di Metz.
Nel corso dell’evento, organizzato con la collaborazione del Comune di Parma, Ance Parma e Ance Emilia-Romagna, istituzioni, imprese, università e professionisti si sono confrontati sul’impatto di questi interventi per le città.
Ad aprire i lavori sono stati l’assessora alla rigenerazione urbana del Comune di Parma, Chiara Vernizzi, e il presidente di Ance Parma, Carlo Bucci. La sessione del pomeriggio è stata invece introdotta dal presidente Ance Emilia-Romagna, Maurizio Croci, e arricchita dall’intervento dell’Assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo.
Sono intervenuti a discutere i progetti Gabriele Buia, Presidente Unione Parmense degli Industriali, Massimiliano Casavecchia, Vicepresidente In/Arch sezione Emilia-Romagna, Dario Costi, Professore
Progettazione Architettonica e urbana Dipartimento Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, Stefano Betti, Vicepresidente Ance e Presidente Ance Emilia Area Centro e Giuseppe De Luca, Professore di Urbanistica, Dipartimento di Architettura, Università di Firenze.
Le conclusioni dei lavori della tappa sono state affidate alla Presidente Ance, Federica Brancaccio, e al segretario generale di Mecenate 90, Ledo Prato.
“Ospitare a Parma Città in Scena ha rappresentato un’importante occasione di confronto e di approfondimento su un tema strategico per il futuro delle nostre città e confermato quanto la rigenerazione urbana sia oggi un processo complesso e trasversale che richiede visione, cooperazione tra istituzioni, competenze tecniche e un dialogo costante con le comunità. Come Comune di Parma rinnoviamo il nostro impegno a promuovere politiche urbane capaci di coniugare tutela del patrimonio, sviluppo e inclusione, nella convinzione che la rigenerazione sia uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita e costruire città più resilienti e attrattive.”, ha commentato l’assessora alla rigenerazione urbana del Comune di Parma, Chiara Vernizzi.
“Anche grazie all’esperienza del Pnrr oggi mondo produttivo e pubblica amministrazione parlano la stessa lingua, e questo è un grande passo avanti. Sulla rigenerazione urbana però serve però fare di più, è necessario uno sforzo di semplificazione della governance e delle regole, altrimenti sarà molto difficile riuscire a dare risposte adeguate a un Paese con un territorio fragile a rischio come il nostro”, ha affermato la presidente Ance, Federica Brancaccio.
“Le città oggi devono essere dinamiche e devono potersi trasformare per rispondere alle nuove esigenze dei cittadini. Questa ormai è una consapevolezza condivisa da tutti, pubblico e privato. E’ necessario trovare una strumentazione ordinaria per programmare e gestire la rigenerazione urbana e lavorare con una visione comune sulle città. Ci auguriamo di poter finalmente arrivare, dopo 77 tentativi falliti, a una legge unitaria sulla rigenerazione urbana, che dia certezze e premi il coraggio di pubblica amministrazione e imprese”, ha dichiarato il vicepresidente Ance e presidente Ance Emilia Centro, Stefano Betti.
“La rigenerazione urbana è oggi la vera sfida dell’Emilia-Romagna per dare risposta al bisogno crescente di abitazioni, servizi e spazi per le comunità. In questo quadro gli Accordi Operativi rappresentano uno strumento fondamentale perché introducono un modello di urbanistica dialogata basato sulla collaborazione pubblico-privato. Per funzionare davvero, però, servono regole chiare, tempi certi e strumenti operativi concreti. Anche il tema dell’edilizia residenziale sociale va affrontato in questa logica: quote rigide e uniformi definite a monte rischiano di bloccare gli interventi, perché ogni progetto di rigenerazione ha un proprio equilibrio economico. Qualità urbana e sostenibilità economica devono procedere insieme, altrimenti la rigenerazione resta solo un obiettivo sulla carta”, ha affermato il presidente di Ance Emilia Romagna, Maurizio Croci.
“Oggi abbiamo davanti a noi crisi sociali amplificate dal contesto internazionale, a cui dobbiamo rispondere rapidamente e con decisione. Tra le più urgenti risposte da dare c’è quella alla crisi abitativa: le risorse ci sono, ma sarà decisiva la capacità di trasformarle in interventi concreti e strutturali. Dobbiamo tenere bene a mente che lo sviluppo di una città passa dalla collaborazione tra pubblico e privato e non può realizzarsi attraverso singoli interventi, ma serve un piano complessivo di rigenerazione urbana, sostenuto da una legge nazionale. Occorre una normativa innovativa che rispecchi e interpreti il mondo che cambia: solo così potremo incidere sulla crescita ambientale e sociale delle nostre città”, ha dichiarato il presidente dell’Unione parmense degli industriali, Gabriele Buia.
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