
Dalle modalità operative agli aspetti giuridici e fiscali: il webinar dell’Ance sugli incentivi in campo per affrontare la sfida dell’innovazione
La sfida per le imprese di costruzione passa sempre di più dalla capacità di investire in tecnologie, macchinari e processi innovativi. È questo il filo conduttore del webinar organizzato dall’Ance su “Il nuovo iperammortamento e la fase finale di Transizione 5.0 per le imprese di costruzione”. Un’occasione per approfondire l’incentivo fiscale per l’acquisto di beni strumentali nuovi, introdotto dalla legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ed in vigore per il triennio 2026-2028, con un focus sulle modalità attuative dello stesso, come definite nel Decreto 7 maggio 2026 del Mimit, di concerto con il Mef, di recente pubblicazione.
Ad aprire i lavori è stata Vanessa Pesenti, vicepresidente Ance, che ha espresso un giudizio positivo sul nuovo strumento, definendolo una leva importante di politica industriale. Per il settore delle costruzioni, ha sottolineato, “l’iperammortamento può rappresentare un’occasione concreta per favorire l’acquisto di beni strumentali e tecnologie in grado di rendere più efficienti i cantieri e l’organizzazione aziendale”.
Il passaggio dal credito d’imposta alla maggiorazione degli ammortamenti rende però il meccanismo meno immediato, soprattutto per le piccole e medie imprese. Proprio per questo, “il nuovo incentivo va accompagnato da semplificazioni e correttivi”. La misura resta comunque apprezzata, anche perché prevede una maggiorazione significativa per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro e può contribuire a rafforzare la patrimonializzazione di un tessuto produttivo composto in larga parte da imprese di piccole e micro dimensioni.
Restano, tuttavia, diversi nodi aperti. Il primo riguarda la complessità degli adempimenti. C’è poi una questione specifica del settore edile: le imprese di costruzione lavorano in cantieri temporanei e mobili, anche fuori dall’Italia. Per questo l’Ance chiede che l’utilizzo temporaneo di un bene agevolato in un cantiere estero non comporti automaticamente la decadenza dal beneficio fiscale. Un altro punto riguarda gli “esodati” dei precedenti incentivi: imprese che avevano programmato investimenti ma non sono riuscite a utilizzare pienamente i benefici, per incapienza o per esaurimento delle risorse disponibili. Anche su questo fronte l’associazione chiede correttivi, a partire da tempi più lunghi per la fruizione degli incentivi. Infine, Pesenti ha posto il tema dei software in cloud, oggi non pienamente compresi nel perimetro dell’agevolazione, ma ormai essenziali per la digitalizzazione delle imprese.
Al webinar è intervenuto, poi, Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera. Il parlamentare ha ricordato l’importanza della durata triennale dell’incentivo che consente alle imprese di programmare al meglio gli investimenti. “L’obiettivo – ha aggiunto – dovrebbe essere quello di costruire norme strutturali, stabili nel tempo e definite attraverso un confronto costante con le associazioni di categoria”. Gusmeroli ha richiamato anche la lezione del Superbonus: l’idea di incentivare gli interventi edilizi non era sbagliata, ma una scrittura normativa fragile ha prodotto effetti molto pesanti sui conti pubblici. Da qui la necessità di incentivi più misurati, controllabili, semplici e realmente capaci di generare investimenti. Infine, il presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera ha condiviso la necessità di accelerare sul fronte della semplificazione. “Le regole spesso trattano allo stesso modo piccole, medie e grandi imprese, ignorando differenze profonde in termini di struttura amministrativa e capacità organizzativa. Una procedura troppo complessa rischia così di scoraggiare proprio le aziende che avrebbero più bisogno dell’incentivo”. Sul fronte dei software, il presidente della Commissione si è detto favorevole a un’estensione del beneficio, perché gli strumenti digitali sono ormai indispensabili per la competitività aziendale.
Nel corso dell’incontro, moderato da Marco Zandonà, Direttore Politiche Fiscali dell’Ance, è intervenuto anche Marco Calabrò, capo Dipartimento per le politiche per le imprese del Mimit, che ha illustrato il funzionamento del meccanismo e fatto il punto su Transizione 5.0, rassicurando sulla disponibilità delle risorse a disposizione. E’ toccato, invece, a Carmelo Fallone, senior expert Affari regolatori del Gse, spiegare nel dettaglio le modalità per la compilazione delle domande, l’utilizzo della piattaforma e le procedure di pagamento. Infine, Stefano Santalucia, senior adviser Fiscalità diretta e locale e Principi contabili di Confindustria, ha approfondito gli aspetti giuridici e fiscali mentre e Marco Viola, responsabile dell’area Consulenza fiscale di Assilea, ha illustrato i vantaggi dei contratti di leasing.
A chiudere i lavori è stato Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Ance, che ha rivendicato la capacità del settore delle costruzioni di adattarsi e investire anche in un quadro normativo spesso complesso. Le imprese, ha sottolineato, sono pronte a cogliere le opportunità della transizione digitale e tecnologica. Il compito dell’Ance sarà continuare ad accompagnarle con informazione, confronto e azione istituzionale, perché l’iperammortamento possa diventare non solo un incentivo fiscale, ma uno strumento concreto di crescita e modernizzazione per tutto il comparto.
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