
L’Agenzia delle Entrate fa il punto sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) applicabili al periodo d’imposta 2025. Con la circolare n. 4/E del 6 luglio 2026, l’Amministrazione finanziaria riepiloga infatti le principali novità che riguardano l’evoluzione degli ISA, la revisione congiunturale straordinaria e il regime premiale, fornendo anche indicazioni operative in vista del rinnovo del Concordato preventivo biennale (CPB) per il biennio 2026-2027.
In particolare, la circolare illustra le disposizioni intervenute nel 2026 che hanno riguardato l’applicabilità degli ISA per il 2025 (e di cui l’Ance ha già fornito tempestiva comunicazione sul proprio portale), quali:
Viene, quindi, richiamata l’importanza della fedeltà dichiarativa, nel senso che, ai fini del corretto funzionamento si degli ISA e dei benefici premiali ad esso correlati, sia dello strumento del Concordato preventivo biennale, i dati indicati devono essere corretti, veritieri e completi, in conformità con le scritture contabili e l’attività esercitata dall’impresa.
Le istruzioni sui modelli ISA e l’iperammortamento
La circolare interviene anche sulla compilazione dei modelli ISA 2026, con particolare riferimento al quadro F relativo ai dati contabili dell’impresa. Le istruzioni sono state aggiornate per tenere conto del nuovo incentivo fiscale dell’Iperammortamento introdotto dalla legge di Bilancio 2026 per il triennio 2026-2028. Il chiarimento riguarda soprattutto i contribuenti con esercizio non coincidente con l’anno solare e in corso al 31 dicembre 2025, considerando che il beneficio sarà applicabile a partire dal periodo d’imposta 2026.
In particolare, nei righi F13 (Costo per il godimento di beni di terzi) e F15 (Ammortamenti) viene precisato che non devono essere indicati gli importi riferiti alla maggiorazione dei canoni di leasing o delle quote di ammortamento. Nel rigo F17 (Oneri diversi di gestione e altre componenti negative), invece, il campo dedicato alle maggiorazioni fiscali dovrà accogliere le maggiori quote di deducibilità connesse all’incentivo. L’obiettivo, chiarisce l’Agenzia, è garantire la neutralità dell’Iperammortamento rispetto al risultato finale degli ISA.
ISA e Concordato preventivo biennale
Un ulteriore capitolo della circolare riguarda i contribuenti che hanno aderito al Concordato preventivo biennale nel periodo 2024-2025 e che intendono rinnovare l’adesione per il biennio 2026-2027.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, il periodo d’imposta 2025 assume una rilevanza particolare perché costituirà la base sulla quale verrà formulata la nuova proposta di reddito concordato per i due anni successivi. Per questo motivo la corretta compilazione dei modelli ISA 2026, riferiti all’anno 2025, risulta determinante non solo ai fini dell’eventuale rinnovo del CPB, ma anche per il calcolo dell’imposta sostitutiva applicabile alla differenza tra reddito concordato e reddito dichiarato.
La circolare precisa inoltre che i contribuenti che hanno già aderito al primo biennio del Concordato e intendono rinnovarlo non possono dichiarare ulteriori componenti positivi di reddito con il solo scopo di migliorare il punteggio ISA relativo al 2025. La limitazione deriva dal fatto che, per tali soggetti, reddito e valore della produzione del 2025 restano quelli già determinati in sede di adesione al Concordato preventivo biennale.
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.