
Salvaguardare le procedure già avviate, semplificare le regole e garantire al promotore il rimborso delle spese sostenute per la progettazione. Sono le richieste avanzate dall’Ance nel corso dell’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dedicata al futuro del partenariato pubblico-privato (PPP), anche alla luce della sentenza della Corte di giustizia europea che ha messo in discussione il diritto di prelazione.
A illustrare la posizione dei costruttori è stato il vicepresidente dell’Ance, Piero Petrucco, secondo il quale la decisione dei giudici europei rischia di produrre “un impatto molto grande” su uno strumento che, anche con le regole precedenti, in Italia non è
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