
Nel corso del question time di mercoledì 15 luglio alla Camera, il Ministro delle imprese, Adolfo Urso, ha risposto all’interrogazione a risposta immediata 3-02791, a prima firma dell’On. Casasco (FI), relativa all’ipotesi di estensione delle semplificazioni previste nell’ambito della Zona economica speciale a tutto il territorio nazionale.
L’atto richiama l’istituzione, a partire dal 1° gennaio 2024, della Zes unica per il Mezzogiorno attraverso il decreto-legge n. 124 del 2023 e la sua successiva estensione alle regioni Umbria e Marche con la legge 18 novembre 2025, n. 171.
Si evidenzia l’impatto positivo del procedimento unico semplificato sulla competitività e sulla crescita del PIL meridionale nel 2025, citando i dati della Presidenza del Consiglio che registrano 1.425 richieste di autorizzazione unica per un valore di 9,3 miliardi di euro di investimenti, che associati ai crediti di imposta hanno mosso risorse per circa 22 miliardi.
Richiamando l’annuncio della Presidente del Consiglio del 9 aprile 2026 sull’estensione delle semplificazioni Zes a livello nazionale e le richieste delle organizzazioni imprenditoriali per l’avvio di aree di accelerazione industriale nel Centro-Nord, gli onorevoli interroganti hanno affermato che “nelle settimane scorse Forza Italia ha chiesto espressamente che il Governo porti al più presto in Consiglio dei Ministri l’estensione delle semplificazioni previste dalle Zone economiche speciali anche ai territori che oggi ne sono esclusi, senza estensione di incentivi e quindi pressoché senza oneri per lo Stato”
Ciò premesso, si domanda quali siano, per quanto di competenza, i tempi di attuazione della proposta di estendere le semplificazioni procedimentali e burocratiche previste dalla Zes unica a tutto il territorio nazionale.
Il Ministro Urso, nella sua risposta, ha chiarito l’impossibilità di estendere la Zes unica al resto del Paese, poiché lo strumento mira a ridurre i divari interni ed è finanziato in gran parte con i fondi di coesione. Ha tuttavia illustrato una strategia basata su tre direttrici di intervento, oggetto di un imminente confronto con le regioni del Nord e con la Conferenza delle regioni.
La prima direttrice prevede la creazione di una Zona logistica speciale per il Centro-Nord, finalizzata a “estendere a tutte le aree interessate, e rendere, quindi, omogenee, le semplificazioni autorizzative già ricomprese nelle Zone logistiche speciali, e, ove le risorse economiche lo consentano, di prevedere incentivi dedicati alle imprese, nei limiti, ovviamente, delle regole europee”.
La seconda direttrice riguarda l’introduzione di ulteriori misure di semplificazione nel prossimo decreto Imprese, che il Governo presenterà in Parlamento prima della sessione di bilancio, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della produzione energetica e della sostenibilità ambientale.
La terza linea d’intervento fa riferimento all’Industrial Accelerator Act, il nuovo regolamento europeo attualmente in fase di trilogo istituzionale. Il provvedimento prevede l’individuazione di aree di accelerazione industriale nei territori a maggiore vocazione produttiva e sulle aree dismesse, per velocizzare gli investimenti tramite uno sportello unico per le imprese e procedure coordinate. Il Ministro di voler “preparare il nostro Paese per cogliere appieno questa nuova opportunità dopo che sarà approvato l’Industrial Accelerator Act, di cui abbiamo chiesto l’anticipazione, affinché entri in vigore già il prossimo anno, e non, come è oggi previsto, nel gennaio del 2029”.
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