
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 234 il decreto-legge 8 ottobre 2026, n. 177, recante “Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche”.
Il provvedimento, in vigore dal 9 ottobre, introduce alcune importanti semplificazioni di diretto interesse per il settore delle costruzioni, a partire dalla gestione delle terre e rocce da scavo, tema sul quale l’Ance è da tempo impegnata nel confronto con le istituzioni.
Una delle novità più attese riguarda gli scavi fino a 20 mc, per i quali sarà possibile riutilizzare le terre e rocce nello stesso sito in cui sono state prodotte, senza effettuare alcuna caratterizzazione ambientale. La misura, nel rispetto delle condizioni previste dal decreto, potrà semplificare la gestione di numerosi interventi, riducendo tempi, costi e adempimenti per le imprese.
Un altro intervento riguarda le terre e rocce da scavo gestite come rifiuti, per le quali il limite del deposito temporaneo è fissato a 4.000 metri cubi complessivi, di cui al massimo 800 metri cubi di rifiuti pericolosi. La soglia, molto più alta di quella prevista per gli altri rifiuti, era già prevista nel DPR 120/2017, ma viene ora inserita direttamente nel Codice dell’ambiente (art. 185 ter), rendendo più stabile e certo il quadro normativo di riferimento.
Il decreto introduce novità rilevanti anche sul fronte delle bonifiche, con l’obiettivo di superare situazioni di stallo che spesso rallentano il risanamento e il recupero delle aree. Viene, infatti, fissato a 150 giorni il termine entro il quale la Provincia deve individuare il responsabile della contaminazione e adottare la relativa ordinanza. Se la Provincia non provvede la Regione assegna un ulteriore termine, trascorso il quale interviene direttamente con il supporto tecnico del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale.
Tra le altre novità, il decreto interviene anche eliminando dalla tabella delle concentrazioni soglia di contaminazione alcuni parametri (ferro e manganese) che possono essere presenti nelle falde anche per cause naturali. La modifica può contribuire ad evitare, in molti casi, approfondimenti e adempimenti non giustificati da un effettivo fenomeno di contaminazione.
Il provvedimento rafforza, infine, la capacità dell’amministrazione statale di gestire le valutazioni ambientali. Alla Commissione tecnica PNRR-PNIEC vengono affidate anche le verifiche di assoggettabilità a VIA relative ai progetti di sua competenza, una misura che potrà contribuire ad accelerare le procedure ambientali, comprese quelle riguardanti i progetti energetici strategici.
Il DL è stato trasmesso alla Camera dei deputati per l’avvio dell’iter parlamentare e dovrà essere convertito in legge entro il 7 dicembre 2026.
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