
Il Sottosegretario per le infrastrutture e i trasporti, Tullio Ferrante, ha risposto in Commissione Ambiente della Camera, ad un’interrogazione a risposta immediata (5-05554 On Mazzetti -FI) che, nel senso auspicato da ANCE, evidenzia le criticità della bozza di Piano Nazionale di ripristino della natura per il settore edile e la pianificazione urbanistica.
Nelle premesse dell’atto viene richiamata la fase di consultazione pubblica sulla bozza del Piano, redatta dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica con il supporto dell’Ispra in attuazione del regolamento UE 2024/1991 cosiddetto Nature restoration law. L’interrogante fa riferimento alle preoccupazioni espresse dalle “associazioni operanti nel settore delle costruzioni”, secondo cui l’articolo 8 sugli ecosistemi urbani, così come attualmente concepito, reca un “eccesso di regolamentazione, che, se approvata, investirà tutto il settore dell’edilizia bloccandolo, ivi, comprese le iniziative nazionali ed europee in corso per incrementare la dotazione di housing accessibile”.
Vengono menzionate, inoltre, le misure di divieto e limitazione contenute nella bozza, le quali prevedono espressamente un blocco totale del consumo di suolo in deroga a tutte le legislazioni nazionali e regionali, introducendo dal 1° settembre 2026 una sospensione pluriennale della possibilità di approvare piani, varianti urbanistiche e il rilascio di titoli edilizi. Viene quindi richiamata l’intesa raggiunta in Conferenza Unificata, la quale ha sottolineato la necessità di una salvaguardia esplicita delle competenze e delle funzioni in materia di pianificazione urbanistica di comuni e città metropolitane, a tutela della certezza del diritto e degli strumenti già approvati.
Si sottolinea quindi che “le norme del PNR aventi impatto sull’edilizia dovrebbero essere coordinate con una legge urbanistica premiante in materia di rigenerazione urbana e con il nuovo codice delle costruzioni, in corso di approvazione, ma anche con le previsioni della direttiva Case green”.
Alla luce di tali premesse, viene quindi chiesto quali provvedimenti di competenza intenda adottare per salvaguardare la pianificazione urbanistica vigente dei comuni e per favorire il processo di ammodernamento del patrimonio abitativo italiano, anche in connessione con il Piano casa e con la necessità di approvare il più rapidamente possibile il nuovo codice delle costruzioni e la legge sulla rigenerazione urbana.
Il sottosegretario Ferrante, nella sua risposta, ha affermato che il Piano è tuttora in fase di definizione attraverso un percorso improntato alla massima partecipazione e trasparenza. In tale contesto, la bozza basata sullo studio ISPRA è stata sottoposta a consultazione pubblica e, nel mese di luglio, sono stati programmati incontri tematici stabili con cinque gruppi di stakeholder, tra cui un tavolo specifico con ANCI e ANCE volto a strutturare un “percorso di interlocuzione stabile e continuativo, volto a garantire un costante confronto con gli operatori del settore edilizio quale elemento imprescindibile per costruire un Piano efficace, condiviso e concretamente attuabile”.
Ha inoltre evidenziato che gli impatti sul settore edile vanno valutati alla luce dell’articolo 8 del Regolamento (UE) 2024/1991, che impone il divieto di perdita netta di spazi verdi urbani entro il 31 dicembre 2030 e una loro crescita progressiva dal 2031, rassicurando che gli impatti di tali prescrizioni saranno oggetto “di un’attenta analisi anche nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica, che prevede ulteriori momenti di consultazione pubblica e di partecipazione degli stakeholder”.
Un ulteriore passaggio fondamentale attiene alle garanzie procedurali definite in Conferenza Unificata, la quale ha stabilito che la bozza finale del PNR dovrà essere sottoposta all’ANCI ai fini di un’intesa con efficacia condizionante, la quale rafforza il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali al fine di non confliggere con la pianificazione urbanistica comunale. A tal proposito il Sottosegretario Ferrante ha affermato che “tali garanzie procedurali sembrano limitare il rischio di un contrasto tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripristino della natura e le esigenze di sviluppo del settore delle costruzioni”.
Infine, il sottosegretario ha tracciato le sinergie tra gli obiettivi di rigenerazione urbana e recupero del patrimonio edilizio, richiamando il Piano Casa, il nuovo Codice delle costruzioni e, in particolare, il disegno di legge delega per la riforma del Testo Unico dell’Edilizia. Quest’ultimo provvedimento promuove un cambio di paradigma orientato alla rigenerazione urbana, all’efficientamento energetico, alla sicurezza antisismica e alla riduzione del consumo di suolo, introducendo misure di semplificazione per favorire il rinnovo degli edifici ed elevare gli standard di accessibilità e sostenibilità del patrimonio edilizio esistente, auspicando una rapida conclusione del suo iter approvativo.
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