
l presidente dell’Ance interviene alla prima tappa di “Oltre il Progetto”, primo appuntamento dell’academy promossa da Ance Friuli Venezia Giulia e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Udine
Sembrano due mondi lontani: da una parte il tendone del circo, con trapezisti, equilibristi e atleti; dall’altra il cantiere, con le competenze, gli strumenti e le tecniche necessarie per realizzare un’opera. Eppure, in una fase segnata da incertezza e cambiamento, anche dall’esperienza del circo possono arrivare strumenti utili per affrontare le trasformazioni del mercato. È il messaggio di “Oltre il Progetto”, l’academy promossa da Ance Friuli Venezia Giulia e dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Udine, con il patrocinio della Federazione degli Architetti Fvg, rivolta a imprenditori, professionisti e figure apicali del settore delle costruzioni.
La prima tappa si è svolta nella sede di Udine del “Circo all’Incirca”. E sotto i riflettori ci sono state, inevitabilmente, le tensioni internazionali. “Ci portavamo già dietro la crisi ucraina e ora affrontiamo quella di Hormuz – ha spiegato il presidente nazionale dell’Ance, Antonio Ciucci intervenendo al convegno – con effetti pesanti sui costi di produzione. Sul fronte pubblico qualche misura è arrivata, come il decreto Aiuti, anche se attendiamo ancora i ristori. Nei contratti privati, invece, queste tutele non esistono”. Per Ciucci il nodo resta, poi, quello della stabilità degli investimenti. “Oggi siamo intorno ai 200 miliardi di investimenti pubblici, mentre tra il 2009 e il 2016 eravamo scesi a 90 miliardi. In quegli anni abbiamo perso 630 mila posti di lavoro; negli ultimi cinque ne abbiamo recuperati 530 mila. Le imprese crescono se hanno certezze”. In un contesto, tra l’altro, dove intelligenza artificiale, trasformazione dei mercati, complessità finanziaria, nuovi processi costruttivi e nuovi modi di abitare stanno cambiando lo stesso mestiere di fare impresa. Da questo punto di vista il ruolo dell’Ance è centrale: “L’associazione deve garantire alle aziende le condizioni di accessibilità al mercato, poi le imprese devono fare la loro parte”, ha aggiunto Ciucci. Tra le priorità anche il tema della casa: ridurre i costi di costruzione per rendere le abitazioni più accessibili e lavorare a un grande piano nazionale. «I capitali potrebbero essere l’ultimo dei problemi. Se troviamo le soluzioni ma poi restano procedure autorizzative lente, norme datate e pianificazioni territoriali che non funzionano, il meccanismo si inceppa”. Sul terreno, infine, il problema delle competenze. “Bisogna ricominciare a far amare il nostro mestiere. Per anni abbiamo perso professionalità senza riuscire a ricrearle. Qualcosa si sta muovendo, ma per sostituire le figure uscite dal settore serve tempo. Anche per questo è fondamentale garantire continuità agli investimenti”.
Sulla necessità di accompagnare il cambiamento insiste anche Marco Bertuzzo, presidente di Ance Friuli, introducendo i lavori del convegno moderato dalla giornalista e autrice del Sole 24 Ore, Maria Chiara Voci. «Dobbiamo vivere la nostra professione con un senso di responsabilità comune e capire come cambiare per rispondere alle trasformazioni del mondo esterno. Occorre salire sul treno giusto e imboccare i binari corretti. Nei quattro incontri cercheremo di orientare le nostre imprese».
Mutano i modelli produttivi, le forme di finanziamento, i rapporti tra pubblico e privato, l’organizzazione delle imprese e i criteri con cui viene riconosciuto il valore. Ma è una trasformazione che coinvolge anche i professionisti. “L’intelligenza artificiale non è soltanto uno strumento, ma sta cambiando la professione stessa», ha sottolineato Francesca Rizzani, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Udine. Da qui la necessità di «mantenersi in equilibrio mentre ci si muove, senza smettere di pedalare”.
Un concetto ripreso da Davide Perissutti del Circo all’Incirca: “Per capire l’equilibrio bisogna considerare anche il rischio”. E proprio rischio, responsabilità e capacità decisionale diventano centrali in organizzazioni sempre più interdipendenti. Per Mario Burrascano, co-founder e Ceo di UOMOeAmbiente, “la gestione e l’evoluzione delle aziende rappresentano lo spazio nel quale un’impresa è chiamata a stare in equilibrio», trasformando talvolta il rischio in opportunità. Mattia Bedin, general manager di Ottagono Green Architecture, ha infine riportato il tema alla dimensione dell’abitare: “Oggi molti equilibri stanno saltando e questo crea disorientamento. Ma equilibrio significa anche stare bene. E tra i fattori fondamentali c’è la possibilità di avere una casa». Architettura, organizzazione e nuovi scenari del costruire sono stati, infine, i temi al centro dell’intervento di Giovanna Reggiori (Lombardini 22).
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