CAMERA DEI DEPUTATI
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PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI
APPROVATI DEFINITIVAMENTE
– DDL su “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” (DDL 3365-B/C).
L’Aula ha licenziato, in terza lettura, il disegno di legge in oggetto nel testo approvato dalle Commissioni Giustizia e Lavoro (al riguardo si veda la notizia “In evidenza” del 16 novembre 2017).
Il provvedimento si compone di due articoli relativi alla protezione dei dipendenti che segnalano illeciti, rispettivamente, nel settore pubblico e in quello privato.
Con riguardo al settore pubblico, viene modificato l’art. 54-bis del D.Lgs 165/2001 (testo unico del pubblico impiego) sulla tutela del dipendente pubblico che denuncia al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ente ovvero all’Autorità nazionale anticorruzione, all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro. E’, altresì, disposta l’estensione della suddetta disciplina anche ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica. Viene, altresì, disposto che l’identità del segnalante non può essere rilevata e che è a carico del datore di lavoro pubblico dimostrare che le misure discriminatorie o ritorsive, adottate nei confronti del segnalante, sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione stessa.
Con riguardo al settore privato, viene, in particolare, modificato l’art. 6 del D.Lgs 231/2001, relativo ai modelli di organizzazione e di gestione dell’ente prevedendo, tra l’altro:
a) uno o più canali che consentano ai soggetti indicati nell’art. 5, comma 1, lett. a) e b) – (coloro che rappresentano, amministrano o dirigano l’ente (o una sua unità organizzativa) nonché coloro che esercitano la gestione e il controllo dello stesso o le persone che siano sottoposti alla direzione o alla vigilanza di uno dei suddetti soggetti) – di presentare segnalazioni circostanziate di condotte illecite e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell’ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte; tali canali garantiscono la riservatezza dell’identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione;
b) canali alternativi di segnalazione, di cui almeno uno idoneo a garantire, anche con modalità informatiche, la riservatezza dell’identità del segnalante;
c)il divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione.
PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI
APPROVATI DA UN RAMO DEL PARLAMENTO
– DDL sulle “Disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori” (DDL 1041/C).
L’Aula ha licenziato, in prima lettura, il disegno di legge in oggetto con modifiche al testo approvato dalla Commissione Lavoro.
Il provvedimento, in particolare, introduce l’obbligo per i datori di lavoro titolari di partita IVA di effettuare il pagamento delle retribuzioni attraverso gli istituti bancari o gli uffici postali, con specifici mezzi tracciabili. A tal fine, viene previsto che il Governo, sentite le confederazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentative a livello nazionale, stipuli una convenzione con l’Associazione bancaria italiana e con la Società Poste italiane Spa, al fine di individuare gli strumenti idonei all’attuazione della legge, escludendo che da essa conseguano oneri, diretti o indiretti, per le imprese e per i lavoratori.
Il provvedimento passa ora alla lettura del Senato.
– DDL su “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” (DDL 2305/C e abb.).
L’Aula ha licenziato, in prima lettura, il disegno di legge in oggetto con alcune modifiche al testo approvato dalla Commissione Trasporti.
Il testo, in particolare, come modificato, prevede, al fine di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative, che venga approvato con decreto interministeriale, entro 6 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, il Piano generale della mobilità ciclistica che costituisce parte integrante del Piano generale dei trasporti e della logistica. Nel Piano, riferito ad un periodo di tre anni e aggiornato annualmente, vengono definiti, tra l’altro: gli obiettivi annuali di sviluppo della mobilità ciclistica, l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale che costituiscono la Rete ciclabile nazionale “Bicitalia” e gli indirizzi per la definizione e l’attuazione dei progetti di competenza regionale finalizzati alla realizzazione della Rete, l’individuazione degli interventi prioritari per assicurare le connessioni tra la Rete “Bicitalia” e le altre modalità di trasporto, anche attraverso la realizzazione di aree destinate all’accoglienza delle biciclette.
Vengono introdotte, altresì, misure in materia di programmazione della mobilità ciclistica da parte degli enti locali.
Il disegno di legge passa ora alla lettura del Senato.
PARERI RESI SU ATTI DEL GOVERNO
– Schema di decreto legislativo recante disposizioni di attuazione del principio della riserva di codice nella materia penale (Atto n. 466).
La Commissione Giustizia ha espresso al Governo un parere favorevole con condizioni ed osservazioni sul provvedimento in oggetto.
Il provvedimento dà attuazione al principio della riserva di codice nella materia penale, in attuazione della delega contenuta all’art. 1, comma 85, lett.q) della L. n. 103/2017. A tal fine il testo riconduce al codice penale alcune disposizioni attualmente inserite nella legislazione speciale. Viene, tra l’altro, inserita all’interno del codice penale la disciplina della confisca estesa e per equivalente di cui all’art.12-sexies del DL 306/92, convertito dalla L. 356/92.
Il provvedimento, dopo l’espressione del parere della corrispondente Commissione del Senato, tornerà in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.