Si è svolta il 13 dicembre scorso l`audizione dell`ANCE presso la Commissione Affari Esteri del Senato sui contenuti del testo unificato sulla “Riforma della disciplina sulla cooperazione allo sviluppo”” (DDL 1537/S; DDL 83/S; 517/S; DDL 1260/S; DDL 1398/S; DDL 1599/S e DDL 1641/S).
L`ing. Giandomenico Ghella, Vice Presidente per i lavori all`estero, che ha guidato la delegazione associativa, ha sottolineato che l`ANCE vede con favore una riforma mirata a dare più risorse alla nostra politica di cooperazione fino a raggiungere la media dei Paesi UE (0,35% del PIL), meta per noi ancora molto lontana, tanto che in sede DAC siamo superati da nazioni meno prospere quali Spagna, Grecia e Portogallo, pur facendo parte del G8.
La nuova politica della cooperazione allo sviluppo italiana deve guardare al futuro, ricalcando i modelli delle democrazie più avanzate del nord Europa, che presuppongono uno sforzo dei governi strettamente raccordato con altre componenti del Sistema Paese all`estero.
Ha ribadito, quindi, che l`ANCE, presente con cantieri aperti in 75 Paesi ha le carte in regola per partecipare, nell`interesse generale del Paese, a questo esercizio.
Si allega il documento consegnato agli atti della Commissione, contenente le osservazioni e le proposte sui temi della riforma della cooperazione, illustrate dall`Ing. Ghella nel corso della riunione, relative in particolare: al profilo della partecipazione delle imprese ANCE sui mercati esteri; alla politica di cooperazione allo sviluppo e al ruolo delle imprese di costruzioni; alla riforma della normativa sulla cooperazione e agli strumenti della cooperazione dalla stessa individuati.
224-Documento audizione ANCE.pdfApri