In relazione all`esame dello Schema di decreto legislativo recante “Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all`efficienza degli usi finali dell`energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE”, da parte delle Commissioni Attività produttive della Camera dei Deputati e Industria del Senato, per il parere al Governo, l`ANCE è intervenuta nelle apposite sedi decisionali per evidenziare le proprie osservazioni e proposte nel merito dei contenuti dello stesso.
In particolare, l`Associazione si è soffermata sulle norme (art.11) che introducono deroghe nei calcoli dei volumi e delle distanze minime al fine di consentire il miglioramento dei livelli di isolamento termico o di inerzia termica degli edifici.
Infatti, al fine di conseguire gli obiettivi di risparmio energetico stabiliti sia in ambito nazionale che europeo (impegno di aumentare del 20% l`efficienza energetica, aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, ecc.), è indispensabile introdurre modifiche alle disposizioni di legge che di fatto scoraggiano il mercato dall`applicazione di tecnologie e materiali che comportano sia maggiori spessori delle componenti costituenti l`involucro edilizio che maggiori volumi/altezze.
è perciò necessario adottare disposizioni urbanistiche che incentivino la possibilità di realizzare edifici a migliori prestazioni energetiche, sia per le nuove realizzazioni che per gli interventi di ristrutturazione, anche al fine di favorire l`utilizzo degli incentivi fiscali previsti dalla finanziaria per le riqualificazioni energetiche degli edifici.
A tale fine è opportuno prevedere che i maggiori spessori ed i maggiori volumi non computino nella determinazione delle superfici, dei volumi e nei rapporti di copertura e che si possa derogare a quanto previsto dalle normative vigenti in merito alle distanze minime tra gli edifici nonchè alle altezze massime degli edifici.
Pertanto stante l`impostazione contenuta nell`art. 11 dello Schema che è utile al superamento di queste difficoltà sia in termini di distanze minime che di spessori, il loro effetto potrebbe essere maggiormente amplificato non computando gli spessori eccedenti i limiti previsti e, nel caso di realizzazioni che conseguano una riduzione dell’indice di prestazione energetica di almeno il 10% rispetto ai valori di legge, lo scomputo dell’intero spessore delle strutture verticali ed orizzontali dell’edificio, salvaguardando però i limiti massimi di deroga alle distanze minime.
Quanto evidenziato dall`ANCE è stato ampiamente condiviso e sarà oggetto di attenta valutazione in occasione del parere che verrà reso sullo Schema.