Si è svolta il 3 luglio scorso l`audizione informale dell`ANCE presso le Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera ei Deputati in merito ai contenuti del decreto legge 112/08 recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”” (DDL 1386/C), che anticipa, unitamente ad un disegno di legge in corso di invio in Parlamento, larga parte della manovra economica del Governo predisposta annualmente con la legge finanziaria.
Il Presidente, ing. Paolo Buzzetti, che ha guidato la delegazione associativa, ha preliminarmente evidenziato la positività della novità introdotta nell`iter di presentazione della manovra che anticipa il quadro delle azioni che l`Esecutivo intende attuare nel medio periodo e dà la prima concreta attuazione ad alcune misure previste nel Documento di Programmazione Economico-finanziaria 2009-2013.
Riguardo alle previsioni macroeconomiche delineate nel suddetto Documento ha rilevato la consistente riduzione della previsione di spesa in conto capitale ed, in particolare, della spesa per gli investimenti fissi lordi. Al riguardo ha sottolineato, infatti, che dal confronto tra il quadro programmatico e quello delineato nella Relazione Unificata per l`Economia e la Finanza Pubblica (RUEF) di marzo 2008, emerge che le riduzioni nelle previsioni di spesa in conto capitale ammontano nel periodo 2008-2011 ad oltre 31 miliardi di euro.
Il Presidente ha evidenziato come negli anni 2008-2011 la spesa prevista per gli investimenti fissi risulti ridotta di 20,7% miliardi di euro ed, in particolare, per le infrastrutture si può stimare una riduzione di circa 14 miliardi di euro rispetto a quanto previsto dal RUEF.
Ha, quindi, rilevato come questo appaia preoccupante e in decisa contraddizione con le intenzioni espresse dal Governo di porre la “questione infrastrutturale”” al centro dell`azione politica.
è passato poi ad analizzare i contenuti dell`Allegato Infrastrutture al DPEF dove nel quadro programmatico viene quantificato in 69,4 miliardi il fabbisogno finanziario nel triennio 2009-2011 per la legge obiettivo, l`Anas e le Ferrovie dello Stato.
Nello stesso risultano indicati esclusivamente i fabbisogni finanziari necessari ai principali programmi di spesa ma manca completamente una previsione degli stanziamenti pubblici per nuove infrastrutture da inserire nel prossimo bilancio.
Inoltre, il quadro generale sui fabbisogni si scontra con i tagli apportati al settore delle opere pubbliche, prima dal Dl 93/2008 “taglia ICi””, poi dallo stesso Dl 112/2008 dove emerge tra le misure di stabilizzazione della finanza pubblica, la riduzione delle dotazioni delle missioni di spesa di ciascun Ministero, per gli anni 2009, 2010 e 2011.
L`ing. Buzzetti ha, pertanto, rilevato che l`incoerenza tra i programmi di spesa, il fabbisogno individuato e i tagli effettuati alle risorse pubbliche lasciano intendere che il Governo faccia eccessivo affidamento alla partecipazione dei privati al finanziamento delle opere.
E questo, ha sottolineato, può avvenire solo con leggi certe e incentivanti dell`iniziativa privata ma non tutto il processo di infrastrutturazione del Paese si può reggere su tale partecipazione che non può essere sostitutiva dell`intervento pubblico.
Il Presidente ha, quindi, illustrato il punto di vista dell`ANCE sui contenuti del decreto legge 112/08.
In particolare, ha espresso una valutazione positiva sulla norma che riporta all`attenzione del legislatore, dopo lunghi anni, il tema dell`edilizia residenziale.
La disposizione sul Piano casa che propone interessanti soluzioni operative, ad avviso dell`ANCE dovrebbe però essere ulteriormente affinata per quanto riguarda la fase procedurale attraverso la fissazione di tempi certi e delle relative procedure sostitutive per garantirne la certezza applicativa ed interpretativa.
Anche, per quanto riguarda l`erogazione dei finanziamenti statali, sarebbe opportuno dare maggiore certezza sulla loro effettività.
Riguardo all`ambito fiscale, le norme pur prevedendo interventi volti alla riduzione del prelievo fiscale di pertinenza comunale e strumenti di incentivazione del mercato della locazione non individua specifiche agevolazioni fiscali per l`attuazione del Piano casa.
A tale riguardo ha rilevato l`opportunità di prevedere la tassazione al 20% dei redditi da affitto relativamente alle abitazioni realizzate con il Piano e i trasferimenti di aree o volumetrie non soggetti ad IVA e funzionali all`attuazione del Piano casa siano assoggettati all`imposta di registro all`1% ed alle imposte ipotecarie catastali in misura fissa.
L`Ing. Buzzetti si è trattenuto, in seguito, sulla norma che abroga la revoca delle concessioni TAV e sancisce la prosecuzione con RFI Spa dei rapporti con i contraenti generali, ritenendo utile una precisazione riguardo l`affidamento delle quote dei lavori da parte dei contraenti generali ai terzi, mediante procedure concorsuali conformi alle previsioni delle direttive comunitarie.
Il richiamo, infatti, alle direttive comunitarie non deve far ritenere che la determinazione della quota di lavori da affidare a terzi debba intervenire soltanto qualora si tratti di quote superiori alla soglia comunitaria, mentre è del tutto possibile che tale quota sia di importo inferiore a tale soglia. Pertanto è più opportuno, laddove si parla di procedura concorsuale, specificare “ad evidenza pubblica”” in luogo della attuale previsione.
Riguardo alle norme di carattere previdenziale il Presidente, ha sottolineato l`opportunità di inserire una disposizione volta a ridurre il contributo dovuto dalle imprese edili per la Cassa Integrazione guadagni ordinari-CIG per la categoria degli operai al fine di parificare tale aliquota a quella vigente sugli altri settori industriali.
Infatti, ha ricordato, che a fronte di un contributo fissato per tutte le imprese del settore manifatturiero nella misura dell`1,90% / 2,20% (imprese con meno o più di 50 dipendenti), le imprese edili versano un contributo del 5,20%.
Nel corso degli anni la gestione edilizia della CIG ha presentato un avanzo di esercizio annuale di oltre 300 milioni di euro, portando l`avanzo patrimoniale complessivo ad oltre 1.500 milioni di euro e la legge sul finanziamento della CIG prevede specificatamente il principio dell`equilibrio della gestione in base al quale le aliquote contributive devono essere modificate là dove la differenza tra le entrate e le uscite per le integrazioni salariali ordinarie risulti superiore al 10%.
Su tale riduzione vi è la condivisione di tutte parti sociali dell`edilizia, compresi i sindacati nazionali edili, che hanno formulato una specifica proposta in tal senso contenuta in un Avviso Comune del 16 dicembre 2003, confermata nell`Agenda per il Tavolo di concertazione sottoscritta nel gennaio 2007 e, da ultimo, inserita nel Protocollo sul costo del lavoro facente parte del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore edile firmato il 18 giugno scorso.
In allegato il Documento con le valutazioni e le proposte dell`ANCE consegnato agli atti delle Commissioni.
Si veda precedente del 1° luglio 2008.