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L`Associazione è stata ascoltata, in una audizione informale, dalla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati nell`ambito dell`esame del provvedimento ispirato ai principi dello Small Business Act.

Archivio, Governo e Parlamento

DDL “Statuto delle imprese”: le proposte dell`ANCE sul provvedimento d`iniziativa parlamentare.

30 Aprile 2010
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Si è svolta il 29 aprile scorso l`audizione informale dell`Ance presso la Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, sui contenuti del disegno di legge recante “Norme per la tutela della libertà d`impresa. Statuto delle imprese”” (DDL 2754/C ed abb.).

La delegazione associativa, guidata dal Direttore Generale, Dott. Federico Merola, ha espresso, in premessa, la piena condivisione sulla proposta parlamentare che mira a tradurre in interventi concreti i principi generali fissati dallo “Small Business Act“, al fine di risolvere, a livello nazionale, i problemi che continuano ad ostacolare lo sviluppo delle piccole e medie imprese, a cui viene riconosciuto un ruolo centrale per l`economia del paese, che risulta particolarmente importante per le imprese operanti nel settore dell`edilizia.
Entrando nel merito delle singole disposizioni contenute nel testo, l`Associazione ha evidenziato che alcune di esse appaiono pienamente condivisibili, introducendo importanti principi chiaramente volti a favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese del settore, altre invece, pur rivestendo una notevole importanza, soprattutto nell`ottica di conseguire una maggiore semplificazione, dovrebbero essere oggetto di un maggiore approfondimento.
Al riguardo, l`Associazione si è soffermata, in particolare, sulle disposizioni contenute all`articolo 8 del testo, in materia di appalti pubblici, in cui si prevede, quale specifico obbligo per le Amministrazioni Appaltanti quello di suddividere i contratti di appalto in più lotti. Tale obbligo assume un`importanza fondamentale per le imprese del settore edile, considerato che si assiste da tempo ad una “patologia”” del mercato, data dalla tendenza sempre più diffusa al gigantismo degli appalti, che pregiudica di fatto lo sviluppo e la crescita delle piccole e medie imprese. Ci si riferisce, in particolare, al fenomeno dell`eccessivo taglio degli appalti, che vengono messi in gara dai soggetti aggiudicatori attraverso l`accorpamento di più interventi, ciascuno dei quali potrebbe avere una sua autonomia.
In tal senso, la previsione contenuta nell`articolo 8, costruita in termini di vero e proprio obbligo al frazionamento dei contratti, ovviamente ove possibile, non può che essere valutata positivamente, essendo perfettamente rispondente alle esigenze delle imprese del settore ed in linea con istanze da tempo formulate dall`Associazione, al fine di impedire l`accorpamento artificioso di interventi che possono, per le loro caratteristiche oggettive, avere una propria autonomia funzionale.
L`articolo prevede, inoltre, quale ulteriore obbligo per i soggetti aggiudicatori, quello di rendere visibili le possibilità di subappalto, nonchè di riservare una quota degli stessi, non inferiore al 30 per cento, alle micro, piccole e medie imprese. Anche tale previsione appare condivisibile. Da tempo, infatti, si auspica, in piena aderenza con quanto previsto a livello comunitario, il superamento degli attuali vincoli posti al subappalto dalla normativa vigente, al fine di garantire alle imprese esecutrici una più ampia flessibilità nell`organizzazione dei fattori della produzione e, al contempo, assicurare, attraverso i subaffidamenti, il massimo coinvolgimento delle imprese di più ridotte dimensioni.
Tuttavia, affinchè la norma in esame possa esplicare dei reali effetti positivi, senza trasformarsi in un ulteriore vincolo per le imprese del settore, sarebbe opportuno che la riserva di subappalto da essa prevista a favore delle imprese medio-piccole, fosse accompagnata da una contestuale liberalizzazione dell`istituto del subappalto o, quanto meno, da un significativo ampliamento della possibilità di ricorrervi rispetto alle limitazioni oggi previste.
L`Associazione ha, altresì evidenziato la propria condivisione sulla norma relativa all`istituzione dell`Agenzia Nazionale per le micro, piccole e medie imprese, con il compito di predisporre un rapporto annuale sulla situazione delle stesse, elaborare proposte di sviluppo ed analizzare, sia in via preventiva che successiva, l`impatto sulle stesse delle diverse disposizioni normative elaborate da Governo e Parlamento.
All`interno dell`Agenzia, infatti, è istituito un Tavolo di Consultazione Permanente delle Associazioni di Categoria maggiormente rappresentative del settore delle imprese. Il coinvolgimento delle Associazioni di Categoria, tra le quali rientra l`ANCE, appare un`iniziativa particolarmente opportuna, considerato che le stesse, avendo una conoscenza specifica delle criticità riguardanti i rispettivi settori di competenza, possono fornire un utile apporto in termini di proposte volte a favorire lo sviluppo e la crescita delle imprese.
L`Ance si è soffermata, quindi, su altri profili del testo che necessiterebbero ulteriori approfondimenti, sottolineando, in particolare, la mancanza di una norma volta a regolamentare l`accesso al credito delle imprese, con la previsione di azioni concrete di facilitazione per le micro, piccole e medie imprese, come indicato nello Small Business Act, a cui la proposta di legge si ispira espressamente.
Si veda precedente del 28 aprile 2010.
Si allega il documento che illustra nel dettaglio le osservazioni dell`ANCE consegnato agli atti della Commissione.

577-Documento audizione ANCE.pdfApri
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