La rinnovata attenzione di tutti i Paesi per gli investimenti in infrastrutture nell`attuale periodo di crisi ed il ruolo fondamentale che una rete infrastrutturale moderna ed efficiente svolge nella crescita economica, sono gli elementi che risiedono alla base del “Secondo Rapporto sulle Infrastrutture in Italia“ redatto dal Centro Studi dell`Ance e presentato ad Ischia a fine maggio nell`ambito del convegno “Reti e mobilità, governare il dopo””.
Il rapporto approfondisce vari aspetti della realizzazione delle infrastrutture in Italia (volume degli investimenti, risorse finanziarie disponibili, tempi di realizzazione,…) ed analizza in particolare la dotazione infrastrutturale del nostro Paese, raffrontandola con quella dei principali Paesi europei.
Dal confronto emerge una generale inadeguatezza ed obsolescenza delle nostre reti, che non sembrano essere in grado di soddisfare in modo adeguato le esigenze espresse dai vari settori economici, dai cittadini e dai vari territori.
La rete autostradale italiana è un esempio del ritardo infrastrutturale accumulato nel corso degli anni da parte dell`Italia.
All`inizio degli anni `70 tale rete misurava complessivamente 3.913 km ed era tra le più moderne e sviluppate d`Europa. Il nostro sistema autostradale era secondo solo a quello tedesco (6.061 km) ma soprattutto era rispettivamente 2,5 e 10 volte di quello francese e di quello spagnolo.
Oggi, il sistema italiano delle autostrade risente pesantemente di 40 anni di mancati investimenti e si trova a dover rincorrere le nazioni che, un tempo, erano più indietro.
Secondo i dati Eurostat, dal 1970 al 2006 la rete autostradale in Spagna è cresciuta 31 volte, in Francia 7 ed in Germania poco più di 2. In Italia, invece, la rete autostradale, pari a 6.500 km nel 2006, è poco più di una volta e mezza la dotazione iniziale.
L`inevitabile conseguenza del mancato sviluppo di tale rete infrastrutturale è il forte congestionamento del traffico.
Nel 2006, sulle nostre autostrade vi erano circa 6.000 veicoli per km di autostrada, molti di più rispetto alla media europea, pari 3.728 veicoli per km.
In allegato e’ disponibile il capitolo estratto dal Secondo rapporto sulle infrastrutture in Italia