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Presso la Commissione sul Federalismo evidenziate le posposte sulla politica di coesione e sviluppo tra cui: definizione di una quota per investimenti i infrastrutture, conferma del carattere strategico degli interventi medio-piccoli, previsione della "golden rule" per investimenti finanziati con i fondi strutturali nel Patto di stabilità.

Archivio, Governo e Parlamento

Rimozione degli squilibri economici e sociali: audizione dell`ANCE in Parlamento

1 Aprile 2011
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Si è svolta il 29 marzo u.s. l`audizione dell`Ance, presso la Commissione Bicamerale per l`attuazione del Federalismo Fiscale, sulle disposizioni contenute nello Schema di Decreto legislativo recante attuazione dell`articolo 16 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni, in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali (Atto 328).
Il Presidente, Dott. Ing. Paolo Buzzetti, ha evidenziato in premessa che la riforma della politica di riequilibrio territoriale e di sviluppo infrastrutturale del Paese, delineata dalla legge delega in materia di federalismo fiscale (L. 42/2009), risulta di fondamentale importanza per il settore delle costruzioni. La riforma definisce, infatti, nuove modalità per l`assegnazione, sulla base di fabbisogni infrastrutturali determinati a livello regionale e infraregionale, delle risorse – fondi strutturali e Fondo per le Aree sottoutilizzate – del Bilancio dello Stato destinate alla realizzazione delle infrastrutture e alla riduzione dei divari territoriali.
La riforma, ha ricordato il Presidente, è stata avviata dal Governo a fine novembre 2010 con l`approvazione di due provvedimenti:
– il decreto interministeriale relativo alla perequazione infrastrutturale, relativo “alla fase transitoria”” (2011-2013) prevista dall`art. 22 della Legge n. 42/2009;
– lo schema di decreto legislativo sulla riforma della politica di coesione – fondi strutturali europei e Fondo per lo sviluppo e la coesione – attualmente all`esame della Commissione bicamerale, relativo alla “fase a regime”” che prenderà avvio nel 2014.
Con riferimento alla predetta “fase transitoria””, il Presidente ha rilevato come l`Ance, pur condividendo l`obiettivo di rendere la spesa efficiente e di garantire che la realizzazione delle opere avvenga in tempi certi, ritiene fondamentale attivare rapidamente, senza ulteriori riprogrammazioni, i 30,6 miliardi di euro destinati ad infrastrutture e costruzioni nell`ambito dei programmi regionali 2007-2013.
Il Presidente ha ribadito, pertanto, l`esigenza di evitare una riprogrammazione “tout court“ delle risorse che non tenga conto dell`effettivo stato della programmazione, ferma restando, però, la possibilità di utilizzare le risorse liberate del periodo 2000-2006, per un importo di circa 11 miliardi di euro, per la realizzazione di grandi infrastrutture.
Il Presidente Buzzetti ha, quindi, sottolineato la necessità di:
– avviare immediatamente le opere pronte a partire, verificando l`effettivo stato di avanzamento dei progetti;
– riformare la governance della politica nazionale di coesione e di sviluppo territoriale, finanziata con le risorse dei fondi strutturali e del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS), affinchè sia improntata all`efficienza, alla responsabilità e al rispetto degli impegni da stabilire in nuovi Contratti Istituzionali di Sviluppo;
Il Presidente ha, poi, auspicato l`adozione di misure specifiche per superare gli ostacoli che hanno rallentato l`attuazione dei programmi e quindi
– escludere i cofinanziamenti nazionali per investimenti in conto capitale finanziati con fondi strutturali dall`applicazione delle regole del Patto di stabilità interno per evitare di perdere circa 10 miliardi di finanziamenti europei;
– garantire la disponibilità delle risorse dei fondi FAS destinati alle Regioni del Centro-Nord e del Sud e dare certezza alla programmazione dei fondi.
Per quanto concerne la “fase a regime””, il Presidente ha rilevato che l`Ance condivide, rispetto alla riforma della politica di coesione e sviluppo territoriale, l`obiettivo di rendere la spesa efficiente e di garantire che la realizzazione delle opere avvenga in tempi certi così come previsto dalla riforma del modello di governance dei fondi, con l`introduzione dei Contratti istituzionali di sviluppo.
Allo stesso tempo ha, altresì, sottolineto la necessità di:
– definire una quota minima per investimenti in infrastrutture nell`ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali e dal Fondo per lo sviluppo e la coesione;
– confermare il carattere strategico degli interventi medio-piccoli finalizzati allo sviluppo e alla competitività dei territori;
– introdurre una “golden rule”” nel Patto di stabilità interno per gli investimenti in conto capitale finanziati con fondi europei (Fesr);
– dare coerenza, certezza e flessibilità alla programmazione delle risorse ed armonizzarne i tempi;
– aprire un tavolo di confronto sui tempi di realizzazione delle opere pubbliche e sugli snellimenti e semplificazioni procedurali al fine di definire tempi standard di realizzazione delle opere pubbliche e regole comuni per la riprogrammazione o il definanziamento delle opere;
– rafforzare la governance attraverso l`istituzione di una Cabina di Regia a livello nazionale, Stato- Regioni- Autonomie locali + partners economici e sociali;
– ampliare la partnership alle associazioni di categoria per rafforzare il ruolo strategico del comitato di indirizzo e controllo dei programmi;
– prevedere “Task Force”” regionali per risolvere i problemi relativi alla realizzazione delle infrastrutture previste nell`ambito dei programmi;
– tenere conto delle riforme della politica regionale e del Bilancio dell`Unione Europea in corso di approvazione.
Si veda il precedente del 28 marzo 2011.
Si allega il documento con le osservazioni dell`Ance consegnato agli atti della Commissione.

711-Documento audizione ANCE.pdfApri
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