Da alcuni mesi le imprese di costruzioni si trovano strette in una vera e propria morsa dal punto di vista finanziario.
Da una parte, infatti, le Pubbliche Amministrazioni continuano nel non adempiere ai propri obblighi contrattuali, accumulando una massa di debiti nei confronti delle imprese di tutti i settori economici.
Dall`altra c`è la stretta creditizia operata dalle banche che sta bloccando l`operatività delle imprese perchè non vengono rese disponibili le risorse necessarie per finanziare i programmi di investimento.
Nel documento, disponibile in allegato, il Centro Studi Ance ha fatto il punto sugli strumenti con cui l`Esecutivo intende affrontare tali problemi.
In particolare, sul tema dei ritardati pagamenti è in corso la redazione del decreto ministeriale attuativo dell`art. 9 co. 3 bis del DL 185/2008 che stabilisce che Regioni ed enti locali possono certificare ai creditori l`esigibilità di crediti derivanti da somministrazioni, forniture e appalti. Nel testo di legge viene specificato che una volta che la P.A. certifica che il credito è certo, liquido ed esigibile, entro 20 giorni dalla data di ricezione dell`istanza, l`impresa può cedere pro-soluto a banche o intermediari finanziari detto credito.
Sempre sulla stessa tematica, è allo studio il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e della Sace nell`erogazione di garanzie utili alle imprese per chiedere lo sconto dei crediti alle banche.
La modifica al Patto di Stabilità interno, previste del decreto legge “incentivi””, non appaiono, invece, risolutive delle distorsioni che impediscono alle Amministrazioni Pubbliche di spendere le risorse a loro disposizione.
Per quanto riguarda il problema della stretta creditizia, il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le PMI e dei cosiddetti “Tremonti Bond“ sono gli strumenti pensati per dar una prima risposta ai problemi di accesso al credito delle imprese.
In allegato è disponibile il documento a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi