CONSIGLIO DEI MINISTRI
Il Consiglio dei Ministri nella seduta del
9 settembre, u.s., n.61, ha completato l`esame del decreto-legge finalizzato al rapido assolvimento di obblighi nei confronti dell`Unione europea e ad ovviare a procedure di infrazione a seguito di ritardato o non corretto recepimento di direttive comunitarie.
Il decreto, tra l`altro, modifica la normativa in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica e, in particolare, chiarisce che l`affidamento a società mista pubblica e privata mediante procedura ad evidenza pubblica per la selezione del socio operativo (cosiddetta “gara a doppio oggetto””) rientra tra le modalità ordinarie di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, in linea con la Comunicazione interpretativa della Commissione europea del 5 febbraio 2008 sull`applicazione del diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni ai partenariati pubblico-privato istituzionalizzati, prevedendo, contestualmente, che al socio privato sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento.
Quanto all`ipotesi straordinaria di affidamento “in house”” della gestione, sottoposta a stringenti requisiti verificati dall`Autorità garante per la concorrenza e i mercati, si precisa che il parere di quest`ultima è reso soltanto in via preventiva, introducendo, altresì, il silenzio assenso in caso di mancata espressione del parere entro sessanta giorni.
Altri interventi riguardano i divieti rivolti a soggetti titolari di affidamenti diretti relativamente all`acquisizione della gestione di servizi ulteriori o in ambiti diversi e alla partecipazione a procedure ad evidenza pubblica per l`affidamento, nonchè l`assoggettabilità al patto interno di stabilità cui devono essere sottoposte le sole società “in house”” affidatarie della gestione di servizi pubblici locali.