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Nel testo l'Italia si impegna, tra l`altro, a reperire fondi per la realizzazione in Libia di progetti infrastrutturali e la Libia ad abrogare provvedimenti che pongono vincoli o limiti alle sole imprese italiane in Libia. Le parti si impegnano, altresì,a risolvere la questione dei crediti delle aziende italiane nei confronti della Libia.

Archivio, Governo e Parlamento

Ratifica del Trattato di amicizia Italia-Libia del 30/8/2008: approvazione definitiva dal Senato.

4 Febbraio 2009
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L`Aula del Senato ha approvato, in seconda lettura, il disegno di legge recante “Ratifica ed esecuzione del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista, fatto a Bengasi il 30 agosto 2008 (DDL 1333/S, Relatore Sen. Lamberto Dini del Gruppo parlamentare PdL) nel testo trasmesso dalla Camera dei Deputati.
In quest`ultima sede, in corso d`esame, è stata introdotta una modifica al disegno di legge di ratifica, relativa alla copertura finanziaria del provvedimento.
Con il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, firmato il 30 agosto 2008 a Bengasi, l`Italia si impegna, in particolare, a reperire i fondi finanziari necessari per la realizzazione in Libia di progetti infrastrutturali di base che dovranno essere concordati tra i due Paesi, nei limiti di una spesa complessiva di 5 miliardi di dollari americani, per un importo annuale di 250 milioni di dollari americani per venti anni. Al riguardo, le aziende italiane provvederanno alla realizzazione dei suddetti progetti previo un comune accordo sul valore di ciascuno, secondo un calendario concordato tra le parti.
I fondi finanziari saranno gestiti dalla parte italiana mentre la Libia renderà disponibili i terreni, senza oneri per l`Italia o per le aziende costruttrici. Quest`ultime saranno, altresì, agevolate dalla Libia nel reperimento in loco dei materiali necessari e nell`espletamento di procedure doganali e d`importazione, in esenzione dalle relative tasse.
Al fine di individuare le caratteristiche tecniche dei progetti e di stabilire l`arco temporale complessivo nonchè le cadenze della loro realizzazione è prevista l`istituzione di una Commissione mista paritetica, costituita da componenti designati dai rispettivi Stati. La suddetta Commissione individuerà, inoltre, indicando tempi e modalità di affidamento e di esecuzione, importanti opere infrastrutturali, progetti industriali e investimenti che la Libia si impegna a garantire a società italiane, sulla base di specifiche intese dirette e a prezzi da concordare tra le Parti. La conclusione e il buon andamento di tali intese rappresentano le premesse per la creazione di un forte partenariato italo-libico nel settore economico, commerciale e industriale, ai fini della realizzazione degli obiettivi del Trattato, in uno spirito di leale collaborazione.
L`Italia si impegna, altresì, a realizzare, per un ammontare di spesa complessivo che sarà concordato tra i due Paesi, alcune “iniziative speciali””, tra cui, in particolare, la costruzione di 200 unità abitative con siti e caratteristiche da determinare di comune accordo. Al riguardo, la definizione delle modalità di esecuzione di tali iniziative speciali e del limite di spesa annua da impegnare per ognuna di esse, sarà affidata ad appositi Comitati misti.
A fronte degli impegni assunti dall`Italia, la Libia si impegna, tra l`altro, ad abrogare tutti i provvedimenti e le norme regolamentari che impongono vincoli o limiti alle sole imprese italiane operanti in Libia e a sciogliere l`Azienda Libico-Italiana (ALI) e a costituire contestualmente il Fondo sociale, utilizzando i contributi già versati dalle aziende italiane all`ALI stessa.
Per quanto riguarda i crediti vantati dalle aziende italiane nei confronti di Amministrazioni ed Enti libici, le Parti si impegnano a raggiungere con uno scambio di lettere una soluzione sulla base del negoziato nell`ambito del Comitato Crediti. Nel medesimo scambio di lettere sarà definita, altresì, la questione degli eventuali debiti di natura fiscale e/o amministrativa di aziende italiane nei confronti di Enti libici.
Le Parti si impegnano, altresì, in favore di varie forme di collaborazione, ai fini dell`intensificazione della cooperazione scientifica, culturale, economica e industriale. In particolare, le Parti sviluppano la collaborazione nei settori delle opere infrastrutturali, dell`aviazione civile, delle costruzioni navali, del turismo, dell`ambiente, dell`agricoltura e della zootecnica, delle biotecnologie, della pesca e dell`acquacoltura, nonchè in altri settori di reciproco interesse, favorendo lo sviluppo degli investimenti diretti.
Italia e Libia sottolineano, inoltre, l`importanza strategica per entrambi i Paesi della collaborazione nel settore energetico e si impegnano a favorire il rafforzamento del partenariato in tale settore. Al riguardo, viene attribuito particolare rilievo alle energie rinnovabili e viene incoraggiata la cooperazione tra enti ed organismi dei due Paesi sia sul piano industriale che su quello della ricerca e della formazione.
è prevista, altresì, l`intensificazione della collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e all`immigrazione clandestina, in conformità a quanto previsto dall`Accordo firmato a Roma il 13 dicembre 2000 e dalle successive intese tecniche, tra cui, in particolare, per quanto concerne la lotta all`immigrazione clandestina, i Protocolli di cooperazione firmati a Tripoli il 29 dicembre 2007. Sempre in tema di lotta all`immigrazione clandestina, le due Parti promuovono la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, da affidare a società italiane in possesso delle necessarie competenze tecnologiche. Al riguardo, il Governo italiano sosterrà il 50% dei costi, mentre per il restante 50% le due Parti chiederanno all`Unione Europea di farsene carico, tenuto conto delle intese a suo tempo intervenute tra la Libia e la Commissione Europea. Le due Parti, collaboreranno, su un piano più generale, alla definizione di iniziative, sia bilaterali che regionali, volte a prevenire il fenomeno dell`immigrazione clandestina nei Paesi di origine dei flussi migratori.
Testo del disegno di legge approvato definitivamente (DDL 1333/S)
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