Si è svolto a Milano il XXIV Congresso INU incentrato sul tema del rapporto fra l`esigenza di strategie urbanistiche di dimensione comunitaria e la riforma nazionale in senso federalista
Con il mutamento degli scenari politici e sociali deve cambiare anche il “modo di fare urbanistica””. Questo il monito dell`Istituto Nazionale di Urbanistica al XXIV Congresso nazionale, tenutosi a Milano il 26 e 27 giugno scorsi, alla presenza di numerosi esponenti del mondo politico, universitario, imprenditoriale e professionale.
Le trasformazioni insediative in atto in ambito europeo richiedono l`adozione di politiche e strategie urbanistiche di vasta scala, commisurate peraltro alla riforma istituzionale in chiave regionalista.
Se da un lato l`Unione Europea è chiamata a riconoscere nella sua nuova costituzione il territorio e le città come valori comuni e primari, lo Stato, dal canto suo, deve svolgere al meglio il suo ruolo di coordinatore e fornitore di beni pubblici e servizi sociali, lasciando agli enti locali la definizione di concrete politiche territoriali integrate.
Risulta così fondamentale in questo contesto non soltanto dare spazio a forme di pianificazione concertata, al fine di conferire centralità di ruolo ed efficienza alle città, ma anche avviare una programmazione a livello di grandi reti urbane, le cd. regioni metropolitane.
Al centro del dibattito, inoltre, anche il nuovo modello di pianificazione comunale, basato sulla tripartizione fra documento di piano, piano delle regole e piano dei servizi.
Il primo contiene gli obiettivi strategici e le indicazioni di medio periodo. Il piano dei servizi, correlato al programma triennale delle opere pubbliche, indica ciò che il pubblico può fare in relazione alle proprie risorse. Il piano delle regole, infine, definisce gli ambiti del tessuto urbano consolidato e le trasformazioni ammissibili nello stesso.
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.