L`Aula della Camera dei Deputati ha esaminato la Relazione sulla partecipazione dell`Italia all`Unione Europea per l`anno 2008 (DOC. LXXXVII, n.2) ed ha approvato un`apposita Risoluzione (n.6-00030, primo firmatario l`On. Elena Centemero del Gruppo parlamentare PDL).
Nelle premesse all`Atto di indirizzo viene sottolineato, tra l`altro che:
– nonostante alcune significative ed apprezzabili innovazioni registrate dall`inizio della legislatura, occorre inoltre che il Governo, sia dando attuazione alle disposizioni esistenti nella legge n. 11 del 2005, sia attraverso eventuali integrazioni del dettato della medesima legge, assicuri alle Camere una migliore informazione di contesto relativa alle iniziative delle istituzioni dell`UE, anche alla luce del nuovo contesto istituzionale disegnato dal Trattato di Lisbona;
– va ribadita l`esigenza di un reale coinvolgimento delle Camere nell`attuazione della medesima strategia di Lisbona a livello nazionale;
– è altresì urgente la predisposizione di misure legislative e regolamentari per la piena applicazione delle innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona, con particolare riferimento al ruolo dei parlamenti nazionali, tenuto conto della possibile entrata in vigore del Trattato il 1° novembre 2009 o, al più tardi, il 1° gennaio 2010;
– occorre peraltro valutare, anche nell`ambito della revisione della legge n. 11 del 2005 e del regolamento della Camera, non soltanto la definizione di strumenti necessari per l`applicazione delle specifiche disposizioni del Trattato sul ruolo dei parlamenti nazionali ma anche l`introduzione di meccanismi per un adeguato rafforzamento della partecipazione del Parlamento alla formazione delle decisione europee, soprattutto mediante il raccordo con il Governo, anche alla luce delle indicazioni che emergono nella sentenza del Tribunale costituzionale tedesco del 30 giugno 2009 sulla ratifica del Trattato di Lisbona da parte della Repubblica federale tedesca;
– è necessario infine rafforzare, in vista dell`entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la presenza italiana presso le istituzioni dell`UE, che fa già registrare risultati molto positivi grazie all`azione del Governo.
Con la Risoluzione, in particolare, si impegna il Governo riguardo al raccordo con il Parlamento nella formazione della normativa e delle politiche dell`Unione europea:
– ad assicurare che la posizione rappresentata dall`Italia in sede di Consiglio dei Ministri dell`Unione europea ovvero nelle relazioni con altre istituzioni o organi dell`Unione europea tenga conto degli indirizzi definiti dalle Camere in esito all`esame di progetti o di atti dell`Unione europea nonchè su ogni altro atto o questione relativa all`Unione europea;
– a riferire regolarmente alle Camere del seguito dato agli indirizzi da esse definiti, fornendo adeguata motivazione nel caso in cui il Governo non abbia potuto conformarsi agli indirizzi in questione;
– a garantire la costante e tempestiva informazione del Parlamento sulle iniziative adottate dal Governo nella cosiddetta fase ascendente del processo decisionale europeo, con particolare riferimento alla politica estera e di sicurezza comune nonchè ai temi segnalati nelle risoluzioni approvate annualmente dal Parlamento in merito alla Relazione del Governo e al Programma legislativo della Commissione europea e agli altri strumenti di programmazione delle istituzioni europee;
– ad accompagnare alla trasmissione degli atti e dei progetti di atti una segnalazione motivata delle proposte legislative e delle altre iniziative di maggiore rilevanza nonchè, almeno nei casi più rilevanti, una valutazione approfondita e tempestiva sui contenuti dei documenti trasmessi, sul loro fondamento giuridico, sull`impatto previsto sull`ordinamento nazionale, sul rispetto dei principi di sussidiarietà;
– ad assicurare una partecipazione sistematica dei rappresentanti del Governo alle sedute degli organi parlamentari in cui si discuta di progetti di atti dell`UE o di altri temi europei, in modo da assicurare il confronto politico approfondito ed adeguato;
– d avviare, in stretto raccordo con le Camere, la predisposizione delle disposizioni legislative e degli altri adempimenti necessari per dare attuazione alle previsioni del Trattato di Lisbona, con particolare riferimento alle modalità di presentazione da parte del Governo del ricorso alla Corte di Giustizia, a nome di una o di entrambe le Camere, per violazione del principio di sussidiarietà da parte delle istituzioni europee;
– a garantire il pieno, sistematico e tempestivo coinvolgimento delle Camere nell`attuazione della Strategia di Lisbona a livello nazionale, in particolare consultando adeguatamente i competenti organi parlamentari sul progetto del piano nazionale di riforma e sulle relative relazioni annuali di attuazione;
– ad informare le Camere, con le modalità prospettate dalla proposta di legge C. 2555 «Legge di contabilità e finanza pubblica», dei contenuti del programma di stabilità di cui all`articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio nonchè i relativi aggiornamenti, prima della presentazione al Consiglio dell`Unione europea e alla Commissione europea;
con riferimento alla partecipazione dell`Italia al processo decisionale comunitario:
– a rafforzare le strutture del Governo incaricate di definire e rappresentare la posizione italiana nelle sedi decisionali comunitarie;
– ad avviare tempestivamente, in stretto raccordo con le Camere, la predisposizione delle misure necessarie per disciplinare la partecipazione del servizio diplomatico italiano al Servizio europeo per l`azione esterna, previsto dal Trattato di Lisbona;
– ad accrescere la presenza dei funzionari dei ministeri e delle altre amministrazioni presso la rappresentanza italiana all`Unione europea, in maniera da consentire un più efficace lavoro ai vari tavoli in cui si svolgono i negoziati nella fase di predisposizione della normativa europea.
Per i precedenti si veda la notizia del 23 giugno 2009.
Si allega il testo della Risoluzione approvata.
2349-Testo della Risoluzione approvata (n.6-00030).pdfApri