Il Centro Studi dell`Ance ha compiuto un`analisi sull`andamento del mercato del project financing nel 2006.
I risultati dello studio confermano il ruolo rilevante che, a partire dal 2003, l`intervento dei soggetti privati svolge nel mercato delle opere pubbliche.
Nel 2006 sono stati 292 i bandi pubblicati per interventi in concessione di costruzione e gestione (Art. 143 D. lgs 163/2006) o con la procedura del promotore (Art. 153 e segg. D. lgs. 163/2006 ), per un valore complessivo di 5.382 milioni di euro, pari al 20,6% del totale dei bandi di gara pubblicati in Italia nello stesso anno.
Dall`analisi emerge chiaramente come l`incidenza della collaborazione pubblico-privata sul complesso dei bandi per opere pubbliche aumenti al salire del taglio degli interventi.
Nella fascia tra i 6 e i 50 milioni di euro, poi, che rappresenta la dimensione media per interventi realizzabili con un finanziamento di tipo project, l`incidenza sui bandi di gara di pari importo risulta pari al 16,2%.
Per gli interventi più grandi, tra i 50 e i 500 milioni, il ricorso alla finanza di progetto avviene nel 40% dei casi, mentre per i maxi interventi superiori ai 500 milioni il 76% delle volte.
L`incidenza cala invece sensibilmente per le gare di importo inferiore ai 6 milioni di euro (3%).
Accanto al ruolo della finanza di progetto nel panorama delle opere pubbliche, lo studio evidenzia anche la crescita nel tempo del ricorso a questo strumento. Il confronto con il 2005, infatti, mostra una crescita complessiva del 6,1%.
è un risultato che dimostra, una volta di più, come la collaborazione tra soggetti pubblici e privati nella realizzazione di infrastrutture sia ormai entrata a far parte del patrimonio degli strumenti abitualmente utilizzati dalle amministrazioni pubbliche.
L`analisi delle diverse procedure che compongono il mercato del project finance mostra un consistente aumento delle gare con la procedura del promotore , e cioè a proposta privata, (+30,4%) e un corrispondente ridimensionamento di quelle che nascono dal progetto pubblico (-24,8%).
Tra le categorie di opere maggiormente ricorrenti, nel corso del 2006, si segnalano gli impianti sportivi (56 bandi), gli interventi di impiantistica varia (40), i cimiteri (38), e i parcheggi (29).
Con riferimento alla conclusione delle gare, quindi al momento contrattualmente vincolante, nel corso del 2006 risultano aggiudicate complessivamente 113 gare, 60 delle quali con la procedura del promotore, per un valore di 1.254 milioni di euro, e 53 con la concessione di costruzione e gestione, per un importo di 1.006 milioni di euro, per un totale di 2.260 milioni di euro.
Si tratta di numeri importanti, che dimostrano come la finanza di progetto sia, ormai, una realtà significativa nel mercato delle opere pubbliche.
è un risultato che pone l`Italia ai primi posti, in Europa, per l`utilizzo del project financing, e che dimostra come le procedure attuali siano, ormai, entrate a far parte del bagaglio a disposizione delle Amministrazioni pubbliche per rispondere alle esigenze del proprio territorio o ambito di riferimento.
Significativo è anche il fatto che la ripartizione degli interventi mostra una progressiva diffusione della cultura della finanza di progetto anche nelle realtà più piccole.
Naturalmente, la soddisfazione per i buoni risultati non deve indurre a considerare inutile un miglioramento della procedura.
Alcuni interventi per aumentare sempre più il ricorso alla finanza di progetto e per ridurre la durata dei procedimenti, potrebbero infatti essere realizzati senza stravolgere le regole attualmente in vigore.
Inoltre sarebbe opportuna una maggiore standardizzazione delle procedure e dei contratti, attraverso una diffusione delle iniziative di maggior successo.
La divulgazione di linee guida per la costruzione e valutazione delle iniziative, basate su best practice, ovvero casi di eccellenza da imitare, permetterebbe all`intero sistema di crescere.
Questa diffusione potrebbe essere promossa dall`Unità Tecnica nazionale per le Finanza di Progetto, fino ad oggi molto attenta ad offrire il proprio contributo a singole iniziative ma non altrettanto efficace nel creare una circolazione più ampia delle informazioni.
Anche le Regioni potrebbero farsi parte attiva di tale crescita culturale, istituendo Unità Tecniche Regionali, di alta professionalità e con conoscenze specifiche del territorio e dei suoi bisogni.
Attraverso tali strutture anche le Amministrazioni meno preparate potrebbero compiere analisi di mercato e valutare attentamente le proposte avanzate.
Infine, occorrerebbe una maggiore attenzione delle amministrazioni concedenti nella predisposizione degli avvisi indicativi, nei quali illustrare la qualità e il livello di servizi da offrire e non semplicemente una lista di “desideri””, più o meno realizzabili.
In allegato è disponibile il testo integrale del Report