Lo scenario che emerge dall`analisi dei dati sui bandi di gara relativi al 2006 mostra un mercato caratterizzato da una generale diminuzione dei bandi di gara, sia in termini di numero, sia in termini di valore a base d`asta.
Nel dettaglio, risultano posti in gara 29.276 bandi, per un importo complessivo di 26.091 milioni di euro, ed un importo medio dei lavori di 891 mila euro. Nel confronto con l`anno 2005 il numero dei bandi è diminuito del 7,6% e l`importo complessivo si è ridotto del 16,9%. Anche il taglio medio dei lavori mostra un decremento del 10,1% rispetto all`anno precedente.
Tale dinamica negativa appare particolarmente accentuata per le principali società pubbliche statali, Ferrovie dello Stato e Anas.
In particolare, nel corso del 2006 l`attività delle Ferrovie dello Stato ha evidenziato un calo del numero degli avvisi pubblicati del 37,7% ed una riduzione in termini di valore del 27,6%.
Con riferimento all`Anas, nel 2006, si osserva una forte contrazione del numero dei bandi pari al -53,3% ed un aumento del valore complessivo pari al 16,4%.
Tale risultato positivo deriva dalla presenza di due interventi (raccordo tra l`autostrada A4 e la Val Trompia e S.S. 640 di Porto Empedocle) che, con un importo complessivo di 699 milioni di euro, spiegano circa il 70% del valore totale dei lavori posti in gara dall`ente (inoltre tali opere, ricomprese nel programma di cui alla Legge Obiettivo, risultano finanziate da risorse esterne al bilancio dell`Anas).
Al netto di tali opere, l`importo dei bandi posti in gara dall`Anas risulterebbe inferiore del 63% rispetto a quello dell`anno precedente.
Le dinamiche osservate nell`andamento dei bandi per opere pubbliche e per le opere dei due ricordati Enti appaltanti durante il 2006 derivano dal pesante calo di risorse per nuovi investimenti stanziate nel periodo 2004-2006, durante il quale la riduzione dei finanziamenti nel bilancio dello Stato ha superato il 43%.
Solo la recente manovra di finanza pubblica per il 2007 ha fatto registrare un forte segnale di cambiamento, con un aumento degli stanziamenti infrastrutturali pari a circa il 26% rispetto al 2006.
C`è, però, da osservare che una parte importante di tali risorse deve ancora trovare l`allocazione finale presso vari centri di spesa, ancora alle prese con un quadro programmatico non completamente definito.
Infine, un altro ostacolo all`effettiva disponibilità da parte degli enti beneficiari delle risorse previste dalla Legge Finanziaria è rappresentato dall`attuazione della norma (art. 1, comma 512), contenuta nella legge stessa, che limita le possibilità di attivare mutui a valere sui contributi pluriennali a carico dello Stato.
In merito alla procedura di autorizzazione di tali contributi da parte dei Ministri competenti e del Ministro dell`economia, è prevista l`emanazione di una circolare ministeriale esplicativa, in assenza della quale i soggetti beneficiari non possono utilizzare le risorse assegnate loro.
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è notizia degli ultimi giorni che tra i 12 punti non negoziabili della rinnovata azione del Governo trova un`esplicita definizione il tema “Infrastrutture e Tav“, che si traduce nella “rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile“.
Accanto alla soddisfazione nel vedere inserito un tema così importante tra quelli certamente alla base del programma dell`Esecutivo, non può essere taciuta la preoccupazione per la mancanza di un chiaro piano infrastrutturale al quale fare riferimento.
Si tratta, evidentemente, di un`enunciazione di principio, ed occorrerà vigilare attentamente per verificare la sua concreta attuazione nelle scelte che il Governo adotterà nei prossimi mesi, a cominciare dal quadro programmatico, per il momento, soltanto annunciato.