Lo scorso 13 ottobre si è tenuto il convegno “La Puglia incontra la politica di coesione europea – Fondi Strutturali 2007-2013“, organizzato da Ance Lecce ed Ance Puglia.
Il convegno è stata l`occasione per formulare proposte concrete in vista della predisposizione dei Programmi Operativi Regionali per il nuovo ciclo dei Fondi Strutturali.
L`incontro si è aperto con un bilancio dei risultati del QCS 2000-2006. Mentre Paesi come Irlanda e Spagna, con un uso sapiente ed efficiente dei Fondi Strutturali, sono riusciti a conseguire importanti successi, per il nostro Mezzogiorno i risultati sono stati molto al di sotto delle aspettative. Alla fine della programmazione in corso, delle 6 regioni ricomprese nell`ex Obiettivo 1, quattro sono ancora lì: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Un`altra, la Sardegna, è uscita solo a causa dell`effetto statistico.
Il nuovo ciclo di Fondi strutturali, con molta probabilità l`ultimo per l`Italia, impone ai decisori pubblici di individuare e utilizzare le leve di politica economica più efficaci per elevare il livello di competitività e la capacità attrattiva del Sud, così da potere creare i presupposti per un processo di crescita duraturo e sostenibile.
Tra i partecipanti al Convegno c`è stata convergenza di vedute sulla necessità di orientare parte della nuova programmazione dei Fondi Strutturali su politiche d`investimento orientate a migliorare il governo del territorio, l`unica leva davvero efficace e saldamente in mano ai policy makers.
Governo del territorio vuole dire puntare con decisione su tre fattori di sviluppo, vale a dire sulle infrastrutture per la competitività, sulla trasformazione e rinnovamento delle città e sulla valorizzazione dei siti turistici e culturali.
Investire nelle infrastrutture vuole dire migliorare l`accessibilità territoriale, fattore strategico che influirà in maniera determinante sull`attrattività del territorio. Garantire una mobilità delle merci e delle persone in tempi rapidi, disporre un`organizzazione logistica che consenta di abbassare al massimo i costi per le aziende, sono tutte azioni che avranno effetti diretti sulla competitività della regione.
Investire nelle città vuole dire dare finalmente la dovuta attenzione all`importanza delle economie urbane, convinti che le politiche di valorizzazione possano accendere la scintilla per l`avvio di un processo di sviluppo. Mantenere vitale e competitivo il tessuto metropolitano e dare risposte alle esigenze di migliore qualità della vita, di giustizia sociale, di rispetto per l`ambiente, vuole dire investire per migliorare l`accessibilità, la mobilità, la sicurezza, i servizi, oppure aumentare la concentrazione di attività internazionali e direzionali, la qualità del patrimonio storico-artistico e del costruito.
Infine, investire nella valorizzazione delle risorse naturali e del patrimonio artistico-culturale può far diventare il Sud una meta di primo piano nel mercato turistico internazionale.
Per far questo bisognerà necessariamente partire dall`analisi delle esigenze della domanda turistica, in questi ultimi anni evolute notevolmente.
Occorrerà stringere accordi con tour operator internazionali, destagionalizzare le presenze, promuovere l`immagine delle regioni del Mezzogiorno, sviluppare cioè una visione complessiva delle potenzialità del contesto territoriale, nel quale valorizzare i siti turistici in una logica di sistema industriale integrato.
Puntare su queste tre direttrici vuole dire perseguire politiche dell`offerta di reti e servizi, materiali e immateriali, tanto care alla Commissione ed alla base della filosofia della politica di coesione. Solo in questo modo sarà possibile aumentare il livello del benessere dei cittadini, delle imprese e dei territori.
Per l`Ance hanno partecipato al Convegno il Presidente, Paolo Buzzetti, il Presidente di Ance Puglia, Fabrizio Nardoni ed il Vice Direttore Generale Antonio Gennari.
In allegato è disponibile la brochure del convegno e le relazioni del Presidente di Ance Puglia Fabrizio Nardoni e del Vice Direttore Generale Ance Antonio Gennari.