Nella giornata del 3 febbraio la Commissione Bicamerale per l`attuazione del Federalismo fiscale ha votato lo Schema di Dlgs recante “Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale”” (
Atto n. 292 – Relatori On. Enrico La Loggia del Gruppo parlamentare PdL e Sen. Giuliano Barbolini del Gruppo parlamentare PD), concludendone l`esame con un risultato di parità (15 favorevoli e 15 contrari). Pertanto, ai sensi dell`art. 7 del Regolamento della medesima Commissione
la proposta di parere, presentata dal Relatore di maggioranza, e contenente numerose modifiche – concordate in parte con l`opposizione e l`ANCI – al provvedimento trasmesso dal Governo, è stata
considerata respinta.
La Commissione Bilancio del Senato a sua volta, ha espresso parere favorevole subordinato all`accoglimento di alcune condizioni.
Al termine dei lavori parlamentari, si è riunito, in via straordinaria, il Consiglio dei Ministri che ha approvato definitivamente il D.Lgs sul federalismo fiscale municipale in un testo che ripropone sostanzialmente il contenuto del parere sui cui si è espressa la Bicamerale.
Il testo prevede in particolare:
– la riduzione da cinque a tre anni della durata del Fondo sperimentale di riequilibrio, per il cui riparto tra i Comuni dovrà farsi riferimento al numero dei residenti;
– in luogo dell`attribuzione ai Comuni dell`intero gettito derivante dai possedimenti immobiliari (con riserva allo Stato di una quota dello stesso come previsto originariamente), che il gettito medesimo rimanga in capo all`erario, con l`attribuzione ai Comuni di una compartecipazione del 30%;
– l`attribuzione ai Comuni di una compartecipazione al gettito dell`IVA, in misura finanziariamente equivalente alla compartecipazione del 2% al gettito IRPEF, con la previsione che, in sede di prima applicazione, l`assegnazione del gettito ai Comuni avvenga su base provinciale per essere poi ripartito ai Comuni in ragione del numero degli abitanti;
– la previsione che il gettito proveniente dalla cedolare secca, in precedenza devoluta ai Comuni con una quota destinata allo Stato, sia riservato ai Comuni per una quota pari al 21,7% nel 2011 ed al 21,6% a decorrere dal 2012;
– l`aliquota della cedolare secca al 21% per i contratti a canone libero ed al 19% per quelli a canone concordato e la previsione, per i contratti cui essa si applica, della sospensione dell`aggiornamento del canone di locazione per tutta la durata di applicazione del regime della cedolare;
– la possibilità per i Comuni di istituire o di aumentare, secondo criteri da definirsi in un successivo regolamento amministrativo, l`addizionale IRPEF, il cui limite massimo raggiungibile è fissato allo 0,4%. La suddetta addizionale, in ogni caso, non può essere istituita o aumentata in misura superiore allo 0,2% su base annua;
– l`istituzione, nel bilancio dello Stato, di un Fondo perequativo per il finanziamento delle spese dei Comuni e delle Province in corrispondenza della determinazione dei fabbisogni standard relativi alle loro funzioni fondamentali;
– l`introduzione, con deliberazione del consiglio comunale, dell`imposta di soggiorno da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo e sino ad 5 euro per notte. Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonchè interventi di manutenzione, fruizione e recupero di beni culturali ed ambientali locali, nonchè dei relativi servizi pubblici;
– la previsione di un`imposta di scopo da destinare alla realizzazione di opere pubbliche, con l`obbligo di restituzione nel caso di mancato inizio dell`opera entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo;
– la fissazione al 7,6 per mille dell`aliquota dell`imposta municipale propria, che entrerà in vigore dal 2014 sul possesso degli immobili diversi dalla casa di abitazione, con possibilità per i Comuni di modificarla in aumento o in diminuzione sino a 0,3 punti percentuali;
– l`incentivazione del ruolo dei Comuni all`attività di accertamento tributario, assicurando al Comune interessato il maggior gettito derivante dall`accatastamento degli immobili finora non dichiarati in catasto e disponendo, altresì, che la quota, già prevista, del 50% del maggior gettito sia attribuita all`ente locale in via provvisoria anche sulle somme riscosse a titolo non definitivo.
Il D.Lgs successivamente alla “bollinatura”” della Ragioneria Generale dovrà essere inviato alla firma del Capo dello Stato. Al riguardo, il Presidente Napolitano ha preannunciato l`irricevibilità del testo, in quanto, come si legge in un comunicato diffuso dal Quirinale, “non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l`esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall`art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l`obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari””.
Si veda precedente del 30 novembre 2010.
Si allegano:
– il testo della proposta di parere del Relatore presentata nella seduta del 2 febbraio scorso
– il testo del parere approvato dalla Commissione Bilancio del Senato
– il comunicato del Capo dello Stato sui motivi dell`irricevibilità del provvedimento
2577-Comunicato del Capo dello Stato.pdfApri
2577-Testo del parere approvato.pdfApri
2577-Testo della proposta di parere del Relatore.pdfApri