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Nell`Atto di indirizzo al Governo viene chiesto, in particolare, l`impegno a sostenere, a livello europeo e nazionale, l'attuazione dei principi e delle misure previste nell`Atto sulle piccole imprese (SBA) con l`adozione di regole specifiche in materia di appalti pubblici che tengano conto delle esigenze delle piccole e medie imprese.

Archivio, Governo e Parlamento

Programma della Commissione UE 2010 e programma di 18 mesi del Consiglio UE: Risoluzione alla Camera

16 Luglio 2010
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L`Aula della Camera dei Deputati a conclusione dell`esame del Programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per il 2010 e del Programma di 18 mesi del Consiglio dell`Unione europea presentato dalle Presidenze spagnola, belga ed ungherese ha approvato la Risoluzione n. 6-00043 (primo firmatario l`On. Mario Pescante del Gruppo parlamentare PdL),

Nell`Atto di indirizzo viene impegnato, tra l`altro, il Governo:

– con riguardo all`attuazione della strategia dell`Unione europea 2020:

– “ad avviare la tempestiva predisposizione a livello nazionale di misure effettive e realistiche per perseguire gli obiettivi fissati dalla strategia, coinvolgendo tutte le amministrazioni interessate, le regioni e le Camere in coerenza con l`articolo 4-ter della legge n. 11 del 2005“;

– “a promuovere, in particolare, le misure previste dall`iniziativa «faro» «Un`agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro», con particolare attenzione a quelle dirette a garantire maggiore equilibrio tra offerta e domanda di lavoro, a rafforzare la capacità delle parti sociali per la risoluzione dei problemi del dialogo sociale, nonchè, a favorire lo sviluppo di un quadro europeo per le capacità, le competenze e l`occupazione“;

– “a promuovere, anche alla luce della netta prevalenza della ricerca pubblica rispetto a quella privata, gli investimenti privati in ricerca e sviluppo, anche attraverso un utilizzo più mirato dei fondi strutturali nonchè avvalendosi, soprattutto per le piccole e medie imprese, degli strumenti finanziari previsti allo scopo dalla BEI“;

– con riferimento alla governance economica e alla strategia di Lisbona:

– “ad attivarsi per la costruzione di un “governo economico europeo””, atto a far fronte alle sfide emerse con la crisi, anche mediante la creazione di un Fondo Monetario Europeo, e non limitato alla gestione delle emergenze, alla difesa dell`euro e alla garanzia della stabilità dei mercati, ma inteso a promuovere un`Unione sociale e sostenibile, e a sostenere l`economia reale e a rilanciare crescita, sviluppo, produttività, competitività, occupazione, ricerca e innovazione””;

– con riferimento alla revisione del bilancio europeo:

– “a trasmettere tempestivamente alle Camere dati e informazioni dettagliate sugli effetti finanziari per l`Italia delle differenti ipotesi di riforma delle spese e delle entrate dell`Unione europea””;

– “prevedere un livello di risorse significativamente superiore a quello previsto dal quadro finanziario 2007-2013, concentrandole su interventi a sostegno delle nuove priorità e sfide strategiche, in particolare quelle concernenti competitività, innovazione, ricerca, sostegno alle piccole e medie imprese, regolazione dei flussi migratori e gestione del fenomeno dell`immigrazione clandestina, nonchè mantenendo stanziamenti per la politica di coesione non inferiori a quelli previsti dal quadro finanziario 2007-2013“;

– “destinare stanziamenti specifici ed adeguati a progetti e prodotti europei ad altissimo valore aggiunto, in particolare nel campo della sanità, della ricerca e delle infrastrutture””;

– “promuovere ulteriormente il ricorso a nuovi modelli di finanziamento delle politiche pubbliche europee, quali i partenariati pubblico-privato, i prestiti e garanzie della Banca europea per gli investimenti, del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), in grado anch`essi di produrre un significativo effetto leva per mobilitare ulteriori risorse pubbliche e private””;

– con riguardo alla politica di coesione:

– ad adoperarsi affinchè nella riforma della politica di coesione siano considerati prioritari i seguenti principi:

– “concentrare le risorse disponibili su pochi obiettivi in grado di promuovere effettivamente crescita e sviluppo, in coerenza con la strategia dell`Unione europea 2020, tra cui infrastrutture, innovazione, ricerca, e sostegno alle piccole e medie imprese“;

– “dare piena attuazione alla dimensione territoriale della coesione, introdotta dal Trattato di Lisbona, assicurando che la prossima programmazione riservi un`attenzione particolare alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali, tra le altre, le regioni di montagna e quelle insulari“;

– “riconsiderare l`attuale distinzione e ripartizione di risorse e territori tra obiettivo «convergenza» e obiettivo «competitivit໓;

– “semplificare procedure e metodi di programmazione e gestione, accelerando le procedure di erogazione dei finanziamenti ed introducendo nel contempo meccanismi più rigorosi di controllo sia della regolarità contabile sia dell`efficacia ex ante ed ex post degli interventi””;

– con riguardo al mercato interno:

– “ad adoperarsi affinchè le raccomandazioni contenute nel rapporto « Una nuova strategia per il mercato unico », presentato il 10 maggio 2010 dal professor Mario Monti su mandato della Commissione europea, siano tradotte tempestivamente in una strategia organica che preveda misure concrete, inclusa la presentazione delle opportune proposte legislative””;

– “a sostenere, a livello europeo e nazionale, una più rapida attuazione dei principi e delle misure previste nell`Atto sulle piccole imprese, presentato dalla Commissione europea nel giugno 2008, promuovendo l`adozione di regole specifiche in materia di appalti pubblici volte a tenere conto delle particolari caratteristiche ed esigenze delle piccole e medie imprese””;

– con riguardo ai mercati finanziari:

– “ad adoperarsi per una rapida approvazione delle proposte legislative relative alla riforma della vigilanza finanziaria europea e, successivamente, per l`immediata costituzione delle tre autorità di vigilanza europee da esse previste. Andrebbe in ogni caso prevista una revisione a medio termine del quadro di vigilanza così definito, in modo di misurarne l`adeguatezza anche alla luce della evoluzione dei mercati e degli strumenti finanziari””;

– con riferimento alla politica fiscale:

– “ad adoperarsi, anche in coerenza con le raccomandazioni formulate nel rapporto Monti, per un coordinamento minimo dei sistemi fiscali nazionali, al fine di evitare che, in una fase di crisi globale, la concorrenza fiscale tra gli Stati membri possa degenerare in comportamenti dannosi o con effetti negativi sulla competitività complessiva dell`economia europea e sulle politiche di bilancio””;

– “a sostenere a questo scopo le iniziative della Commissione europea volte all`introduzione di una base consolidata comune per l`imposizione sulle società, anche valutando l`ipotesi di introdurre soglie minime comuni per l`imposizione sul reddito di impresa””;

– “a promuovere la razionalizzazione della disciplina dell`imposta sul valore aggiunto, attraverso la progressiva soppressione delle deroghe concesse a singoli Stati membri e la definizione di un unico elenco di beni e servizi assoggettabili ad aliquote ridotte“;

– con riguardo alla politica energetica e alla lotta ai cambiamenti climatici:

– “a dare nuovi impulsi all`azione globale sui cambiamenti climatici, in particolare dopo i deludenti risultati del vertice di Copenaghen, al fine di rimettere al centro il tema della « green economy », in favore di un`Europa all`avanguardia della nuova economia sostenibile, quale priorità assoluta nella strategia europea di sviluppo e contrasto della crisi, sulla base del cosiddetto « pacchetto clima-energia » e in coerenza con l`iniziativa « faro » della Commissione europea « un`Europa efficiente sotto il profilo delle risorse »; e ad attivarsi affinchè si avvii l`esame del terzo « pacchetto energia », rafforzando, nell`ambito della strategia UE 2020, lo sviluppo di una politica europea realmente comune in materia di energia, per la quale sembra attualmente mancare una reale e coraggiosa ambizione, mediante impegni vincolanti””;

– “ad adottare le misure atte a promuovere una nuova economia sostenibile sul piano ambientale, per creare nuove opportunità di crescita e nuovi posti di lavoro « verdi », a sostenere la riconversione ecologica del sistema produttivo, il risparmio energetico, lo sviluppo delle energie rinnovabili (quale perno di una nuova politica energetica che permetta di ridurre la dipendenza dall`estero e l`utilizzo di fonti fossili fortemente inquinanti), mantenendo gli strumenti già previsti e indispensabili a raggiungere l`obiettivo del 20 per cento nel 2020 per la riduzione dei gas serra””;

– con riferimento all`azione esterna dell`Unione europea e alla politica di vicinato:

– “ad appoggiare, nell`ambito dell`Unione per il Mediterraneo, la creazione della Banca Euromediterranea per gli investimenti, al fine di adeguare gli strumenti finanziari alle potenzialità di sviluppo della regione””;

– con riferimento al raccordo tra Governo e Parlamento nella formazione delle politiche dell`Unione europea:

– “ad assicurare l`avvio della predisposizione della prossima Relazione sulla partecipazione dell`Italia all`Unione europea in coerenza con la disciplina di cui all`articolo 15 della legge n. 11 del 2005, come modificato dalla legge comunitaria 2009“.

Per precedenti si vedano le notizie del 28 gennaio 2010, del 6 maggio 2010 e del 21 maggio 2010.

Si allega il testo della Risoluzione dell`Aula della Camera dei Deputati (n. 6-00043).

2953-Tesro della risoluzione (6-0043).pdfApri
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