L’Ambasciata d’Italia al Cairo ci informa che il Programma Nazionale sull’edilizia popolare, che è considerato una delle massime priorità di intervento da parte dell’attuale Governo egiziano, è stato presentato nei giorni scorsi alla comunità dei donatori alla presenza dei Ministri Fayza Aboulnaga (Cooperazione Internazionale e Planning, MoPIC), Samir Radwan (Finanza, MoF) e Maged George (Ambiente, MoE); si allega il prospetto distribuito in tale occasione (All. 1).
La strategia nazionale intende far fronte alla mancanza di alloggi a basso costo soprattutto a beneficio delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione e fornire risposte concrete alle loro istanze di maggiore equità sociale. Il Programma dovrebbe altresì rispondere alla necessità di creare posti di lavoro nel settore, per diminuire la diffusa disoccupazione, specie quella giovanile. Tale ambizioso Programma si propone, infine, di favorire la mobilità interna al paese, offrendo alloggi a prezzi accessibili ai giovani, famiglie e gruppi a basso reddito che vivono nelle periferie e nei quartieri più poveri e degradati.
Sono state confermate le priorità già espresse nei consueti incontri tra Donatori e Agenzie delle Nazioni Unite (Development Partners Group), più volte riportate dal MoPIC:
1. Edilizia residenziale a basso-costo.
2. Supporto alle Piccole e Medie Imprese.
3. Riduzione della disoccupazione giovanile.
Come hanno sottolineato i Ministri intervenuti, il Programma potrebbe rispondere alle tre priorità in maniera sinergica, coinvolgendo i 27 Governatorati con particolare attenzione agli insediamenti urbani presenti nell’Alto Egitto e nel Delta, senza tralasciare la regione del Grande Cairo, in cui secondo uno studio USAID si concentra attualmente il 50% della domanda del mercato immobiliare urbano.
Nello specifico, è prevista la costruzione di 200.000 unità abitative (70 m² l’una) all’anno, per un totale quindi di un milione di unità in cinque anni. Il budget previsto ammonta annualmente a circa 3,3 miliardi USD che saranno finanziati al 50% dal Governo ripartito come segue: 25% a carico del Ministero dell’Housing, Utilities e Urban Development (MoHUUD), 25% MoF e 50% MoPIC. Il restante 50% dovrebbe essere finanziato attraverso le Istituzioni Finanziarie Internazionali e i donatori.
Il Programma di edilizia residenziale intende non solo creare direttamente ben 300mila posti di lavoro e altri 600 mila in maniera indiretta (imprese dell’indotto,) ma anche provvedere alla qualificazione e specializzazione di detta manodopera soprattutto nel settore edilizio.
Anche alla luce delle precedenti esperienze di edilizia urbana che risalgono agli ’50 del XX Secolo sino all’ultimo National Housing Program del 2005, i Ministri hanno chiesto il necessario supporto dei Donatori e Agenzie internazionali presenti all’incontro tra cui ricordiamo USAID, Germania, Francia, Giappone, UNDP, World Bank, African Development Bank sia in termini economici che di condivisione di esempi di successo realizzati in tale settore.
A questo proposito, si è aperto un confronto tra i partecipanti e le autorità intervenute in cui sono stati chiesti chiarimenti (il Programma è certamente perfettibile) e sono state avanzate proposte, ben accolte dalla controparte egiziana, di coinvolgimento del settore privato (Public Private Partnerships – PPP) visto l’ingente impegno economico richiesto.
L’Ambasciata ha menzionato la possibilità di dare immediato sostegno alla componente di training e allo sviluppo delle risorse umane. è stato da più parti evidenziato come lo sviluppo delle risorse umane sia essenziale anche in un’ottica di sostenibilità dell’intervento. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di coinvolgere la società civile nella pianificazione urbana, nonché di adottare un approccio eco-compatibile nella realizzazione delle infrastrutture. La Ministra Aboulnaga, che ha presieduto l’incontro, ha colto l’occasione per rinnovare l’apprezzamento al Governo italiano e alla lungimiranza nel sostegno all’Egitto espresso durante tutto questo travagliato periodo di transizione.
Le problematiche da affrontare in via preliminare per l’avvio del Programma riguarderanno in particolare il reperimento di terre demaniali e il riutilizzo di aree desertiche (a capo del MoHUUD) e finanziamenti adeguati per tutta la durata del Programma (MoF e MoPIC). è stata pure menzionata l’insufficiente produzione nazionale di materiali da costruzione (deficit di 4 milioni di tonnellate di cemento e 1 milione di tonnellate di rinforzi in acciaio) che dovrebbero poter essere compensati con importazioni. Fondamentale è procedere anche alla costruzione concomitante di adeguate infrastrutture (acqua, elettricità e altre utilities) (sempre a capo MoHUUD), nonché garantire la connessione centro-periferia tramite un’adeguata rete di trasporti e la fornitura e realizzazione di servizi sociali di base (sanitario, educazione, etc.).
Questo grande impegno da parte governativa ha registrato comunque una buona disponibilità da parte delle Istituzioni finanziarie e donatori presenti. Sarà ora importante passare ad una fase più concreta e stabilire uno stretto coordinamento per facilitare l’avvio del Programma e la partecipazione della comunità internazionale alla sua realizzazione.
Allegato
– Prospetto del Programma Nazionale sull’edilizia popolare