In relazione all`iter del disegno di legge recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell`illegalità nella pubblica amministrazione”” (DDL 2156/S ed abb.) all`attenzione, in prima lettura, dell`Aula del Senato, l`Associazione è tornata ad evidenziare, come già nel corso dell`audizione presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia (al riguardo, si veda precedente del 16 luglio 2010) le proprie proposte di modifica della disposizione relativa all`istituzione presso ogni prefettura delle c.d. “white list“.
Tale norma contenuta nel provvedimento, trasmesso in Aula dalle Commissioni referenti senza concluderne l`esame, è stata inserita, da ultimo, nel DL 70/2011 recante “Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l`economia”” all`esame, in prima lettura, delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati (DDL 4357/C) e, pertanto, già in vigore.
Ad avviso dell`ANCE, la suddetta disposizione reca una formulazione eccessivamente generica e non determinata nei contenuti, rischiando di risultare inefficace per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti. Al riguardo, ha rilevato, in primo luogo, la necessità di precisare che gli elenchi di operatori economici da istituire presso le prefetture devono riguardare esclusivamente le attività considerate maggiormente a rischio di infiltrazione mafiosa come segnalate dalla direttiva sui controlli antimafia, emanata dal Ministro dell`Interno in data 23 giugno 2010 (es. quelle legate al ciclo del calcestruzzo e degli inerti, i cottimi e i noli, a caldo e a freddo, lo smaltimento in discarica dei residui di lavorazione e dei rifiuti, l`attività di estrazione mineraria). Delimitando, così, l`ambito degli elenchi, risulterebbe più efficace l`esercizio dell`attività di monitoraggio da parte delle prefetture, in quanto si concentrerebbe su un numero limitato di attività.
In secondo luogo, l`Associazione ha sottolineato l`opportunità di precisare che l“iscrizione negli elenchi della Prefettura debba essere obbligatoria ai fini dell`esercizio delle attività specificatamente indicate. Tale obbligatorietà di iscrizione per l`esercizio di attività già sottoposte a provvedimenti di tipo autorizzatorio dell`amministrazione per altri aspetti eviterebbe il configurarsi di un doppio regime tra appalti pubblici, per i quali l`appaltatore potrebbe scegliere i propri subcontraenti nelle liste controllate dalle Prefetture, e appalti privati, per i quali l`appaltatore non avrebbe alcuna garanzia, sotto il profilo della assenza di penetrazione malavitosa, nella scelta di propri contraenti. Inoltre, ha rilevato che l`esperienza relativa alle previsioni legislative di “white list“ non obbligatorie, ma facoltative ed in particolare quella concernente la ricostruzione in Abruzzo (art. 16 DL 39/2009 convertito dalla L.77/2009) non hanno prodotto risultati rilevanti in termini di imprese richiedenti l`iscrizione.
La proposta dell`ANCE è stata sostanzialmente condivisa e sarà oggetto di valutazione nel prosieguo dell`iter formativo del provvedimento.