è all`esame delle Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato la “Raccomandazione per una raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2011 dell`Italia e sul programma di stabilità aggiornato dell`Italia, 2011-2014“, presentata dalla Commissione europea il 7 giugno 2011 (SEC (2011) 810 def), nell`ambito della nuova procedura comunitaria per il coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri (cd. Semestre europeo) avviata lo scorso gennaio con la presentazione da parte della Commissione EU dell`analisi annuale sulla crescita.
In particolare, la Commissione EU ha adottato una proposta di raccomandazione di politica economica e di bilancio, sulla base del Programma nazionale di riforma (PNR) e del Programma di stabilità elaborati dall`Italia lo scorso aprile che costituirà la base per la discussione, nell`ambito del Consiglio europeo, sulle politiche fiscali e strutturali italiane, nonchè la base per la raccomandazione che il Consiglio stesso adotterà nei confronti dell`Italia nel mese di luglio.
Nelle considerazioni dell`Atto, viene evidenziato, in particolare, che:
– “dato il livello molto elevato del debito pubblico, pari a circa il 120% del PIL nel 2011, il perseguimento di un risanamento credibile e sostenibile e l`adozione di misure strutturali volte a potenziare la crescita sono priorità fondamentali per l`Italia””;
– “malgrado una creazione di posti di lavoro relativamente consistente negli anni che hanno preceduto la crisi, in Italia il mercato del lavoro presenta alcune carenze strutturali. I lavoratori con contratti a tempo indeterminato godono di una tutela maggiore rispetto a quelli con contratti più limitati o con contratti a tempo determinato, in particolare quando sono ufficialmente registrati come lavoratori autonomi ma hanno, in concreto, un rapporto di lavoro subordinato. Per i primi, il diritto del lavoro consente licenziamenti collettivi e per motivi economici in un numero molto limitato di casi. Al tempo stesso, non tutti i lavoratori che perdono il posto di lavoro ricevono un adeguato sostegno al reddito, in quanto la segmentazione del mercato del lavoro si accompagna ad un sistema frammentato di indennità di disoccupazione. Il tasso di disoccupazione tra i lavoratori di età inferiore ai 25 anni ha raggiunto il 27,8% nel 2010, con una distribuzione disuguale su tutto il territorio nazionale, mentre la disoccupazione giovanile nel Sud Italia è risultata doppia rispetto a quella delle regioni settentrionali. Il ruolo dell`apprendistato e della formazione professionale non è sottolineato in misura sufficiente“;
– “è importante allineare l`evoluzione salariale alla crescita della produttività in considerazione della costante perdita di competitività registrata in Italia dalla fine degli anni novanta in poi””;
– rispetto agli standard dell`Unione europea, il costo dell`attività economica in Italia rimane elevato, in particolare nelle regioni meridionali, nonostante le recenti misure volte a migliorare il contesto in cui operano le imprese e ad accrescere il rendimento e la responsabilizzazione della pubblica amministrazione. La lunghezza delle procedure nell`esecuzione dei contratti rappresenta un ulteriore punto debole del contesto imprenditoriale italiano. In Italia i canali non bancari di finanziamento alle imprese rimangono ancora scarsi rispetto ad altri paesi, soprattutto per le PMI. Il finanziamento tramite equity e il venture capital, in particolare, continuano a svolgere solo un ruolo limitato, nonostante le loro potenzialità per la promozione della crescita delle dimensioni delle imprese,l`espansione su nuovi mercati globali e il miglioramento del governo societario””;
– “l`Italia è il terzo maggior beneficiario della politica di coesione dell`UE ed ha ricevuto circa l`8% di fondi complessivamente destinati a tale politica nel periodo 2007-2013. A metà del periodo di riferimento, la quota di fondi UE a cui si è fatto effettivamente ricorso costituisce solo il 16,8% ed è molto più ridotta nelle “regioni di convergenza””meridionali””;
– “ il piano di risanamento per il periodo 2011-2014 dell`Italia sia credibile fino al 2012, mentre dovrebbe essere sostenuto da misure concrete per il periodo 2013-14, in modo tale che il debito pubblico – molto elevato – rimanga in costante discesa. Onde rafforzare il potenziale di crescita e di creazione di posti di lavoro dell`Italia e favorire il recupero delle regioni meridionali, vanno prese ulteriori misure nel 2011-2012 allo scopo di migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, aprire i mercati dei prodotti e dei servizi ad una concorrenza più intensa, migliorare il contesto imprenditoriale,rafforzare le politiche della ricerca e dell`innovazione e favorire un ricorso migliore e più rapido ai fondi di coesione dell`Unione europea“.
Nelle conclusioni dell`Atto, si raccomanda che l`Italia adotti provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
– attuare il risanamento finanziario previsto nel 2011 e nel 2012 allo scopo di garantire la correzione del disavanzo eccessivo e sostenere gli obiettivi per il periodo 2013-14 con misure concrete entro l`ottobre 2011;
– adottare misure per combattere la segmentazione del mercato del lavoro, rivedendo aspetti specifici della legislazione a tutela dell`occupazione e riformando in modo completo il sistema di indennità di disoccupazione, attualmente frammentario. Adottare misure per contrastare il lavoro non dichiarato. Adottare inoltre misure per promuovere una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, aumentando la disponibilità di asili e servizi di assistenza in tutto il paese;
– adottare misure, sulla base della legge di riforma del quadro di contrattazione collettiva del 2009 e in consultazione con le parti sociali, in conformità alle prassi nazionali, volte a garantire che la crescita dei salari rifletta meglio l`evoluzione in termini di produttività e le condizioni a livello locale e di singole imprese;
– adottare nel 2011 la Legge annuale per il mercato e la concorrenza, tenendo conto delle raccomandazioni presentate dall`autorità antitrust. Ridurre la durata delle procedure di applicazione del diritto contrattuale. Adottare misure per promuovere l`accesso delle PMI ai mercati dei capitali eliminando gli ostacoli normativi e riducendo i costi;
– migliorare il quadro per gli investimenti del settore privato nella ricerca e nell`innovazione, estendendo gli attuali incentivi fiscali, migliorando le condizioni per il venture capital e sostenendo sistemi di appalto innovativi;
– adottare misure per accelerare la spesa atta a promuovere la crescita, cofinanziata dai fondi della politica di coesione, onde ridurre le persistenti disparità tra le regioni, migliorando la capacità amministrativa e la governance politica. Rispettare gli impegni presi nel quadro di riferimento strategico nazionale in termini di quantità delle risorse e di qualità della spesa.
Congiuntamente alla proposta di raccomandazione in questione sono all`esame del Parlamento i seguenti atti comunitari:
– Comunicazione dalla Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Concludere il primo semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: orientamenti per le politiche nazionali nel 2011-2012 (COM (2011) 400 definitivo);
– Raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sull`attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri la cui moneta è l`euro (SEC (2011) 828 definitivo).