Si è svolta il 30 giugno u.s. l`audizione informale dell`Ance, presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati sui contenuti del Libro Verde sul futuro dell`IVA (COM (2010) 695) volto ad avviare un dibattito tra i Paesi membri dell`UE sul funzionamento dell`attuale sistema IVA e sulla modalità della sua futura riformulazione in un`ottica di semplificazione ed efficientamento.
Il Presidente, ing. Paolo Buzzetti, che ha guidato la delegazione associativa unitamente al geom. Giuliano Campana, Vice Presidente per il settore economico-fiscale-tributario, dopo aver espresso il proprio apprezzamento sull`iniziativa del legislatore europeo di avviare una consultazione pubblica in tema di miglioramento e rafforzamento del sistema IVA a livello comunitario ha, in primo luogo, sottolineato che prioritario è l`obiettivo di garantire il mantenimento dell`attuale sistema di aliquote ridotte (aliquota ridotta del 10% e superminima al 4%), essenziale per la tutela di un bene a forte valenza sociale e per il buon funzionamento del mercato.
Al riguardo, ha evidenziato che nel settore delle costruzioni l`applicazione di aliquote IVA ridotte è riconosciuto, conformemente alle indicazioni comunitarie, solo ad operazioni che abbiano ad oggetto beni e servizi di particolare rilevanza sociale (quali la casa e le opere pubbliche). Con particolare riferimento al comparto residenziale, il Presidente ha sottolineato che il mantenimento delle attuali aliquote applicate alla costruzione, acquisto e manutenzione delle abitazioni, costituisce uno strumento politico necessario al fine di salvaguardare il diritto alla casa, quale “bene sociale””. Allo stesso modo, per quel che riguarda il settore delle opere pubbliche, che rappresentano beni d`interesse collettivo, un aumento dell`aliquota IVA andrebbe ad incidere direttamente sulle finanze erariali, traducendosi, nella sostanza, solo in un maggior onere a carico degli Enti pubblici committenti.
Tali valutazioni rilevano oltre che a livello Comunitario, anche a livello nazionale, soprattutto in vista della presentazione da parte del Governo di un progetto di Riforma tributaria complessiva.
Il Presidente Buzzetti ha, infatti, sottolineato la propria preoccupazione per il pericolo che l`attuazione del principio della riforma, diretto a “spostare”” il prelievo fiscale “dalle persone alle cose””, possa tramutarsi in un`indiscriminata eliminazione delle attuali aliquote IVA ridotte, che non garantisce, in capo al consumatore finale, la progressività del prelievo ed il rispetto del principio della capacità contributiva, generando tra l`altro effetti inflazionistici considerevoli. Ne consegue la necessità che l`aumento delle aliquote IVA non riguardi i beni e servizi sociali, quali la casa.
Sono stati, infine, illustrati 4 profili di criticità del sistema per i quali sarebbe auspicabile una modifica della direttiva comunitaria. Si tratta, in particolare, dei seguenti:
1. l`irragionevole principio generale di esenzione per le operazioni di cessione e locazione di immobili, che non riconosce di fatto il carattere industriale dell`attività delle imprese del settore che, come tali, dovrebbero vedersi riconosciuto, di diritto, il “principio di neutralita””` dell`imposta. Per questo è necessario riconoscere in ogni caso l`imponibilità ad IVA (e mai l`esenzione) per la cessione e la locazione di fabbricati nuovi da parte di imprese che operano “industrialmente”” nel settore delle costruzioni;
2. la tendenza delle Amministrazioni Pubbliche, per le quali l`IVA rappresenta un mero costo, a ricondurre qualsivoglia intervento da queste affidato in appalto a quelle opere che, in base all`ordinamento nazionale, scontano l`applicazione di aliquote IVA ridotte, esponendo quindi i propri fornitori a rischi di accertamento per errata applicazione dell`aliquota e ciò potrebbe essere superato attraverso l`introduzione, nel disposto normativo comunitario, del principio di “responsabilità solidale”” della Pubblica Amministrazione in materia di corretta applicazione dell`aliquota IVA, propria dell`intervento realizzato;
3. la staticità delle misure speciali di deroga alle disposizioni contenute nella Direttiva IVA, il cui allargamento, insieme ad un alleggerimento delle procedure di accesso, costituirebbe invece uno strumento efficacissimo al fine di fronteggiare motivate situazioni di crisi economica nazionale;
4. l`assenza di disposizioni comunitarie in tema di sanzioni applicabili alle violazioni IVA, che consente agli Stati membri di introdurre profili sanzionatori anche in presenza di meri errori formali, che non comportano alcuna perdita di gettito IVA per lo Stato membro. Un rimedio potrebbe essere rappresentato dalla semplice introduzione nella Direttiva di un principio generale di esclusione delle sanzioni in assenza di danno per l`Erario statale.
Si veda precedente del 27 giugno 2011.
Si allega il Documento con il contributo dell`Ance consegnato agli atti della Commissione.
3620-COM(2010) 695.4.pdfApri