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Probabile il parere favorevole della Ue alla proposta italiana di ridurre dal 50 al 25% la quota di cofinanziamento italiano per il Quadro strategico 2007-13. Si libererebbero così 8 mld che dovrebbero essere destinati alla spesa infrastrutturale nel Sud

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Piano Sud, dalla Ue via libera in arrivo

2 Novembre 2011
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[Il Sole 24 Ore – 01/11/2011 – di Giorgio Santilli]

Piano Sud, c`è il sì della Ue
Otto miliardi dal cofinanziamento al 25%: verso l`ok del commissario Hahn
C`è il sostanziale via libera dell`Unione europea alla proposta italiana di ridurre dal 50 al 25% la quota di cofinanziamento italiano (nazionale e regionale) ai programmi del Quadro strategico di sostegno 2007-2013 finanziati dai fondi Ue.
A confermarlo è Mercedes Bresso, presidente del comitato delle Regioni a Bruxelles. «Nei giorni scorsi – racconta Bresso – ho incontrato il commissario per la politica regionale Hahn che mi ha confermato la volontà della commissione europea di aiutare i paesi in difficoltà nella spesa dei fondi, acconsentendo alla riduzione della quota nazionale. Nel caso dell`Italia, poi, non dovrebbero presentarsi difficoltà visto che la nostra quota di cofinanziamento eccede quella obbligatoria fissata dalle regole Ue al 25%».
Bresso dà la riprogrammazione ormai per certa anche se, avverte, questo può comportare due rischi sul versante della politica interna. «Il primo rischio – dice l`ex presidente della Regione Piemonte – è che ancora una volta si creino le condizioni per ridurre la spesa per investimenti e non si riduca invece la spesa corrente. Il secondo rischio è che qualcuno, nella trattativa che si svolge in sede comunitaria per la nuova programmazione 2014-2020, utilizzi la nostra rinuncia a spendere le risorse del cofinanziamento per chiedere una riduzione delle risorse comunitarie a noi destinate».
Con il dimezzamento del cofinanziamento nazionale e regionale sui fondi del secondo triennio del Quadro 2007-2013, il Governo italiano libererà otto miliardi di euro che il ministro delle Regioni, Raffaele Fitto, vorrebbe reinvestire nel Mezzogiorno. è, in ordine temporale, il primo capitolo da attuare del piano sviluppo contenuto nella lettera del premier all`Unione europea, con una scadenza dichiarata del 15 novembre.
Il piano di Fitto è l`accelerazione della spesa infrastrutturale nel Mezzogiorno. Il ministro pensa di farlo – come già successo con la delibera Cipe del 3 agosto che ha destinato 7,4 miliardi alle infrastrutture – spostando risorse su grandi opere già in corso, come la Salerno-Reggio Calabria, o in fase avanzata di progettazione, come la ferrovia Napoli-Bari. Non è chiaro, però, se tutto il Governo la pensi così o non vi sia piuttosto qualcuno, all`Economia o allo Sviluppo economico, che pensa a quegli otto miliardi per finanziare una parte del decreto sviluppo.
Certo è che anche a Fitto Hahn aveva dato un via libera sostanziale negli incontri della settimana scorsa, a patto che ci sia un`intesa anche con le Regioni interessate. Potrebbero rivedersi la settimana prossima per siglare il «piano di azione» con modalità, tempi e settori.
L`incontro tra Fitto e i governatori del Sud si terrà giovedì e sarà decisivo per l`intesa finale. è molto probabile che dalle Regioni arrivi il via libera al «piano Eurosud»: la mossa eviterebbe la perdita di fondi europei, inevitabile per il mancato raggiungimento degli obiettivi di spesa delle quote 2008 e 2009, e ridurrebbe i vincoli sulle Regioni del Patto di stabilità.
Nell`incontro con Fitto, c`è da scommettere però che i Governatori mettano robusti paletti proprio sulla destinazione degli 8 miliardi liberati. Chiederanno al Governo la doppia garanzia che le risorse siano riutilizzate ancora per gli investimenti e ancora per il Mezzogiorno, evitando di replicare il film già visto con il Fondo aree sottoutilizzate (Fas). Incrociando anche la preoccupazione di Bresso sulla programmazione 2014-2020, i Governatori metteranno in chiaro che non si può smantellare il cofinanziamento come si è fatto con il Fas, utilizzato da Giulio Tremonti per le più svariate esigenze di cassa e per finanziare spese diverse da quelle degli investimenti nel Mezzogiorno.
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