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Mediante una segnalazione a governo e Parlamento, l'Autorità di vigilanza ha sottolineato l'esigenza di adottare misure mirate a ridurre i costi finanziari delle gare, nonché gli oneri amministrativi a carico di enti appaltanti e imprese. Rilevata inoltre la necessità di rivedere il sistema delle qualificazioni

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Authority, vanno tagliati i costi per enti appaltanti e imprese

18 Gennaio 2012
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[Italia Oggi – 18/01/2012 – di Angelica Ratti]

Segnalazione a governo e Parlamento dell`Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
Appalti, colpo di forbici sui costi

Tagliare i costi amministrativi e favorire lo sviluppo e un miglior utilizzo banca dati nazionale dei contratti pubblici: è questo il contenuto della segnalazione inviata dall`Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici a governo e Parlamento per ridurre i costi degli appalti pubblici. L`Authority presieduta da Giuseppe Brienza ha indicato la necessità di misure finalizzate a ridurre i costi finanziari e gli oneri amministrativi a carico di stazioni appaltanti e imprese, nonchè a riqualificare gli attori del sistema affinchè la spesa pubblica possa diventare veicolo di sviluppo, qualità ed innovazione.
Nell`atto si sottolinea che «il taglio dei costi amministrativi legati alla partecipazione e gestione delle procedure di gara costituisce, nella presente fase economica, un obiettivo irrinunciabile al fine di liberare risorse per la competitività delle imprese». Una misurazione degli oneri amministrativi nell`area appalti recentemente condotta dal ministero per l`Innovazione, in stretta collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e con l`Autorità ha evidenziato costi riferiti all`insieme delle piccole e medie imprese (da 5 a 249 addetti) che ammontano a 1.213.918.673 euro.
L`Autorità ha auspicato, altresì, un`evoluzione del sistema di qualificazione delle imprese, volta a far acquisire agli operatori economici quelle caratteristiche imprenditoriali necessarie per competere sul mercato in primo luogo nazionale, ma anche internazionale.
Tra le criticità segnalate dalle imprese, vi è l`eccessiva onerosità della documentazione da presentare (ad esempio, moduli, comunicazioni da effettuare, relazioni, controlli, valutazioni, costi per etichettature, per archiviazione delle informazioni e per il supporto alle amministrazioni in sede di
verifiche e controlli). è risultato anche che le imprese interessate tra 5 e 249 addetti partecipano in media a 27 gare l`anno e che, di conseguenza, nella maggior parte dei casi la stessa documentazione relativa all`attestazione dei requisiti viene presentata 27 volte l`anno.
Spesso non è prevista, neanche in via opzionale, la trasmissione telematica. Viene, poi, lamentata la carenza di modulistica standardizzata e difficoltà ad accedere on line a tutta la documentazione di gara. Consapevole dell`attuale quadro l`Autorità ha proposto a governo e Parlamento un complessivo ripensamento del sistema della raccolta dei documenti a dimostrazione dei requisiti, imperniandolo sull`utilizzo della banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp, art. 60 del dlgs 7 marzo 2005, n. 84), affinchè quest`ultima diventi il punto di raccordo delle banche dati delle amministrazioni certificanti; l`utilizzo della Bdncp potrebbe consentire, a regime, una verifica in tempo reale delle informazioni sul possesso dei requisiti di ordine generale, tecnico ed economico, mediante accesso ad un unico sistema e secondo modalità che consentano di tracciare le verifiche effettuate.
Gli operatori economici non sarebbero tenuti a documentare i requisiti per ogni gara, e le stazioni appaltanti ad effettuare difficoltosi accertamenti presso altri enti certificanti, realizzando, in tal modo, una effettiva semplificazione del processo di partecipazione, qualificazione e verifiche dei requisiti. Verifiche che richiedono attualmente l`interazione con altre pubbliche amministrazioni, e comportano tempi eccessivamente lunghi (70 giorni in media, con punte di 90 giorni) e, spesso, non assicurano un reale controllo sull`affidabilità e capacità dell`operatore economico.
Ulteriori misure contenute nelle proposte sono volte ad una revisione dell`attuale sistema sanzionatorio relativo alle false dichiarazioni sui requisiti generali (1-ter dell`art. 38 del Codice dei contratti). Al riguardo l`Autorità ritiene necessarie modifiche alla pesante sanzione della sospensione di un anno, graduandola in funzione della gravità della violazione accertata, come già previsto per i requisiti speciali.
Sul fronte della qualificazione degli attori del sistema, sia dal lato pubblico che dal lato privato, viene proposta nella segnalazione l`istituzione di uno sportello unico di rilevazione delle stazioni appaltanti, introducendo un obbligo preventivo annuale di iscrizione in un apposito registro tenuto dall`Authority di Brienza; lo sportello unico consentirebbe di creare un patrimonio conoscitivo comune sulla committenza pubblica e di introdurre un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, che ne valuti le capacità amministrative e gestionali, così da assicurare che ogni amministrazione indica gare e gestisca contratti in relazione alle proprie capacità strutturali.
L`Autorità di vigilanza ha auspicato, altresì, un`evoluzione del sistema di qualificazione delle imprese, volta a far acquisire agli operatori economici quelle caratteristiche imprenditoriali necessarie per competere sul mercato in primo luogo nazionale, ma anche internazionale.
Un simile obiettivo, secondo le proposte dell`Autorità, può essere perseguito integrando gli attuali requisiti di partecipazione con la previsione di criteri reputazionali, valutati in maniera oggettiva e trasparente da un soggetto terzo, quale l`Autorità stessa, attraverso un procedimento che preveda l`esercizio del diritto al contraddittorio per l`impresa. Infine, la necessità di attribuire all`Authority poteri di carattere sanzionatorio nei confronti degli atti posti in essere dalle stazioni appaltanti in violazione della normativa nazionale e comunitaria, nonchè compiti specifici in relazione all`istituto dell`accordo bonario per scongiurarne un utilizzo scorretto.

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