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Rilevata l`importanza delle infrastrutture come volano della ripresa economica. Evidenziato il processo di riforma delle direttive europee in materia di appalti pubblici e annunciato un disegno di legge governativo per affrontare, tra l`altro, il consolidamento della normativa in materia di contratti pubblici, l`edilizia e il governo del territorio

Archivio, Governo e Parlamento

Riforma della normativa sui contratti pubblici: comunicazioni del Viceministro delle Infrastrutture

16 Marzo 2012
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Presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato si sono svolte le Comunicazioni del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, sulle prospettive di riforma della normativa in materia di contratti pubblici.
Il Vice Ministro ha ricordato che l`Unione europea ha iniziato un processo di ripensamento delle direttive in materia di appalti attraverso l`adozione del “Libro verde sulla modernizzazione della politica dell`Unione europea in materia di appalti pubblici – Per una maggiore efficienza del mercato europea degli appalti””, a cui ha fatto seguito la predisposizione di tre proposte di direttiva nn. COM (2011) 895 definitivo, COM (2011) 896 definitivo e COM (2011) 897 definitivo, che sostituiscono le direttive 17 e 18 del 2004.
Ha, altresì, annunciato che sulla materia il Ministero per le politiche dell`Unione europea ha istituito un tavolo di consultazione con le amministrazioni interessate, i cui lavori hanno avuto inizio il 17 gennaio scorso e si concluderanno, presumibilmente, prima dell`estate.
Ha, poi, ripercorso le novità introdotte nel nuovo pacchetto di direttive, a partire dalla previsione di un atto specificamente dedicato alle concessioni, evidenziando che “i provvedimenti sono finalizzati a modernizzare e snellire le procedure e a superare le incertezze del diritto, attraverso strumenti quali: il maggiore ricorso agli strumenti telematici; l`introduzione della nuova procedura di affidamento del partenariato per l`innovazione; l`impiego degli appalti pubblici per il perseguimento di finalità sociali; la precisazione del concetto di avvalimento; la riduzione dei termini per la presentazione delle offerte, nonchè il ricorso alla suddivisione in lotti, finalizzato a favorire l`accesso al mercato da parte delle piccole e medie imprese“.
Si è, quindi, soffermato sui profili critici che meritano un maggiore approfondimento e che dovranno essere risolti nel corso della fase ascendente quali, ad esempio, la distinzione tra servizi prioritari e non prioritari; la possibilità di inversione dell`esame dei criteri di selezione e aggiudicazione; i requisiti reputazionali, in relazione ai quali è necessario garantire maggiore oggettività; la previsione di alcuni adempimenti eccessivamente onerosi per le stazioni appaltanti.
Ha, inoltre, ripercorso gli interventi normativi adottati a livello nazionale, a partire dal decreto-legge n. 70 del 2011 per giungere al recente decreto-legge sulle semplificazioni, evidenziando che non si tratta di interventi estemporanei, ma di provvedimenti che “si collocano in una visione di sistema, che nasce dal convincimento che il risanamento dell`economia non può non tenere conto delle infrastrutture come volano della ripresa. Si pone ora la necessità di giungere a un consolidamento che crei condizioni ancor più favorevoli per il partenariato pubblico-privato e la finanza di progetto“.
A tal fine, ha ricordato che è stato attivato presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un tavolo di ascolto, a cui partecipano gli operatori del settore, “il nuovo gruppo di lavoro, avvalendosi del prezioso contributo degli operatori, dovrà individuare i nodi ancora da sciogliere, che potranno poi trovare accoglimento in un disegno di legge di iniziativa governativa””.
Tra le questioni allo studio vi sono:
– ulteriori misure sui project bond, mediante l`individuazione di un trattamento fiscale agevolato che attiri capitali di investimento anche stranieri;
-lo snellimento delle procedure finalizzate al raggiungimento delle intese con le Regioni per l`individuazione delle opere prioritarie;
-l`individuazione di meccanismi di composizione e superamento del dissenso;
– la creazione di un comitato di Ministri volto a unificare l`azione di Governo e a monitorare i soggetti realizzatori delle opere;
-un maggiore coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti nel finanziamento delle opere;
-il divieto di reformatio in peius dei contratti, in quanto i finanziatori investono solo in presenza di regole certe;
-l`individuazione di procedure di consultazione democratica sul territorio. A tale ultimo proposito ha espresso apprezzamento per l`Atto Senato 2037, recante “Norme per la consultazione e la partecipazione democratica in materia di localizzazione e realizzazione di opere pubbliche””, presentato dal senatore Menardi.
Infine, il Vice Ministro Ciaccia ha rilevato che il futuro disegno di legge di iniziativa governativa potrà poi delegare il Governo ad affrontare alcune questioni quali:
– il consolidamento della normativa in materia di contratti pubblici;
– l`edilizia e il governo del territorio;
-il trasporto terrestre e marittimo, in coordinamento con il lavoro fin qui svolto dall`8a Commissione in materia di riforma dell`ordinamento portuale.
Alcune criticità – a suo avviso – potranno essere risolte solo con modifiche costituzionali e, in particolare, la necessaria attribuzione alla competenza esclusiva dello Stato delle infrastrutture strategiche nazionali e l`introduzione di leggi rinforzate, recanti disposizioni di principio, che possano essere modificate solo con maggioranze qualificate.
In allegato le comunicazioni del Vice Ministro delle Infrastrutture e Trasporti.

5843-Comunicazioni del Vice Ministro Infrastrutture.pdfApri
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