Il Consiglio dei Ministri nella seduta del
30 ottobre u.s., n. 52, ha esaminato, tra l’altro un disegno di legge che introduce novità e semplificazioni rilevanti in settori produttivi, quali infrastrutture, trasporti, edilizia e territorio.
Il disegno di legge, introduce nel nostro Paese l’istituto della consultazione pubblica per la realizzazione delle opere di interesse strategico, così da consentire il coinvolgimento preventivo delle comunità e dei territori interessati, permettendo una maggiore condivisione delle informazioni e delle finalità dei progetti con le comunità locali. Sempre sul fronte infrastrutturale, sono introdotte nuove misure per agevolare ulteriormente l’utilizzo degli strumenti di partenariato pubblico-privato per la realizzazione delle opere pubbliche, anche attraverso una ulteriore semplificazione e accelerazione delle procedure.
Attraverso la proposta di leggi di delega, si intende inoltre ammodernare e semplificare fortemente i quadri normativi complessivi di settori importanti tra cui: appalti pubblici, edilizia e territorio.
Queste, in sintesi, le principali novità introdotte dal provvedimento:
Misure per l’attrazione di capitali privati
– Finanziabilità di progetti e bandi. Per assicurare che i progetti da realizzare con contratti di partenariato pubblico-privato siano idonei ad assicurare adeguati livelli di “bancabilità” fin dalla gara per l’affidamento, le amministrazioni aggiudicatrici potranno chiedere che l’offerta presentata sia corredata da una manifestazione di interesse da parte di una banca a finanziare l’operazione.
– Subentro di un nuovo concessionario designato dagli enti finanziatori del progetto. Il ddl interviene sull’istituto del subentro, istituto che consente di assicurare la continuità del rapporto concessorio in caso di risoluzione del rapporto stesso per motivi addebitabili al concessionario.
– Centrale di committenza per l’affidamento delle concessioni. Per favorire l’impiego dello strumento della concessione anche da parte delle amministrazioni di medie e piccole dimensioni – le quali spesso non possiedono al loro interno le competenze necessarie per attivare le particolari procedure previste – si introduce la possibilità di fare ricorso alle centrali di committenza, istituto già sperimentato per gli appalti pubblici.
Semplificazione e accelerazione delle infrastrutture
– Consultazione pubblica. Per promuovere un più alto livello di partecipazione delle popolazioni e dei territori rispetto alla realizzazione di opere strategiche, viene introdotta in Italia la procedura di “consultazione pubblica”. Ispirata al modello francese del debàt public, la consultazione permetterà di verificare preliminarmente la percorribilità di un progetto e consentirà alle popolazioni coinvolte di valutare e conoscere nel dettaglio le scelte riguardanti la realizzazione e localizzazione delle grandi opere infrastrutturali. Scopo della consultazione, che non sarà vincolante per il decisore pubblico, è aumentare in modo significativo il livello di coinvolgimento preventivo delle comunità locali nei processi di realizzazione delle opere strategiche per il sistema Paese.
– Semplificazione della procedura di approvazione unica del Cipe del progetto preliminare e della procedura di valutazione di impatto ambientale. La nuova procedura – introdotta dal decreto-legge Salva Italia – di approvazione unica da parte del Cipe del progetto preliminare di un’opera viene ulteriormente perfezionata, inserendo una tempistica definita per il pronunciamento delle singole amministrazioni e la previsione di azioni conseguenti al mancato rispetto dei termini.
– Ripartizione dei lavori delle imprese appartenenti ai raggruppamenti temporanei di imprese (RTI). Viene introdotta maggiore flessibilità delle regole riguardanti la ripartizione dell’esecuzione dei lavori tra le imprese che hanno partecipato a una gara di affidamento associandosi in raggruppamento, prevedendo anche percentuali diverse da quelle corrispondenti alle quote di partecipazione indicate in sede di gara.
– Semplificazioni normative e riduzione dell’overdesign. Per ridurre il fenomeno dell’overdesign – e cioè la fissazione di requisiti tecnici progettuali più stringenti rispetto a quanto richiesto dalla normativa europea, in particolare per le opere infrastrutturali ferroviarie – e i relativi costi da esso generati, si prevede l’allineamento delle regole minime di sicurezza alle norme europee, anche già vigenti, limitando l’introduzione di ulteriori norme nazionali non fondate su standard comuni ed i relativi sovracosti.
– Svincolo garanzie di buona esecuzione. Per garantire maggiore liquidità alle imprese che operano nel settore degli appalti pubblici, si prevede – per lo svincolo progressivo della garanzia in base all’avanzamento dell’esecuzione del contratto – la riduzione dal 25% al 20% della percentuale relativa all’ammontare residuo dell’importo garantito non svincolabile fino al collaudo.
Misure per il settore edilizio
– Recupero del patrimonio edilizio esistente. Per incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, si prevede una politica di riduzione degli oneri di costruzione relativi a ristrutturazioni e recuperi edilizi, differenziando i contributi di costruzione rispetto alle nuove opere, così da rendere più vantaggioso il recupero e la ristrutturazione del patrimonio edilizio. In questo modo si favorisce un utilizzo virtuoso degli immobili esistenti, limitando il consumo del territorio.
Deleghe per l’ammodernamento delle norme su infrastrutture, edilizia e trasporti
– Disposizioni di delega in materia di contratti pubblici, edilizia e governo del territorio, e trasporto di persone mediante autobus. Attraverso una serie di proposte di legge di delega, si intende riordinare e consolidare le normative di questi importanti settori, pervenendo a quadri normativi organici, snelli e più fruibili da parte degli operatori, in quanto le leggi attuali sono state oggetto di svariati interventi legislativi che ne hanno compromesso l’organicità e hanno creato instabilità ed incertezza nel quadro regolatorio. In questo modo gli operatori e gli investitori potranno usufruire di un orizzonte certo e più stabile nel tempo, che consentirà loro di programmare con maggiore sicurezza le proprie scelte.
Il Consiglio dei Ministri nella seduta del
31 ottobre, n.52 bis, ha condiviso, tra l’altro, la proposta dei Presidenti delle Giunte e dei Consigli, all’interno della Conferenza Stato-Regioni, sul taglio ai costi della politica regionale. In particolare, la Conferenza Stato-Regioni ha indicato nell’Umbria la regione più virtuosa per quanto riguarda la retribuzione dei Presidenti di Giunta, l’Emilia Romagna per quanto riguarda i consiglieri regionali e, per i finanziamenti ai gruppi consiliari, ha indicato la Regione Abruzzo.
La scelta del Consiglio di condividere la proposta della Conferenza rende superflua l’adozione di un provvedimento espresso. Le Regioni dovranno adeguarsi ai nuovi standard entro il 30 novembre.
Il Consiglio dei Ministri ha, inoltre, approvato il decreto-legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle province e all’istituzione delle città metropolitane.
Dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali.
Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinario si ridurrà da n.86 a n.51 (ivi comprese le città metropolitane).
Dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese.
Il Consiglio dei Ministri nella seduta del
31 ottobre, n.52 ter, ha approvato il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese, e tra Pubbliche Amministrazioni e imprese, attuando la delega conferita al Governo con l’articolo 10 della legge n. 180 del 2011 (Statuto delle imprese).
La disciplina del decreto legislativo si applicherà ai contratti conclusi a partire dal 1° gennaio 2013.
Il Consiglio dei Ministri ha, inoltre, approvato un decreto legge recante misure urgenti per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con la Società Stretto di Messina SpA ed in materia di trasporto pubblico locale. Il decreto proroga, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità.
Questa nuova procedura dovrà essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente.
In ogni caso, durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale.