La Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati ha concluso l’esame della Comunicazione della Commissione UE sulla modernizzazione degli aiuti di Stato (
COM (2012) 209), approvando un documento finale con alcune osservazioni.
In particolare, viene evidenziata l’opportunità di:
– mantenere “inalterato l’attuale importo, pari a 200 mila euro in tre anni, degli aiuti de minimis erogabili a ciascuna impresa, al fine di evitare che gli Stati membri che dispongono di maggiori margini di intervento finanziario possano avvantaggiare le proprie imprese erogando aiuti di ammontare superiore”;
– valutare “la possibilità di stabilire un tetto massimo, in percentuale al PIL, applicabile al complesso degli aiuti erogabili da ciascun Paese alle rispettive imprese, eventualmente con riferimento a specifici settori”;
– al fine di responsabilizzare gli Stati membri, valutare “il precedente costituito dalla disciplina antitrust per cui si è attribuito alle autorità nazionali competenti in materia di concorrenza la valutazione ex ante della conformità dei regimi di aiuti con il diritto dell’Unione europea”;
– pervenire ad “un elenco esaustivo delle tipologie di intervento qualificabili come aiuti in modo da assicurare certezza del diritto e ridurre il rischio di contenzioso. A tal fine appare necessario che tra gli aiuti dispensati dall’obbligo di notifica ex ante, in quanto ritenuti compatibili con il mercato, siano inclusi quelli concessi in presenza di gravi calamità naturali, quali in particolare i terremoti particolarmente frequenti in Italia”;
– al fine di accrescere la certezza giuridica e la possibilità di tutela in sede giurisdizionale, provvedere “a codificare in appositi regolamenti le regole di esenzione attualmente contenute in comunicazioni o altri atti privi di efficacia giuridica erga omnes”.