Le città italiane sono conosciute nel mondo principalmente per la storia e la cultura che ne fanno importanti mete turistiche. Ma le nostre città sono anche il centro dello sviluppo economico e sociale e dell’innovazione del Paese. Per questo coniugare storia, sviluppo, qualità della vita e rispetto dell’ambiente è l’obiettivo che anima il grande piano di rigenerazione urbana che si sta avviando in Italia. Rilanciare le nostre città significa oggi non solo dare una spinta alla crescita e allo sviluppo, ma anche migliorare la qualità della vita e garantire il benessere dei cittadini.
“Tra gli obiettivi di un Paese che vuole avere un futuro deve esserci una nuova visione della città. Rigenerazione delle aree urbane, riqualificazione del costruito, risparmio energetico e messa in sicurezza del territorio sono le parole chiave della rinascita che vogliamo realizzare con il Piano città”.
Queste le motivazioni, espresse dal presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, che hanno spinto i costruttori a proporre al governo un grande e concreto piano di sviluppo urbano.
Un progetto che viaggia veloce
Lanciato poco meno di un anno fa su espressa sollecitazione dell’Ance, in pochissimo tempo ha visto la presentazione di oltre 400 proposte da parte dei Comuni. In questa prima fase sono 28 quelle selezionate dalla cabina di regia promossa dal ministero delle Infrastrutture. I primi cantieri partiranno entro l’estate del 2013.
Grande impatto economico e occupazionale
Finanziato dal governo con 318 milioni di euro a cui vanno aggiunti finanziamenti già disponibili da parte dei comuni e dei privati. Si prevede di arrivare a 4,4 miliardi di investimenti solo nella prima faseà se ogni miliardo investito in edilizia genera 17.000 nuovi posti di lavoro col piano città se ne possono creare subito 74.800.
Migliorerà la qualità della vita dei cittadini
COME?
q mettendo in sicurezza il territorio
q riqualificando il patrimonio edilizio senza consumare nuovo suolo
q riducendo il consumo di energia
q decongestionando il traffico
q dotando le città di nuove tecnologie e servizi
Un modello vincente per il futuro
Il mix di interventi pubblici e privati tra loro coordinati, la regia pubblica, l’attenzione non solo ai temi infrastrutturali ma anche all’edilizia abitativa per le fasce più deboli sono gli elementi che fanno del Piano un importante banco di prova e un modello per il futuro.
“Un percorso efficace – afferma Buzzetti – che deve proseguire lungo il sentiero tracciato: tempi certi, regole trasparenti e il sostegno finanziario anche europeo”.