In merito all’iter della Relazione sulle prospettive di crescita dell’economia e sull’andamento dei conti pubblici per gli anni 2013 e 2014 (
Doc. LVII – bis n. 1), all`attenzione, per il parere al Governo, delle Commissioni speciali della Camera dei Deputati e del Senato, incaricate di esaminare i provvedimenti urgenti presentati dall’Esecutivo, l’Associazione ha espresso le proprie criticità sui contenuti del Documento con particolare riguardo alle misure per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione.
In particolare, l’ANCE ha evidenziato come risulti indispensabile, tra l’altro:
– dare priorità, nel piano di pagamento dei debiti della P. A., allo sblocco totale ed immediato delle risorse dei Comuni (9 miliardi) e delle Province (2 miliardi) già disponibili in cassa per pagamenti di spese in conto capitale, ma bloccati dal Patto di Stabilità Interno;
– chiarire l’importo totale dei pagamenti previsti per la componente più virtuosa della spesa, quella in conto capitale, e quindi per l’edilizia, precisando se tale importo include anche l’esclusione delle spese 2013 del cofinanziamento dei fondi strutturali, indicata nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 21 marzo scorso;
– garantire che le recenti aperture del Consiglio e della Commissione si traducano effettivamente in misure volte a favorire gli investimenti produttivi e quindi la crescita e l’occupazione e non solo in misure per il pagamento della spesa corrente;
– impegnare il Governo a concordare con l’Unione Europea di poter beneficiare della stessa flessibilità consentita ad altri Paesi europei, anche con riferimento al criterio dei deficit, trattandosi di misura “una tantum” per il pagamento dei debiti pregressi, quindi di natura non strutturale, chiedendo, quindi, di poter beneficiare di un ulteriore margine temporale e di poter sforare anche il parametro del 3% per pagare le spese di investimento pregresse, ciò anche alla luce dei contenuti del Tratto “Fiscal compact e della recente legge sul pareggio di bilancio.
L’Associazione ha, quindi, sottolineato la necessità di modificare le regole del Patto di stabilità interno degli enti locali, passando immediatamente dall’avanzo al pareggio di bilancio, adottando la regola stabile che comporti equilibrio di parte corrente e un limite all’indebitamento, in modo da consentire una equilibrata politica di investimenti e di evitare la formazione di nuovi debiti arretrati.
Le proposte dell’ANCE sono state ampiamente condivise e saranno attentamente valutate nel prosieguo dell’esame della Relazione.
Si allega la nota contenente nel dettaglio la posizione ANCE.
10722-Nota con posizione ANCE.pdfApri