Le Aule di Camera e Senato, al termine dell’esame presso le Commissioni speciali per l’esame dei provvedimenti del Governo, hanno approvato sulla Relazione sulle prospettive di crescita dell’economia e sull’andamento dei conti pubblici per gli anni 2013 e 2014 (Doc. LVII – bis n. 1) due analoghe Risoluzioni (n. 6-00001, primo firmatario l’On.Giancarlo Giorgetti del Gruppo parlamentare Lega Nord e n.6-00002 , primo firmatario il Sen. Filippo Bubbico del Gruppo parlamentare PD).
Nel
dibattito parlamentare svoltosi presso le Commissioni speciali (Relatori l’On.Marco Causi ed il Sen. Filippo Bubbico, entrambi del Gruppo parlamentare PD), sono emerse diverse indicazioni, alcune delle quali già evidenziate dall’ANCE (si veda, al riguardo, la notizia di Interventi ANCE
del 28 marzo 2013), relative, tra l’altro: alla necessità di chiarire l’entità dello stock di residui passivi esistenti e alla sua composizione tra parte corrente e in conto capitale, nonché la motivazione della diversa composizione fra debiti di parte corrente e debiti di parte capitale fra 2013 e 2014; all’importanza di una stima della quota di liquidità che andrebbe a diretto beneficio delle imprese e di quanta parte dei debiti commerciali sia già stata oggetto di cessione al sistema bancario; alla via seguita dalla Spagna per risolvere il problema dei debiti delle P.A. che ha consentito il pagamento della maggior parte di 27 miliardi di su un totale di 35, in soli 5 mesi.
Quanto sopra, emerge, altresì, nella relazione svolta alla Camera dei Deputati dall’On.Marco Causi, che ha sottolineato, tra l’altro, come in sede di decreto di attuazione il Governo debba fornire chiarimenti “in merito all’entità dello stock di residui passivi esistenti e chiarire e alla sua composizione tra parte corrente e in conto capitale” e debbano essere “individuate forme convenzionali e di monitoraggio in grado di garantire che l’afflusso di nuova liquidità sia interamente destinato al sostegno dell’economia reale e delle imprese”. Inoltre, andrebbe verificata “la possibilità di procedere, nei casi in cui potesse risultare conveniente ai fini della gestione del procedimento, a forme di centralizzazione dei pagamenti (seguendo l’esempio di quanto avvenuto nell’analogo programma predisposto dalla Spagna)” nonché “la fattibilità di schemi di compensazione con i debiti tributari delle imprese”.
In merito alle Risoluzioni approvate dalle Aule, nei dispositivi degli Atti di indirizzo vengono chiesti numerosi impegni al Governo, alcuni dei quali auspicati dall’ANCE.
Viene impegnato, in particolare, il Governo :
– “ad operare affinché la nuova “mini” golden rule diventi permanente e sia utilizzata a vantaggio di tipologie di investimenti produttivi che abbiano particolare impatto sullo sviluppo economico dei territori e sulla cura e la manutenzione delle risorse e dei beni pubblici di livello locale”;
– “ad adottare un provvedimento d’urgenza per accelerare il pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni con un impatto sull’indebitamento netto previsto in circa 0,5 punti percentuali di PIL, ferma restando la necessità che il medesimo indebitamento netto per l’anno in corso non superi il 2,9 per cento del PIL”.
Con riferimentoall’imminente provvedimento d’urgenza in materia di pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, viene, inoltre, chiesto l’impegno:
– “a monitorare il rispetto degli adempimenti da parte delle amministrazioni beneficiarie, sanzionandone l’inerzia e inserendo elementi cogenti per rendere effettiva, da parte delle amministrazioni, l’adesione al piano straordinario di pagamento dei debiti commerciali”;
– “ad introdurre meccanismi di pubblicità, anche attraverso sistemi informatici, delle attività di certificazione dei propri debiti svolte dagli enti locali verso lo Stato, al fine di consentire un controllo diffuso da parte dei cittadini e delle imprese”;
– “a graduare il flusso dei pagamenti accordando priorità a quelli che le imprese non hanno ancora ceduto al sistema creditizio e a verificare l’opportunità, fermo restando il rispetto del criterio del pagamento secondo l’ordine cronologico, di tutelare le situazioni di crisi aziendale sulla base di principi di equità e di solidarietà”;
– “a verificare la fattibilità, ove richiesto dalle imprese interessate, di schemi di compensazione con i debiti tributari, previdenziali e assistenziali delle imprese creditrici, nonché ogni altra misura di semplificazione per l’accesso delle imprese al programma straordinario di pagamento, valutando altresì la possibilità di condizionare l’accesso al programma a impegni da parte delle imprese per i loro successivi, e rispettivi, pagamenti nelle filiere della subfornitura”;
– “sul piano dei rapporti con gli intermediari finanziari, a congegnare le misure di accelerazione dei pagamenti garantendo che non venga intaccata e, ove possibile, venga migliorata la capacità di affidamento delle imprese”;
– “a rideterminare il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, il fabbisogno del settore statale e l’obiettivo programmatico di indebitamento netto in coerenza con quanto indicato nella Relazione al Parlamento”.
Su quest’ultimo punto, al Senato, con un apposito emendamento al testo della Risoluzione, il Governo è stato, altresì impegnato:
– “a rideterminare il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato fino a un importo massimo di 31.600 milioni di euro per il 2013 e 29.100 milioni di euro per il 2014, di cui 10.500 milioni nel 2013 e 16.000 milioni di euro nel 2014 per effetto del provvedimento per l’accelerazione dei pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni esistenti al 31/12/2012”;
– “a rideterminare il fabbisogno del settore statale in 73.674 milioni di euro nel 2013 e a 51.387 milioni di euro nel 2014, di cui 20 miliardi per ciascuno degli anni 2013 e 2014 ascrivibili al provvedimento per l’accelerazione dei pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni esistenti al 31/12/2012“.
in allegato i testi delle Risoluzioni approvate.
10759-Relazione Senato.pdfApri
10759-Relazione Camera.pdfApri