Cinquemila lavoratori lasciati a casa e oltre 700 aziende che hanno chiuso i battenti. Questo il quadro della crisi dell’edilizia in Friuli Venezia Giulia, che ha spinto il mondo delle costruzioni regionale a dare vita a un’iniziativa di protesta, promossa da Ance Friuli Venezia Giulia, alla presenza dei candidati alla guida della Regione
Cinquemila lavoratori lasciati a casa e oltre 700 aziende che hanno chiuso i battenti. Questo il quadro della crisi dell’edilizia in Friuli Venezia Giulia, che ha spinto il mondo delle costruzioni regionale a dare vita oggi a un’iniziativa di protesta, promossa da Ance Friuli Venezia Giulia, per sollecitare l’attenzione della politica sul settore. Sette le proposte chiave presentate ai candidati alla guida della Regione: 1) dichiarazione dello stato di crisi del settore; 2) dimezzamento delle tempistiche e snellimento degli iter autorizzativi; 3) razionalizzazione della spesa corrente e piano delle piccole opere; 4) sostegno al mercato regionale dei lavori pubblici; 5) una governance per la rigenerazione urbana e un patto per la casa; 6) valorizzazione dei programmi comunitari 2014-2020 e nuova governance urbana; 7) sostegno alla finanza e al credito. Un impegno preciso, quello chiesto da imprese, professionisti e lavoratori delle costruzioni, per cambiare la drammatica situazione in cui versa l’edilizia friulana e far sì che il settore torni a essere volano dello sviluppo economico del territorio.
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