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Tra gli interventi da attuare: politica fiscale della casa, pagamento dei debiti delle P.A., allentamento del Patto di stabilità interno, modifiche alla riforma del mercato del lavoro, piano di manutenzione contro il dissesto idrogeologico, piano di edilizia scolastica e riforma delle istituzioni.

Archivio, Governo e Parlamento

Governo Letta: le linee programmatiche alla fiducia del Parlamento

30 Aprile 2013
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Dopo il giuramento dinanzi al Capo dello Stato, si è insediato il nuovo Governo, guidato dal Presidente On. Enrico Letta, che prevede complessivamente 21 Ministeri ed è così composto:
 
Ministri con portafoglio:
-Emma Bonino (Affari esteri);
-Annamaria Cancellieri (Giustizia);
– Angelino Alfano (Interno);
-Mario Mauro (Difesa);
-Fabrizio Saccomanni (Economia e Finanze);
-Flavio Zanonato (Sviluppo Economico);
-Maurizio Lupi (Infrastrutture e trasporti);
-Nunzia De Girolamo (Politiche Agricole);
-Andrea Orlando (Ambiente, tutela del territorio e mare);
-Enrico Giovannini (Lavoro);
-Maria Chiara Carrozza (Istruzione);
-Massimo Bray (Beni culturali e turismo);
-Beatrice Lorenzin (Salute).
 
Ministri senza portafoglio:
-Enzo Moavero Milanesi (Affari europei);
-Graziano Delrio (Affari regionali e autonomie);
-Carlo Trigilia (Coesione Territoriale);
-Dario Franceschini (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo);
-Gaetano Quagliariello (Riforme costituzionali);
-Cécile Kyenge (Integrazione);
-Josefa Idem (Pari opportunità, sport e politiche giovanili)
-Giampiero D’Alia (Pubblica amministrazione e semplificazione).
È stato, inoltre, nominato Vice Presidente del Consiglio Angelino Alfano e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Filippo Patroni Griffi.
 
Il nuovo Governo così composto, si è presentato alle Camere dove il Presidente Letta ha illustrato le linee programmatiche per riscuotere la “fiducia”. La votazione alla Camera dei Deputati si è tenuta il 29 aprile c.m. (453 voti a favore, 153 contrari, 17 astenuti) ed al Senato il 30 aprile c.m. (233 voti a favore, 59 contrari, 18 astenuti).
 
Nelle dichiarazioni il Presidente del Consiglio ha indicato le linee portanti del suo Governo “di servizio al paese”, illustrando una serie di interventi che ritiene necessari per affrontare e superare la grave situazione economica in cui versa ancora l’Italia ripartendo dalla crescita senza compromettere il processo di risanamento della finanza pubblica e proseguendo il processo di integrazione verso un’Europa Federale.
In particolare, per quanto di maggiore interesse, si evidenziano le seguenti azioni:
 
Misure economiche e fiscali
–          riduzione fiscale senza indebitamento;
–          riduzione delle tasse sul lavoro, in particolare su quello stabile e su quello per i giovani neo assunti;
–          politica fiscale della casa al fine di limitare gli effetti recessivi “in un settore strategico come quello dell’edilizia”: incentivi per ristrutturazioni ecologiche e affitti e mutui agevolati per giovani coppie; revisione dell’attuale sistema di tassazione della prima casa con un primo stop ai pagamenti di giugno;
–          pagamento di parte dei debiti delle Amministrazioni pubbliche;
–          allentamento del Patto di stabilità interno;
–          rinuncia all’inasprimento dell’IVA;
–          aumento delle dotazioni del Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese e del Fondo di Solidarietà per i mutui.
 
Misure per il mercato del lavoro
–          semplificazione e rafforzamento dell’apprendistato;
–          modifiche alla L. 92/2012 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) volte a ridurre le    restrizioni al contratto a termine;
–          defiscalizzazioni e incentivi alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato;
–          rifinanziamento delle casse integrazioni in deroga;
–          valorizzazione del lavoro autonomo e delle libere professioni;
–          riforma del welfare;
–          miglioramento degli ammortizzatori sociali con l’estensione a chi ne è privo, a partire dai precari;
–          studio di forme di reddito minimo, soprattutto per famiglie bisognose con figli;
–          incentivi al pensionamento graduale con part time misto a pensione, con una “staffetta generazionale” per la parallela assunzione di giovani;
–          forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo al pensionamento con una penalizzazione proporzionale.
 
Misure in materia di ricerca, energia e ambiente
–          piano pluriennale per l’innovazione e la ricerca, finanziato tramite project bonds;
–          sviluppo di nuove tecnologie in materia di ambiente (sviluppo verde, nanotecnologie) ed energia (fonti rinnovabili ed efficienza energetica);
–          valorizzazione e custodia dell’ambiente e del paesaggio;
–          ampliamento degli incentivi fiscali a chi investe in innovazione;
 
Misure in materia di infrastrutture ed edilizia
–          valorizzazione e custodia delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali;
–          piano di edilizia scolastica su tutto il territorio nazionale;
–          piano di manutenzione contro il dissesto idrogeologico;
–          lotta all’abusivismo.
 
Misure in materia di rapporti con la Pubblica Amministrazione
–          revisione dell’intero sistema delle autorizzazioni e snellimento delle procedure;
–          lotta all’evasione fiscale.
 
Misure per il Sud
–          annullamento dei divari infrastrutturali e di ordine pubblico;
–          buona gestione dei fondi europei.
 
Misure per la riforma della politica
–          abolizione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti;
–          introduzione di misure di controllo e sanzioni anche sui gruppi parlamentari e regionali;
–          riforma anche radicale del sistema istituzionale e del sistema politico.
 
Misure per la riforma delle istituzioni
–          riforma della Costituzione sulla base delle proposte formulate da una Convenzione, aperta alla partecipazione anche di autorevoli esperti non parlamentari e che parta dai risultati della attività parlamentare della scorsa legislatura e dalle conclusioni del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica;
–          superamento del bicameralismo paritario al fine di snellire il processo decisionale affidando ad una sola Camera il compito di conferire o revocare la fiducia al Governo ed istituendo una seconda Camera – il Senato delle Regioni e delle Autonomie – con competenze differenziate e con l’obiettivo di realizzare compiutamente l’integrazione dello Stato centrale con le autonomie, anche sulla base di una più chiara ripartizione delle competenze tra i livelli di governo con il perfezionamento della riforma del Titolo V.
–          riordino dei livelli amministrativi e abolizione delle provincie;
–          completamento del Federalismo fiscale, rivedendo il rapporto fiscale tra centro e periferia salvaguardando la centralità dei territori e delle Regioni;
–          riforma della forma di governo;
–          revisione della legge elettorale.
 
 
Dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio
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