Il Ministro della Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, è stato ascoltato nella seduta del 12 giugno u.s. dalle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea della Camera dei Deputati sulle linee programmatiche del Suo Dicastero.
Il Ministro ha, in primo luogo, evidenziato che lo sviluppo autonomo rappresenta il metro fondamentale con il quale misurare e orientare le politiche per la coesione sociale e territoriale, gli interventi nazionali ed europei elaborando strumenti e politiche che creino buona occupazione, aiutino le imprese a crescere e sostengano i territori più deboli.
Ha poi affrontato i seguenti temi:
- Programmi finanziati dai Fondi europei e riprogrammazione;
- Governance;
- Ricostruzione in Abruzzo;
- Mezzogiorno
Programmi finanziati dai Fondi europei e riprogrammazione
Al riguardo, il Ministro ha sottolineato come a due anni e mezzo dalla scadenza finale per la certificazione delle spese da parte delle Commissioni, la spesa effettuata ha raggiunto, per l’Italia nel suo complesso, 19 miliardi di euro, corrispondenti al 40% delle risorse programmate e che quelle ancora da spendere ammontano a 30 miliardi di euro, la maggior parte dei quali nell’area Convergenza.
Pertanto, ha evidenziato l’avvio di una ricognizione dettagliata dello stato di attuazione dei Programmi finanziati con i Fondi strutturali 2007-2013, per verificarne i livelli di attuazione ed individuare le criticità e di un’azione di riprogrammazione delle risorse a rischio volta a concentrare i fondi resi disponibili su poche misure, con effetto anticiclico, per quanto possibile già sperimentate e caratterizzate da alcuni criteri: rapido avvio, alto “tiraggio”, bassa intermediazione burocratica. In particolare, le misure saranno costruite in modo da rispondere, per un verso, al crescente peggioramento della occupazione giovanile e al progressivo impoverimento delle famiglie, soprattutto al Sud, per altro verso, a sostegno del sistema delle imprese ed alla promozione degli investimenti in grado di stimolare le economie locali.
La riprogrammazione – ad avviso del Ministro – avverrà in due fasi: la prima riguarderà solo programmi nazionali e sarà basata sulla riduzione del cofinanziamento nazionale, da modulare caso per caso in relazione alle effettive possibilità e necessità. Tale intervento, pari a circa 1 miliardo di euro, sarà concentrato prioritariamente su un insieme di misure dirette a promuovere l’occupazione giovanile per contrastare la povertà estrema del Mezzogiorno.
La seconda fase di programmazione sarà incentrata sul sostegno al sistema delle imprese e sulla promozione degli investimenti maggiormente in grado di stimolare le economie locali. Tra le misure allo studio: il finanziamento di progetti immediatamente cantierabili da concludersi entro dicembre 2015, presentati dai Comuni all’interno del Piano città; il finanziamento per completare opere pubbliche già avviate e sospese per mancanza di fondi; il finanziamento di interventi per l’efficienza energetica degli edifici pubblici e il rifinanziamento del Fondo di Garanzia e la ricapitalizzazione dei Confidi per rafforzare la capacità di accesso al credito delle piccole e medie imprese; la promozione di reti tra imprese, Centri di ricerca e Università.
Governance
Il Ministro ha illustrato un’ipotesi di riforma della governance che prevede la costituzione di un Dipartimento della Presidenza del Consiglio a cui affidare funzioni di programmazione e contenuti in materia di coesione territoriale e la contestuale costituzione di un’Agenzia per la coesione con compito di intervento attivo nella progettazione e nella gestione di procedure a supporto dei compiti regionali e del ruolo del partenariato. Ha, inoltre, rilevato l’importanza di potenziare la capacità tecnica e amministrativa delle Regioni e delle amministrazioni centrali nonché di ampliare l’informazione e la trasparenza relativa al processo di decisione e attuazione nel suo complesso.
Ricostruzione in Abruzzo
Al riguardo, ha evidenziato che per una ricostruzione rapida è necessario garantire un flusso costante e certo di risorse ed individuare i settori sui quale si intende crescere in quanto “non tutto deve essere ricostruito com’era e dov’era”.
Vanno, inoltre, previste le funzioni che richiedono scelte sia dal punto di vista urbanistico che ricostruttivo.
Il Mezzogiorno
Al fine di migliorare l’efficienza e la qualità di servizi fondamentali come la sanità, l’assistenza, l’istruzione e la formazione nel Mezzogiorno, ha auspicato un maggior presidio nazionale, una più attiva responsabilità del Governo nazionale per garantire un migliore utilizzo dei trasferimenti alle Regioni e agli Enti locali.
Al riguardo, ha segnalato l’intenzione di proporre la costituzione di un gruppo di lavoro, al quale partecipino i Ministeri interessati, con il compito di esaminare il funzionamento dei principali servizi e di fissare costi di riferimento e indicatori di qualità delle prestazioni da tradursi in incentivi e sanzioni per gli amministratori regionali e locali.