Lo scorso 15 giugno si è tenuto a Ischia, un seminario di approfondimento sulle politiche di sviluppo e di rilancio per il settore e l’economia che ha visto la partecipazione del Ministro per la Coesione Territoriale, on.le Carlo Trigilia, del Vice Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, on.le Vincenzo De Luca, di rappresentanti delle Commissioni Bilancio e Lavori Pubblici di Camera e Senato, nonché dei vertici della struttura del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Nel corso del dibattito sono stati presentati tre documenti sul tema delle infrastrutture e delle loro importanza per sostenere la ripresa e la crescita dell’economia, determinando un rilevante aumento dell’occupazione.
Il primo offre un’analisi delle politiche di bilancio adottate negli ultimi anni e delle conseguenze che hanno determinato sul livello e sulla composizione della spesa pubblica dimostrando che nelle scelte adottate non c’è stata neutralità: la spesa corrente è sempre stata privilegiata rispetto a quella per gli investimenti in conto capitale.
Basti considerare che i dati di previsione contenuti nei bilanci annuali dello Stato, dal 1990 ad oggi, segnano una riduzione del 42,6% delle spese in conto capitale a fronte di un consistente aumento della spesa corrente al netto degli interessi del debito pubblico (+30%). Se poi, si considera la parte della spesa in conto capitale destinata alla realizzazione di nuove opere pubbliche, il divario rispetto all’andamento della spesa corrente è ancora più evidente. Le risorse per nuove infrastrutture, infatti, hanno subito, rispetto al 1990 una riduzione di oltre il 61,2%.
Il secondo lavoro, a cura del prof. Baldassarri, dimostra la possibilità di realizzare un’importante manovra di rilancio delle infrastrutture, entro il limite del 3% di deficit fissato dall’Unione Europea, riducendo persino il rapporto debito/Pil.
La manovra è basata sull’ipotesi di un progressivo recupero del valore di picco delle infrastrutture realizzato nel lontano 2004 nel corso dei prossimi cinque anni, partendo da un +5 miliardi di euro nel 2014 e proseguendo con +10 miliardi nel 2015, +15 nel 2016, +20 nel 2017 e nel 2018. Un tale scenario consentirebbe all’economia italiana di ottenere nei prossimi anni:
• una maggiore crescita cumulata del Pil del 3% all’orizzonte 2018;
• una maggiore occupazione, per circa 423.000 unità all’orizzonte 2018;
• la disoccupazione non andrebbe oltre il 13% e si ridurrebbe dell’1,6% rispetto alle previsioni;
• il deficit pubblico sarebbe lievemente più alto rispetto al tendenziale, ma si manterrebbe ben al di sotto del 3% di Maastricht;
• il rapporto debito/Pil si ridurrebbe.
Infine, il terzo documento fa il punto sui programmi infrastrutturali già finanziati, in particolare dal Cipe, nel corso degli ultimi mesi e propone un percorso tecnico istituzionale in grado di accelerare la realizzazione di tali Piani. Si tratta, secondo stime dell’Ance, di circa 30 miliardi di euro l’importo dei progetti infrastrutturali per i quali non sono state ancora bandite le gare e/o non sono stati sottoscritti i contratti con le imprese per la realizzazione dei lavori.
In allegato sono disponibili i tre documenti presentati nel corso del Seminario “Dai programmi alle opere: le risorse”, tenutosi ad Ischia il 15 giugno u.s.:
1. Le politiche di bilancio e l’andamento della spesa pubblica;
2. Stime effetti investimenti infrastrutturali;
3. Programmi infrastrutturali finanziati e procedure per una rapida attuazione.
12102-3_Programmi infrastrutturali finanziati.pdfApri
12102-2_Stime effetti investimenti infrastrutturali.pdfApri
12102-1_Le politiche di bilancio e la spesa pubblica.pdfApri