[Il Sole 24 Ore – 28/07/2013 – di Giorgio Santilli]
Antisismico, bonus 65% in 3mila Comuni
Prevenzione anti-terremoto al via: ci sono anche 965 milioni del fondo Protezione civile
Sono 3.069 sul totale di 8.101, quindi il 38% circa, i comuni di fascia sismica 1 e 2 in cui sarà possibile utilizzare il bonus fiscale del 65% per i lavori di consolidamento antisismico. L`Aula della Camera comincerà domani a ratificare il voto delle commissioni Finanze e Attività produttive di Montecitorio che ha esteso l`agevolazione fiscale per l`attività di prevenzione anti-terremoto dal 50% al 65%, con un doppio limite. Quello territoriale, appunto le fasce 1 e 2 della mappa sismica definita dalla Protezione civile, e quella della tipologia di edificio, limitando la nuova agevolazione alle prime case e agli stabilimenti produttivi. Una limitazione, quella tipologica, che però somiglia più a un`estensione, visto che sono ricompresi capannoni e altri immobili produttivi.
Il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, padre della norma, è convinto che il segnale mandato dalla Camera sia della massima importanza perché consente di avviare una politica di difesa del territorio e di forte innovazione per l`edilizia. Ma al tempo stesso Realacci dice che «la vera campagna d`autunno sarà la stabilizzazione di questo strumento agevolativo, in modo da consentire una pianificazione di più lungo periodo, necessaria per questo genere di interventi». Una posizione su cui sono tutti d`accordo, dalle imprese dell`Ance agli ordini professionali. «Una norma di civiltà, un grazie a Realacci e al ministro Lupi – dice Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti -. Finalmente prende il via concretamente anche nel nostro Paese la cultura della prevenzione antisismica». Anche il sottosegretario alle Infrastrutture, Erasmo D`angelis, parla di «rivoluzione culturale per l`Italia».
Il coro di consensi sulla svolta culturale di una seria prevenzione antisismica potrebbe portare a un rilancio di uno altro strumento pubblico poco noto, il piano nazionale antisismico della Protezione civile. Il piano – previsto dall`articolo 11 della legge 77/2009 – ha uno stanziamento di 965 milioni per il periodo 2010-2016: il 10 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale l`ordinanza di ripartizione fra le Regioni dei 195,6 milioni dell`annualità 2012. È la tranche più ricca finora assegnata: per l`annualità 2010 si era infatti partiti con 42,5 milioni, saliti a 145,1 milioni nel 2011 (fondi sbloccati con l`Opcm 4007/2012, del 7 marzo 2012), e appunto a 195,6 milioni per l`annualità 2012, livello che resterà ora invariato per i fondi 2013 e 2014, per poi ridiscendere a 145,1 milioni nel 2015 e 44 milioni nel 2016.
Il piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, avviato dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, prevede la realizzazione di interventi finalizzati a migliorare la resistenza al terremoto di edifici esistenti, sia pubblici che privati, e per effettuare indagini di microzonazione sismica dei territori a rischio.
L`ordinanza della Protezione civile ripartisce come sempre i contributi tra le Regioni sulla base dell`indice medio di rischio sismico, privilegiando le aree a maggiore pericolosità, per indirizzare l`azione verso le riduzione delle perdite di vite umane. I contributi possono essere utilizzati solo nei Comuni nei quali l`accelerazione massima al suolo “ag” sia pari o superiore a 0,125g.
Spetta ora alle Regioni individuare la somma da destinare ai contributi per gli interventi sugli edifici privati, per cui è previsto un minimo del 20% fino a un massimo del 40% del finanziamento complessivo.