Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha svolto le sue comunicazioni al Parlamento in vista del prossimo Consiglio europeo di Bruxelles del 20 e 21 marzo, nonché sullo stato dell’economia e della finanza pubblica.
Al riguardo, il Presidente ha evidenziato, in premessa, l’intenzione di offrire una riflessione “che tenga insieme i temi del Consiglio europeo con la discussione sullo stato dei conti pubblici e con le misure che già sono state oggetto di una prima valutazione informale anche da parte di questo Parlamento nella discussione che già c’è stata, e che comunque vedrà nei prossimi giorni e settimane l’approvazione del DEF e, più in generale, di alcune misure che il Governo porterà alla vostra attenzione”.
Ha, quindi, ricordato l’importante appuntamento rappresentato dalle elezioni europee, nonché il prossimo cambiamento delle istituzioni europee, a partire dalla Commissione UE e l’avvio del semestre di presidenza italiana.
In proposito ha, altresì, sottolineato l’importanza di “lottare contro una Europa che sia semplicemente espressione della tecnocrazia e della burocrazia e fare dell’Europa, riprendere quello sguardo profondamente alto e ideale che l’Unione europea aveva avuto nel sogno dei padri fondatori e nel sogno dei Paesi fondatori, tra cui l’Italia”, nonché di uscire dalla visione di un’Europa che “controlla”, chiarendo che Italia ed Europa non sono due “controparti” ma “sulla stessa barca” “per cui o l’Italia è in grado di cambiare se stessa, per dare slancio al processo europeo, e, contemporaneamente, o l’Europa è in grado di uscire da una visione totalmente incentrata sull’austerity per aiutare la crescita come il Consiglio europeo, ma anche sia l’Ecofin che il Consiglio degli affari esteri e varie realtà istituzionali hanno iniziato a sottolineare, o siamo in grado di tenere insieme queste due battaglie qui, oppure non c’è spazio per la politica”.
Passando, quindi, allo scenario italiano, il Premier ha, in particolare, ribadito come fondamentale il superamento del livello istituzionale delle province, nonché il superamento del bicameralismo, con regole più chiare sul rapporto tra Stato e Regioni e la soppressione di istituzioni che hanno “fatto il loro tempo”. Ha, inoltre, evidenziato l’imprescindibilità di temi da affrontare prima del 1° luglio (data di avvio del semestre europeo di presidenza italiana): pubblica amministrazione, fisco e giustizia. Ha, altresì, individuato, come ulteriore grande tema, il lavoro, sottolineando che la consapevolezza della drammatica situazione della disoccupazione giovanile dovrebbe spingere il Parlamento, attraverso “lo strumento della delega, a una grande discussione sui principi generali e poi ad un approfondimento che tocchi alcuni temi innovativi: come modifichiamo il sistema degli ammortizzatori sociali, come interveniamo sul salario minimo, come diamo l’occasione di un assegno universale di disoccupazione, garantendo anche chi oggi garanzie non ha avuto, ma come contemporaneamente consentiamo a degli imprenditori che vogliano investire, di potere assumere, senza bisogno di avere la difficoltà pratica di farlo”.
Altro elemento “fondamentale” sono le misure di natura economica e tra queste, viene evidenziata l’importanza della lotta alla corruzione, che, pur andando oltre l’aspetto economico, rappresenta un passaggio chiave per un ciclo economico sano, ricordando che “in tutte le graduatorie internazionali perdiamo 20-30 posti, perché abbiamo un sistema che viene considerato – talvolta devo dire persino a torto, ma in molti casi a ragione – ancora foriero di grandi miglioramenti. E noi dobbiamo andare in questa direzione”. Altra misura economica evidenziata riguarda gli interventi a favore del ceto medio e il taglio del cuneo fiscale pari a 10 miliardi di euro, “che derivano da un margine ampio che abbiamo ancora in ordine alla spending review”.
Il Presidente del Consiglio ha, quindi, sottolineato la necessità di “intervenire riequilibrando, a parità di tassazione, l’intervento sulle aziende rispetto all’intervento sulle rendite finanziarie”, nonché di intervenire “sul costo dell’energia per le piccole e medie imprese, che sono quelle che sono fuori dagli sgravi per le imprese energivore e che sono contemporaneamente sopra la media europea”.
Sulle comunicazioni del Premier, sono state approvate apposite Risoluzioni in Parlamento. Alla Camera dei Deputati, in particolare, è stata votata la Risoluzione 6-00056, a firma bipartisan, in cui si impegna il Governo, tra l’altro:
– ad adoperarsi affinché il Consiglio tenga conto del nesso fra competitività industriale, politiche ambientali e politiche energetiche, definendo una strategia di politica industriale europea che contempli, in particolare:
- “la creazione di specifiche linee di credito presso la Banca europea per gli investimenti al fine di promuovere l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese europee nonché di finanziare investimenti in settori industriali chiave, sul modello di quanto proposto dalla Commissione europea per l’edilizia sostenibile”;
– ad adoperarsi affinché l’Unione europea attui una strategia di politica industriale incentrata su un numero limitato di priorità tra cui:
- “la riduzione degli oneri regolamentari e amministrativi per le imprese, in particolare per le piccole e medie, a livello europeo e nazionale, sulla base di un programma di intervento specifico ed organico che contempli scadenze puntuali per le istituzioni e per gli Stati membri, a tal fine anche esortando gli Stati membri ad introdurre un sistema di valutazione di impatto ex ante degli effetti della regolamentazione sulle imprese”;
– “a definire tempestivamente, in stretto raccordo con le Camere, il programma dell’Italia per il prossimo semestre di Presidenza dell’Unione europea, individuando tra gli obiettivi prioritari”:
- “il contemperamento, in sede di applicazione delle regole vigenti o prospettando appropriate modifiche legislative, tra la stabilità delle finanze pubbliche e l’adozione di misure per il rilancio della crescita e dell’occupazione, soprattutto giovanile, e per contrastare povertà e discriminazione sociale”;
- “il proseguimento della tabella di marcia per un’autentica Unione economica e monetaria, con particolare riferimento alla introduzione di meccanismi per la mutualizzazione del debito sovrano dei Paesi dell’area euro, anche nelle forme, proposte in diverse sedi, in base alle quali ciascun Paese deve farsi carico del pagamento della propria quota di interessi, alla creazione di un’autonoma capacità fiscale dell’Eurozona e l’emissione in comune di titoli per finanziare grandi progetti in grado di rilanciare stabilmente l’economia europea”;
– “a riferire tempestivamente alle Camere sullo stato del negoziato con la Commissione europea in merito al contratto di partenariato per la programmazione dei fondi strutturali 2014-2020, anche in vista dell’attuazione del comma 246 dell’articolo 1 della Legge di stabilità 2014, in base alla quale il Governo, prima della stipula definitiva dell’accordo con le autorità dell’Unione europea, lo trasmette al Parlamento per l’espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti”.
In allegato relative Risoluzioni approvate dalla Camera dei Deputati e dal Senato.
15364-Risoluzioni approvate dalla Camera e dal Senato.pdfApri