Le Commissioni Industria del Senato e Attività Produttive della Camera dei Deputati – hanno reso al Governo un parere favorevole con condizioni ed osservazioni sullo Schema di decreto legislativo recante “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE” (Atto n. 90– Relatori Sen. Massimo Mucchetti del Gruppo PD e On. Gianluca Benamati del Gruppo PD).
Sullo Schema, in via preliminare all’esame, le Commissioni in seduta congiunta hanno svolto un ciclo di audizioni informali a cui ha partecipato anche l’ANCE (si veda, al riguardo, la notizia di Interventi ANCE dell’8 maggio 2014).
Le Commissioni hanno espresso nei pareri numerose condizioni ed osservazioni, alcune delle quali richieste ed auspicate dall’ANCE. Si segnalano, in particolare, le seguenti:
nel parere del Senato, tra le condizioni:
– “sia ampliata la platea degli interventi di riqualificazione energetica da realizzare ogni anno sugli immobili della Pubblica amministrazione centrale, ricomprendendo, nel limite del 3 per cento, compatibilmente con le risorse di bilancio, anche gli immobili di proprietà delle Regioni e degli altri Enti territoriali (provvedendo ad escludere tali interventi dal Patto di stabilità interno) o, quanto meno, gli immobili periferici delle Amministrazioni centrali, nonché tutti quegli edifici che godono di una particolare importanza nella vita pubblica a partire da scuole, ospedali e Municipi”;
– “siano rese permanenti, compatibilmente con i vincoli di bilancio, le attuali agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili (cosiddetto ecobonus) avendo cura di continuare a garantire, in ogni caso, una effettiva convenienza di tali agevolazioni rispetto a quelle riconosciute per gli ordinari interventi di ristrutturazione edilizia”;
Tra le osservazioni:
– “siano rafforzati gli strumenti di incentivazione vigenti rivolti alle Pubbliche amministrazioni, che non accedono ad agevolazioni fiscali del cosiddetto ecobonus, con particolare riferimento al “conto termico” e ai “certificati bianchi”, al fine di promuovere la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica volti alla riduzione dei fabbisogni di energia primaria per la climatizzazione invernale ed estiva degli immobili”.
– “all’articolo 5, comma 6, andrebbe meglio specificato l’ambito di esclusione degli immobili vincolati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nel senso di escludere gli immobili stessi dall’applicazione degli obblighi di efficientamento solo qualora il rispetto di determinati requisiti minimi di prestazione energetica modificasse in maniera inaccettabile il loro carattere o aspetto”;
– “all’articolo 14, valuti il Governo l’opportunità di semplificare l’attuale normativa sulle modalità di evacuazione dei fumi di scarico degli impianti termici con generatori di calore a condensazione, garantendo a questi ultimi anche la possibilità del cosiddetto “scarico a parete”.
Nel parere della Camera dei Deputati, tra le condizioni:
– “siano individuate, per quanto possa essere necessario, ulteriori risorse finanziarie a copertura degli investimenti da effettuare per la messa in efficienza dal punto di visita energetico del patrimonio edilizio della PA centrale anche avvalendosi delle risorse dei bilanci dei Ministeri interessati”;
– “si adottino, in accordo con le regioni, tutte le misure necessarie a garantire l’applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale di un quadro di regole semplici per la certificazione energetica degli edifici, da quelle concernenti la valutazione delle prestazioni degli impianti e degli involucri, alla fissazione dei requisiti per la competenza professionale e l’indipendenza dei certificatori, al sistema dei controlli e delle sanzioni”;
Tra le osservazioni:
– “nel caso di acquisto e locazione di immobili da parte della pubblica amministrazione è opportuno che venga chiarito come il livello minimo di prestazioni energetiche debba corrispondere a quello applicabile per i nuovi edifici”;
– “si consideri l’opportunità, all’articolo 10, comma 16, lettera e), di eliminare l’inciso « imposto dai comuni », in quanto non risulta di spettanza dei comuni l’obbligo di allacciamento, bensì delle regioni, in linea col decreto 15 marzo 2012, (cd. burden sharing)” (la norma attiene alle nuove reti di teleriscaldamento e al relativo obbligo di allacciamento alla rete);
– “si valuti la metodologia più idonea per rafforzare il ruolo dei cambiamenti comportamentali per incrementi di efficienza energetica verificabili e misurabili o stimabili”;
– “valuti il Governo la possibilità di apporre la garanzia di stato sul Fondo per l’efficienza energetica al fine di ottenere un effetto moltiplicatore delle relative risorse”.
Lo Schema, a seguito del parere del Parlamento, tornerà al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione.
In allegato i pareri del Senato e della Camera dei Deputati.
16613-Parere della Camera dei Deputati.pdfApri
16613-Parere del Senato della Repubblica.pdfApri