[Italia Oggi – 20/06/2014 – di Matteo Barbero]
Il dpcm varato dal governo libera spazi finanziari per 244 milioni
Il Patto non va a scuola
Deroghe per l’edilizia scolastica in 350 enti
Sono circa 350 comuni che beneficeranno delle deroghe al Patto di stabilità interno per i lavori di edilizia scolastica. A individuarli è il dpcm firmato la scorsa settimana dal premier, Matteo Renzi (ora in via di perfezionamento), che distribuirà i 244 milioni stanziati dall’art. 48 del dl 66/2014.
Occorre precisare che non si tratta di soldi veri, ma di «spazi finanziari» che consentiranno ai sindaci di utilizzare parte delle risorse ferme in cassa. Il bonus è spalmato per metà sull’anno
corrente e per il restante 50% sul 2015.
La notizia è stata salutata con favore dall’Anci, che in una nota del segretario generale, Veronica Nicotra, ha parlato di «segnale positivo». «Si tratta», ha sottolineato Nicotra, «di una prima parte degli interventi che i comuni hanno segnalato direttamente al presidente del Consiglio, manifestando la loro disponibilità ad utilizzare fondi propri per interventi urgenti. Ma l’edilizia potrà contare nell’immediato anche di: ulteriori 400 milioni provenienti dalla programmazione nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, che consentiranno lo scorrimento delle graduatorie regionali già esistenti del decreto del fare, prevedendo interventi di rimozione dell’amianto ma anche di messa in sicurezza.
Il ministero dell’Istruzione, inoltre, è pronto a partire con interventi di piccola manutenzione finanziati con i risparmi delle gare Consip per la pulizia delle scuole, per complessivi 450 milioni.
A questo si aggiungono i 36 milioni per l’attivazione dei fondi immobiliari, sbloccati qualche settimana fa. Contemporaneamente, si sta lavorando con i ministeri dell’Istruzione e delle Infrastrutture all’individuazione delle modalità di attuazione per la programmazione 2013-2015, attraverso la contrazione di mutui regionali con la Bei, la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, la Cassa depositi e prestiti e altri istituti bancari, che svilupperanno investimenti pari a circa 850 milioni».
Naturalmente, pur trattandosi di importanti segnali di attenzione, l’Anci ricorda che il fabbisogno è ben superiore e quindi auspica che il governo riesca ad individuare ulteriori misure e risorse che consentano di dar seguito non solo agli altri interventi segnalati direttamente dai sindaci, ma alle altre urgenze in materia di edilizia scolastica presenti nei territori, anche attraverso lo sblocco delle risorse di precedenti piani e l’attivazione di una cabina di regia nazionale.
Anche sul versante del patto, si attendono ulteriori aperture, oltre che sul fronte delle scuole, anche per consentire il propagamento dei debiti commerciali, completando il quadro di interventi messo in campo dapprima dal dl 35/2013 e poi dallo stesso dl 66.