Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) d’intesa con la Conferenza unificata tenuto conto di una serie di rilievi formulati dalla Corte dei Conti nella relazione sul controllo di gestione del programma “Contratti di quartiere II” ha individuato alcune regole operative finalizzate a velocizzare la conclusione del programma di recupero urbano denominato “Contratti di quartiere II”.
Con deliberazione n. 15/2013/G del 19 dicembre 2013 la Corte dei Conti – Sezione centrale del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato – ha, infatti, approvato una relazione riguardante la gestione del programma “Contratti di quartiere II” (introdotto dall’art. 4, comma 1, della legge 8 febbraio 2001, n. 21) finalizzato prioritariamente ad incrementare, con la partecipazione di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati di comuni e città a più forte disagio abitativo ed occupazionale, oltre alla previsione di misure ed interventi diretti a incrementare l’occupazione, per favorire l’integrazione sociale e l’adeguamento dell’offerta abitativa.
L’istruttoria ha evidenziato diversi profili di criticità.
In particolare, si è rilevata una pesante dilatazione dei tempi di attuazione del programma, tuttora in fase di realizzazione per una parte significativa. Le prime erogazioni, peraltro in misura molto contenuta, sono state disposte soltanto nel 2007. Le attività preliminari e propedeutiche alla realizzazione del programma hanno impegnato i primi sei anni dall’approvazione della legge (2001).
La Corte ha criticato anche l’efficienza del monitoraggio ritenuto tardivo e parziale e preclusivo di possibili interventi correttivi, sostitutivi, di revoca o semplicemente di sollecito dell’esecuzione delle opere. In merito ad un bilancio complessivo la Corte ha rilevato che i dati, quando sono pervenuti, sono stati soltanto numerici e si riferiscono prevalentemente, ad interventi di edilizia residenziale: 3.272 nuovi alloggi sono stati realizzati (714 solo in Emilia Romagna) e 17.311 sono stati oggetto di recupero (di cui 7.396 in Lombardia). Mancano, invece, elementi informativi sugli altri più complessi e qualificanti obiettivi del programma diversi dall’adeguamento dell’offerta abitativa, finalità quest’ultima comune, invece, anche ad altri programmi contestuali. Così pure per gli investimenti privati, che dovevano qualificare il programma, si conoscono soltanto gli importi complessivi ma non si ha alcuna informativa in ordine agli interventi a cui sono stati destinati né alle realizzazioni.
A conclusione della sua analisi la Corte dei Conti ha espresso la necessità di intervenire su vari aspetti al fine di completare gli interventi in tempi significativamente più ristretti mettendo a fuoco le ragioni che hanno contribuito all’inefficacia della gestione e all’allungamento dei tempi.
Queste, in sintesi, alcune delle misure individuate nel documento predisposto dal MIT:
· per gli interventi non avviati: deve esser fissato un termine ultimo per concludere e/o aggiornare la progettazione definitiva o esecutiva trascorso il quale si procederà alla revoca e riprogrammazione dei relativi finanziamenti;
· per gli interventi che hanno perso i requisiti di fattibilità: si procede alla revoca dei finanziamenti assegnati;
· per gli interventi con avanzamento minore del 50%: dovranno essere individuati percorsi di sostegno da parte delle regioni;
· per gli interventi (e sono la maggioranza) con avanzamento maggiore del 50%: le regioni devono effettuare il monitoraggio costante al fine di prevenire l’insorgere di criticità esecutive.
Altri indirizzi operativi riguardano le varianti esecutive, la rimodulazione dei programmi (di cui viene allargato il campo di riferimento) e la riallocazione delle risorse.